29 settembre di Mogol Battisti per l’Equipe 84

GLOCAL. Oggi “29 settembre” la canzone che ben conosciamo è la storia di un tradimento: un uomo è seduto in un bar quando improvvisamente incontra il sorriso di una donna e ancora prima di capire si ritrova sottobraccio a lei mentre la serata si dipana tra un ristorante ed un locale da ballo per poi finire… nello svegliarsi nel proprio letto mentre una voce impietosa scandisce al Giornale Radio il nuovo giorno, 30 settembre. Non era altro che un sogno?  L’utilizzo di un vero speaker radiofonico (un’intuizione dell’ultimo momento, quando il pezzo era stato già registrato) è certamente un’idea innovativa (anche se c’è un precedente rappresentato da Il treno del sole, canzone folk di Otello Profazio), come una nuova idea è il testo, la ricerca di un sound che trasmetta all’ascoltatore l’atmosfera onirica dell’incontro con “l’altra”, la voce di Maurizio, che vocalizza l’angoscia del brusco risveglio alla realtà, ben coadiuvato dagli altri tre. Un brano veramente moderno, ben arrangiato, vicino alla nuova produzione dei Beach Boys o dei Beatles ma senza per questo scimmiottarli o prenderli ad esempio.
Se Donovan e i Kinks cercano nuove strade in UK, l’italianissima Equipe 84 cerca nuove sonorità a casa propria confermandosi il complesso numero uno, il più preparato, l’unico che possa permettersi certi esperimenti all’infuori del classico pezzo beat chitarra-basso e giro armonico in ciclostile.

Seduto in quel caffè
io non pensavo a te
Guardavo il mondo che
girava intorno a me
Poi d’improvviso lei sorrise
e ancora prima di capire
mi trovai sottobraccio a lei
stretto come se non ci fosse che lei.

Vedevo solo lei
e non pensavo a te.
E tutta la città
correva incontro a noi.
Il buio ci trovò vicini
un ristorante e poi di corsa
a ballar sottobraccio a lei
stretto verso casa abbracciato a lei
quasi come se non ci fosse che,
quasi come se non ci fosse che lei.
quasi come se non ci fosse che lei.

Mi son svegliato e
e sto pensando a te …
Ricordo solo che,
che ieri non eri con me.
Il sole ha cancellato tutto
di colpo volo giù dal letto
e corro lì al telefono
e parlo, rido e tu, tu non sai perché
t’amo t’amo e tu, tu non sai perché…..
parlo, rido e tu, tu non sai perché….

N.1 in hit-parade per l’Equipe 84, primo complesso beat italiano all’epoca, praticamente in contemporanea all’uscita (maggio del 1967), anche a seguito di una ben orchestrata attesa, in più canzone regina a Bandiera gialla, il tutto per una canzone del tutto nuova e diversa da quanto sentito fino ad allora. Il brano di Battisti e Mogol proponeva infatti, per la prima volta nella canzone italiana, su un sottofondo pop accattivante e per nulla dirompente, effetti speciali ed extra musicali, come lo speaker del giornale radio in sottofondo (una registrazione fatta appositamente per la canzone).

La canzone riprendeva quindi idee che giravano nel mondo della musica, soprattutto inglese, in uscita dal beat e in cammino verso la psichedelia e il progressive, seguendo la strada indicata dai primi Pink Floyd e anche dai Beatles con Revolver, e che sarà fissata poi lo stesso anno 1967 con il capolavoro epocale Sgt. Pepper e in particolare con il brano A Day In The Life, che aveva la stessa idea del giornale radio. Nello stesso anno venne preparata dalla Equipe 84 e dalla Ricordi anche una versione in inglese, pubblicata in USA, con titolo 29th September e sul retro Auschwitz. Sul retro del singolo italiano invece una canzone scritta da Francesco Guccini, E’ dall’amore che nasce l’uomo.

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