Abitare nei piccoli comuni

Abitare nei piccoli comuni del Lazio. Nella nostra regione che è al centro di infiniti rapporti sociali ed economici ma anche legati al mercato del lavoro, vivere nei piccoli comuni è proprio una scelta di vita, ma qui la vita va sicuramente scritta con la “vu” maiuscola, ovvero Vita. Infatti è di grande importanza ma è anche abbastanza impegnativo fare una scelta di vita che implica nel contempo stare ai margini del caos che ormai invade a 360 gradi le nostre città. Una scelta di vita, ma vivere nei piccoli comuni è anche un ineguagliabile investimento sulla salute. Infatti nei piccoli comuni c’è l’aria sicuramente meno inquinata (posto che comunque lo sia), il cibo ancora di più a chilometro zero (tema questo caro a lazionauta), i rapporti sociali sicuramente più genuini e l’amicizia continua a conservare quel valore che le città ormai non ricordano più.

CLICCA sulla foto in alto per conoscere meglio questo grazioso comune del Lazio, tra i più piccoli per abitanti della Provincia di Latina

Vivere nei piccoli comuni è quindi uno slogan di longevità, e proprio per ricordarlo ancora una volta dedichiamo questa IV parte della nostra demografia con la foto di apertura di Campodimele, dei comuni con meno di duemila abitanti della provincia di Latina ed è il comune conosciuto anche per un eccezionale record, quello della longevità!X

Questo argomento lo abbiamo affrontato già con:
Demografia dai piccoli comuni” I parte della serie Demografia
Nascere nei piccoli comuni” II parte della serie Demografia
Crescere nei piccoli comuni” III parte della serie Demografia e
Abitare nei piccoli comuni” IV parte della serie Demografia che è la pagina che ora state leggendo.
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Con “Vivere nei piccoli comuni“, lazionauta continua a illustrare i piccoli comuni del Lazio, quelli con meno di duemila abitanti (dei quali lazionauta prevalentemente ma non esclusivamente si occupa), che rappresentano una fetta consistente della popolazione, mentre la totalità dei residenti nel Lazio censiti dall’Istat al 1° gennaio 2010, erano così suddivisi: 2.731.425 maschi, 2.950.443 femmine per un totale complessivo di 5.681.868 abitanti.

Ricordiamo che – in base ai dati dell’Istat del 2008 – il comune più piccolo per numero di abitanti della Provincia di

  • Frosinone è Acquafondata con 288 abitanti; qui ci sono 37 piccoli comuni su 91, e 54 hanno più di 2 mila abitanti;
  • Latina è Ventotene con 708 abitanti; qui ci sono 6 piccoli comuni su 33, e 27 hanno più di 2 mila abitanti;
  • Rieti è Marcetelli con 94 abitanti; qui ci sono 56 piccoli comuni su 73, e 17 hanno più di 2 mila abitanti ;
  • Roma è Saracinesco con 169 abitanti; qui ci sono 46 piccoli comuni su 121, e 75 hanno più di 2 mila abitanti e di
  • Viterbo è Tessennano con 399 abitanti; qui ci sono 18 piccoli comuni su 60, e 42 hanno più di 2 mila abitanti.

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CLICCA QUI per scoprire le mappe geografiche dei Piccoli Comuni del Lazio

Provincia di Frosinone

 
Pastena. “Demografia“. In origine a Pastena gli abitanti erano più dediti alla coltivazione delle terre piuttosto che alla cura degli animali, ma la moderinizzazione (ma anche la II Guerra mondiale) che qui è arrivata con congruo anticipo rispetto al circondario (intorno al 1936, contro il 1950), si è fatta sentire in maniera congrua. Il contesto storico-economico era quello che vedereva avanzare con vigore l’industria e quindi i nuovi posti di lavoro che questo settore prometteva, diventando come una calamita per molti cittadini. Nei decenni successivi, l’industria continuava ad interessare ma il terziario (il settore dei servizi) prendeva sempre più consistenza e anche da qui giungevano copiose altre promesse di lavoro, amaliando ancora una volta altri cittadini che lasciavano Pastena per altri lidi più edulcorati. Così, decennio dopo decennio, Pastena ora fa i conti con minori risorse umane che si possono dedicare con forza a conservare quel patrimonio ricevuto in erità dalla storia e che lazionauta vi invita calorosamente a visitare. Indubbiamente il paese fu terra in prevalenza di coltivatori e solo limitatamente di pastori.
 
Pescosolido. “Demografia“. L’andamento demografico di Pescosolido – per i dati che ci propone -, sembra quasi volerci invitare ad una profonda riflessione. Dopo un calo vertiginoso avvenuto negli anni ’50 dello scorso secolo con la perdita di circa 300 residenti molti dei quali giovani partiti alla ricerca di un lavoro, fino in Australia, Canada e Stati Uniti d’America, questo nostro comune ha tentato di frenare per alcuni decenni la fuga dei “clienti” senza però riuscirci subito mentre è stato il nuovo secolo a presentare un regalo di pregevole importanza: nuovi cittadini all’anagrafe. Sono infatti cresciuti all’anagrafe gli iscritti che sembrano aumentare anche nei primi otto anni di questo millennio! Buone notizie quindi per la cultura e per le tradizioni popolari che potranno essere perpetrate senza timore di non avere risorse umane abbastanza.
 
Picinisco. “Demografia“. Cala negli anni anche a Picinisco la popolazione che nel decennio 1991 – 2001, è scesa del 4,36 per cento; nel 1991 i residenti qui erano 1.261, mentre nel 2001 sono diventati 1.206; all’epoca questi cittadini erano riuniti in 427 famiglie e la media per nucleo familiare era di 2,82 componenti. A distanza però di appena sette anni, all’anagrafe di Picinisco si sono aggiunte altre 44 persone diventanto in tutto quindi 1.250 residenti (questo è il dato di stock, che significa saldo dei residenti precedenti, aumentato delle nuove nascite e dei nuovi trasferiti, meno di decessi e chi si è strasferito altrove, non sapendo – purtroppo – da questi dati “puri”, quant’è il tasso di natalità, peccato). Il dato è sicuramente da considerare buono e i complimenti lazionauta li rivolge alla popolazione tutta (ivi compresi gli amministratori) che sono riusciti a dare alla loro collettività ottimi elementi per diventare “clienti del comune”. Allora, lazionauta rivolge ora un appello ai propri lettori affinchè abbondino anche loro nella cittadina graziosa di Picinisco che sicuramente troverà anche per loro ottimi motivi (e non solo culturali o gastronomici!), anche per farli tornare ancora!
 
Posta Fibreno. “Demografia“. L’andamento demografico di Posta Fibreno (come si può vedere nel grafico realizzato da Wikipedia con i dati dell’Istat), presenta una curva molto “dolce”, nel senso che dimostra come anche qui sono avvenuti dei cambiamenti (in entrambi i sensi) ma senza grossi traumi, ovvero gradatamente. Anche nel decennio più difficile (1951, quando molti cittadini lasciavano i propri luoghi di nascita e residenza per recarsi altrove dove le fabbriche, ma in particolare le attività legate ai servizi, promettevano buoni e duraturi posti di lavoro), queste cose qui sono proseguite con mederazione, senza quindi grandi traumi. A questo andamento quindi armonico, dobbiamo anche riferire una considerazione più preoccupante riferita al calo progressivo degli abitanti; in questo grazioso comune che lazionauta vi invita a visitare, se le cose non cambiano, gli sforzi per mantenere vive le storiche tradizioni locali diventano opere ciclopiche anche se qui si continua a credere con orgoglio e vigore che tutto cià è importante!
 
 
Sant’Ambrogio sul Garigliano.Demografia“. Anche nel comune di Sant’Ambrogio sul Garigliano nel decennio che va dal 1991 al 2001, c’è stato un considerevole calo degli abitanti. Nel 1991 – i dati che qui commentiamo sono quelli che risultano dal censimento dell’Istat – i residenti erano 1.025 mentre nel 2001, 984 con un calo quindi del 4 per cento. Gli abitanti in questo comune nell’ultimo censimento risultavano essere distribuiti complessivamente all’interno di 344 famiglie, con una presenza media per nucleo familiare di 2,86 componenti (sicuramente una media questa più alta di quella che risulta a livello nazionale) mentre la densità abitativa è considerevole, visto che troviamo 109,33 abitanti per chilometro quadrato.
 
San Biagio Saracinisco. “Demografia“. Questo piccolo quanto grazioso comune, dal punto di vista demografico desta qualche seria preoccupazione a causa del progressivo allontanamento (talvolta involontario quanto irreversibile) della sua popolazione. Infatti nel 1991 i concittadini erano 438 mentre 10 anni dopo sono diventati appena 365 (proprio come i giorni dell’anno!) distribuiti su 162 famiglie; a questa variazione percentuale naturalmente corrisponde anche il progressivo abbandono delle pur minime attività produttive, degli edifici e quindi delle abitazioni. Come abbiamo visto le famiglie e quindi le abitazioni occupate sono solo 162, contro un patrimonio alloggiativi sicuramente di più grandi proporzioni. Attendiamo quindi il prossimo censimento dell’Istat, nella speranza di vedere segni pur flebili di ripresa.
 
 Visitate i piccoli comuni del Lazio, sono delle piccole perle ma di ineguagliabile valore; divertitevi a scoprire quali sono quelli della Provincia di Frosinone, cliccando sui nomi che seguono:

Acquafondata, Acuto, Alatri, Alvito, Amaseno, Anagni, Aquino, Arce, Arnara, Arpino, Atina, Ausonia, Belmonte Castello, Boville Ernica, Broccostella, Campoli Appennino, Casalattico, Casalvieri, Cassino, Castelliri, Castelnuovo Parano, Castro dei Volsci, Castrocielo, Ceccano, Ceprano, Cervaro, Colfelice, Colle San Magno, Collepardo, Coreno Ausonio, Esperia, Falvaterra, Ferentino, Filettino, Fiuggi, Fontana Liri, Fontechiari, Frosinone, Fumone, Gallinaro, Giuliano di Roma, Guarcino, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Morolo, Paliano, Pastena, Patrica, Pescosolido, Picinisco, Pico, Piedimonte San Germano, Piglio, Pignataro Interamna, Pofi, Pontecorvo, Posta Fibreno, Ripi, Rocca d’Arce, Roccasecca, San Biagio Saracinisco, San Donato Val di Comino, San Giorgio a Liri, San Giovanni Incarico, San Vittore del Lazio, Sant’Ambrogio sul Garigliano, Sant’Andrea del Garigliano, Sant’Apollinare, Sant’Elia Fiumerapido, Santopadre, Serrone, Settefrati, Sgurgola, Sora, Strangolagalli, Supino, Terelle, Torre Cajetani, Torrice, Trevi nel Lazio, Trivigliano, Vallecorsa, Vallemaio, Vallerotonda, Veroli, Vicalvi, Vico nel Lazio, Villa Latina , Villa Santa Lucia, Villa Santo Stefano e Viticuso

 Provincia di Latina

 
Ventotene. “Demografia“. Ventotene sembra ora aver ritrovato il suo punto di equilibrio, il suo baricentro quello che permette di coniugare una sana vita cittadina con (l’altrettanto importante) la conservazione delle tradizioni popolari e quindi della cultura. Certo è che sono ormai lontani i tempi in cui qui vivevano quasi tre volte la popolazione che troviamo ora! ma sembrano lontani pure gli anni settanta (1970 n.d.r.) quando a Ventotene c’erano duecento abitanti in meno. Per questo ora parliamo di punto di equilibrio e proprio per questo abbiamo anche il piacere di invitare i lettori di lazionauta a fare una vacanza anche breve a Ventotene perchè questo comune – e lo diciamo con tanto orgoglio – è il più piccolo della provincia di Latina e perchè è paragonabile ad un Museo naturalistico a cielo aperto per le sorprendenti bellezze che solo qui possiamo godere, peraltro senza un biglietto da pagare.

 
 L´Area Naturale Marina Protetta. “Isole di Ventotene e Santo Stefano”. Il 12 dicembre 1997 il Ministero dell´Ambiente ha istituito l´Area Naturale Marina Protetta “Isole di Ventotene e Santo Stefano”, con cui intendeva proteggere la flora e la fauna presenti nello specchio d´acqua antistante le due isole. L´area protetta comprende tre zone: la più interna è la Riserva Integrale, dove l´accesso è consentito in maniera limitata e per i soli scopi scientifici; c’è poi la Riserva Generale, dove è consentito l´accesso umano senza che però questo alteri l´ambiente e si limiti solo a determinate aree e, c´è la Riserva Parziale, dove sono ammesse tutte le attività compatibili con la preservazione dell´ambiente, compresa la pesca. Prima di mettersi in navigazione per le acque di Ventotene, si consiglia, dunque, di tenere presenti queste restrizioni perché la zona è molto sorvegliata e le multe fioccano salate

Santo Stefano. L´isola di Santo Stefano è parte del comune di Ventotene ed è l´isola più piccola dell´arcipelago ponziano, con una superficie di soli 0,3 kmq. Di forma ellittica e dal perimetro di circa due chilometri, l´isola oggi è disabitata dopo aver ospitato fino al 1965 uno dei carceri più famosi d´Italia. Questa isola prende il nome da un antico convento dedicato a Santo Stefano che, nel XVIII secolo, dovette fare spazio all´imponente ergastolo voluto da Ferdinando IV di Borbone. L´ingegnere Francesco Carpi ideò una struttura molto complessa e inedita: ovvero un fabbricato su tre piani con 99 celle, che circonda un cortile al centro dove vi era una cappella esagonale dalla quale le guardie potevano controllare i detenuti, le cui celle si aprivano verso il cortile. Ogni cella misurava 4,5 x 4,30 metri e aveva anguste finestre poste molto in alto per non permettere ai detenuti di ammirare il mare. Carcere di massima sicurezza quindi e tristemente famoso per la sua durezza, vi morirono migliaia di detenuti, ospitò molti dissidenti politici sia durante il periodo borbonico che durante il Ventennio fascista. Dopo la sua chiusura, il carcere è diventato un´attrazione per i turisti che dalla vicina Ventotene lo possono raggiungere in pochi minuti con i tour organizzati dai barcaioli locali.

Aprilia, Bassiano, Campodimele, Castelforte, Cisterna di Latina, Cori, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Latina, Lenola, Maenza, Minturno, Monte San Biagio, Norma, Pontinia, Ponza, Priverno, Prossedi, Rocca Massima, Roccagorga, Roccasecca dei Volsci, Sabaudia, San Felice Circeo, Santi Cosma e Damiano  

Provincia di Rieti

Greccio. “Demografia“. Questa “Betlemme laziale”, ha in sè (dal punto di vista demografico) i semi di una giusta e sana crescita; mentre diversi altri comuni del circondario dal 1950 sono calati progressivamente nel numero degli abitanti, per Greccio non è stato proprio così. Qui infatti negli anni indicati c’è stato effettivamente un “terremoto” che ha visto andare via in pochi anni ben 500 concittadini, ma poi l’emoraggia si è fermata e il numero dei residenti è rimasto (più o meno) stazionario anche se i primi otto anni del nuovo millennio hanno determinato un saldo con circa 60 unità in più. Buon segno questo che va proprio nella direzione giusta trovando il gradimento di nuovi concittadini nel trasferirsi qui o, cosa altrettanto importante se non anche di più che le famigle, trovandosi bene decino al proprio interno di aumentare facendo così altri figli. In un verso o nell’altro le soluzioni sono quelle auspicabili comunque per questo grazioso comune che lazionauta vi invita a visitare in tutto il periodo dell’anno e in particolare durante le feste di Natale.

Labro. “Demografia“. La situazione demografica a Labro in questi ultimi anni promette proprio bene, come potete anche verificare guardando la cartina che trovate sulla vostra sinistra. Infatti questo comune che ha vissuto in maniera drammatica gli anni a cavallo del secolo scorso, e poi ha continuato ancora per alcuni decenni a perdere sempre più iscritti all’anagrafe, nel decennio iniziato nel 1991 ha vissuto una significativa rimonta aumentando di circa 60 i suoi residenti. Nel periodo successivo, ovvero nei primi anni del nuovo millennio, la popolazione è rimasta più o meno stabile ma quel successo indicato porta con sè dei buoni segnali che vanno valutati sul lungo periodo. lazionauta è da sempre convinto che un numero maggiore di residenti, favorisce l’importante conservazione delle tradizioni popolari perchè il dispendio di energie si distribuisce su molte persone. Ma qualche volta non è così come egregiamente ed energicamente Labro dimostra; andateci per credere!

Longone Sabino. “Demografia“. Longone Sabino ovvero “La piccola Svizzera”, ha dalla sua parte non solo tanti anni di storia nobile che ha scandito le epoche dell’intera area, ma una situazione naturalistica che veramente ci invidiano (anche in Svizzera!). Ai cittadini però la situazione confortevole non è bastata negli anni passati quando già nel 1921 iniziarono ad allontanarsi dal paese (soprattutto per l’incombere della “grande guerra”, ma anche per la semplice ricerca di un lavoro più o meno stabile e sicuro), decine e decine di cittadini alla volta fino a passare da ben 2.117 nell’anno appena indicato agli attuali 654. La stabilità strutturale però è stata raggiunta intorno agli anni 2000 quando decisi a vivere qui è rimasto un nucleo consistente di cittadini al quale è anche demandato il compito arduo di mantenere alto l’onore e la fama di Longone Sabino anche nelle tradizioni affinchè tutti, compresi i turisti venuti qui perchè sollecitati da lazionauta, possano respirare l’aria genuina della generosità dei cittadini e della storia che ha caratterizzato questo splendido paese.

Marcetelli. “Demografia“. Piccolo proprio come un gioiellino! Così si presenta Marcetelli almeno dal punto di vista degli abitanti censiti dall’Istat nel 2008 e l’intera redazione di lazionauta, ha motivo di pensare che questo primato potrà conservarlo a lungo e senza alcun timore (qui ricordiamo solo che al secondo posto nel lazio – in relazione alla provincia – troviamo Saracinesco nella provincia di Roma). Il momento di maggiore espansione demografico Marcetelli lo ha vissuto nel 1911 quando i “clienti” del comune erano quasi 800.Gli anni ’50 del secolo scorso hanno portato l’industrializzazione anche in questo territorio, causando una forte perdita (peraltro progressiva) di residenti partiti per altri luoghi alla ricerca di un posto di lavoro migliore. Poi ancora abbiamo le solite quanto varie per natura vicende sociali hanno fatto sì che dalle tre cifre si passase a due, fino a conquistare il titolo di “Comune più piccolo del Lazio! un riconoscimento tutto meritato ma che vede anche tra i cittadini rimasti una grande eredità da gestire con la testa e con il cuore, vista la cultura tramandata dagli avi proprio qui dove lazionauta vi invita proprio tutti a fare una gita

Micigliano. “Demografia“. Micigliano è tra i gioiellini di Lazionauta, il nostro portale! Piccolo quindi, molto piccolo come comune e con un compito proprio arduo: quello di mantenere in piedi e con orgoglio la sua storia medievale che non possiamo in nessun modo perdere proprio perchè è quella la nostra storia. Ubicato su uno sperone roccioso, da Micigliano si gode uno spettacolo bellissimo ed unico ma ciò evidentemente negli anni non è bastato ai suoi abitanti che dal 1901 quando erano 914, hanno iniziato ad emigrare verso altri lidi fino a ritrovarsi ad essere all’inizio del nuovo millennio in soli 148! Una lunga storia che si somma a quella precedente fatta di lunghi momenti di luci ed ombre ma anche di grandi soddisfazioni e di tanto orgoglio che ora ritroviamo tra chi è tenuto a raccontarci le vicende che ci riguardano da vicino. Proprio per questo Lazionauta invita calorosamente i propri lettori, a fare una visita a questo comune che sprizza aria di cultura da ogni suo muro.

Mompeo. “Demografia“. Mompeo che in altre epoche era la zona prediletta da alcuni nobili romani, per costruirvi le loro ville sta ora ridiventando un luogo di particolare interesse turistico per ciò che rappresenta. Dal punto di vista demografico ha una storia che non si dicosta molto dal circondario dove troviamo la massima capacità ricettiva nel 1951 con 923 residenti e poi un calo inesorabile quanto progressivo che culmina proprio nei primi anni del nuovo millennio quando all’anagrafe ritroviamo 548 “clienti”, e la curva statistica qui raggiunge il suo minimo storico. Un minimo però che rappresenta un numero di cittadini forti ed orgogliosi delle proprie origini e quindi della propria storia, al punto da voler continuare a difendere quei valori così forti e pregnanti che ha sempre hanno costituito il motivo portante dell loro esistenza. Per questi, ma non solo per questi motivi (a voi tutti la ricerca degli altri), lazionauta suggerisce di trascorrere a Mompeo una gita, se davvero credete però all’importanza della storia e all’importanza di quanto è utile sapere,e conoscere ed apprezzare.

Montasola. “Demografia“. Montasola ha festeggiato il nuovo millennio con un bel goal, ritrovando all’anagrafe poco più di trenta iscritti. Il dato sembra scarno e povero ma sinceramente non è proprio così, anzi, per un comune che negli ultimi decenni ha visto perdere sempre più “clienti” all’anagrafe per cause diverse (il lavoro in primis), ritrovare la fiducia e ripopolare le strde e la piazza, non è cosa da poco. Questo segnale infatti è incoraggiante e di buon auspicio, va proprio nella direzione sperata dove troviamo risorse umane a sufficienza per conservare nel migliore dei modi usi, abitudini e costumi ed in particolare le tradizioni che da queste parti sono ancora fonte di orgoglio e di grande coesione sociale. Per questi motivi e ciò che di bello ed importante rappresenta alla collettività ed in particolare ai nostri lettori, lazionauta suggerisce una gita qui per capire meglio la nostra storia anche negli aspetti che non conoscevamo e non sapevamo di appartenerci.

Montebuono. “Demografia“. Montebuono sono circa venti anni che insegue con successo il tentativo di recuperare nuovi “clienti” all’anagrafe con ottimi risultati. Il mix messo in piedi da cittadini ned amministratori locali nell’accoglienza, funziona e sono sempre di più quelli che cambiano residenza per venire a vivere proprio qui. Dopo il calo drastico avvenuto a metà dello scorso secolo ed un andamento demografico che è durato alcuni decenni tra alti e bassi, ormai Montebuono orienta sempre di più la propria cittadinanza mantenendola vicina e poco al di sotto delle mille unità. Un numero questo quindi congruo e importante se si pensa che a loro è affidato il compito importante di mantenere viva le tradizioni locali. Proprio per questo, lazionauta non esita di consigliarvi di trascorre almeno qualche ora, in questo comune dove il fascino si concilia con la meraviglia, mentre la storia le unisce entrambe

Monte San Giovanni in Sabina. “Demografia“. Monte San Giovanni in Sabina ha una ricetta non proprio segreta che serve a mantenere vivo l’orgoglio e la passione di chi abita qui! Lo si intuisce leggendo le statiche proposte dall’Istat e offerte da Wikipedia (che trovate alla vostra sinistra e che, cliccandoci sopra, si ingrandisce e potete vederla meglio), in particolare dove si vede che da circa venti anni la popolazione aumenta ad un ritmo costante e poco alla volta che è la cosa migliore perchè è indice di scelta ragionata, più che di una moda. Certo è che anche qui sono lontani i tempi in cui la popolazione era quasi il doppio (nel 1911 all’anagrafe risultavano essere iscritti in 1.414 abitanti), ma questo non porta disagio a quanti sono i residenti attuali ai quali con orgoglio è affidato l’importante compito di conservare e tramandare il patrimonio culturale maturato in mille anni di storia. Anche per questo lazionauta invita i propri lettori a visitare Monte San Giovanni in Sabina, anche per una sola mezza giornata, merita!

Visitate i piccoli comuni del Lazio, sono delle piccole perle ma di ineguagliabile valore; divertitevi a scoprire quali sono quelli della Provincia di Rieti, cliccando sui nomi che seguono:

Accumoli, Amatrice, Antrodoco, Ascrea, Belmonte in Sabina, Borbona, Borgo Velino, Borgorose, Cantalice, Cantalupo in Sabina, Casaprota, Casperia, Castel di Tora, Castel Sant’Angelo, Castelnuovo di Farfa, Cittaducale, Cittareale, Collalto Sabino, Colle di Tora, Colli sul Velino, Collegiove, Collevecchio, Concerviano, Configni, Contigliano, Cottanello, Fara in Sabina, Fiamignano, Forano, Frasso Sabino, Greccio, Labro, Leonessa, Longone Sabino, Magliano Sabina, Marcetelli, Micigliano, Mompeo, Montasola, Montebuono, Monte San Giovanni in Sabina, Monteleone Sabino, Montenero Sabino, Montopoli di Sabina, Morro Reatino, Nespolo, Orvinio, Paganico Sabino, Pescorocchiano, Petrella Salto, Poggio Bustone, Poggio Catino, Poggio Mirteto, Poggio Moiano, Poggio Nativo, Poggio San Lorenzo, Posta, Pozzaglia Sabina, Rieti, Rivodutri, Rocca Sinibalda, Roccantica, Salisano, Scandriglia, Selci, Stimigliano, Tarano, Toffia, Torri in Sabina, Torricella in Sabina, Turania, Vacone e Varco Sabino

Provincia di Roma

Castelli Romani. “Guida ai Sentieri del Parco”. Guarda e se vuoi stampa l’interessante “Guida ai sentieri del Parco” che ti permette di conoscere un’area molto importante dell’hiinterland capitolino.

Licenza. “Demografia“. Licenza nel 2008 ha festeggiamo un bellissimo evento che – come comune – lo ha riportato a quasi quaranta anni indietro; si tratta del raggiungimento dell’obiettivo dei mille abitanti! Infatti nel 1971 gli abitanti di questo grazioso comune erano ben 1109, e da quell’anno sono progressivamente diminuiti fino a raggiungere il minimo storico nel 1991 con 955 residenti. Nel 2001, a Licenza ci sono stati due abitanti in più ma il grande passo in avanti è stato fatto subito dopo facendo registrare nel 2008 ben 1001 abitanti, un vero e proprio successo per il consolidamento dei residenti nelle loro tradizioni più sentite e storiche. Chissà però – viene da chiedersi – cosa ci riserverà il prossimo futuro? Vedremo, intanto lazionauta augura a tutti una Buona Licenza, magari a … Licenza!

Magliano Romano. “Demografia“. Sono ormai trentanni che Magliano Romano dal punto di vista demografico ci sorprende: infatti, dopo un breve periodo di stasi, dal 1980 questo comune non fa che attirare e quindi ospitare nuovi cittadini con una ricetta che proprio in tanti vorrebbero scoprire vista la crescente crisi di natalità e non solo. Il nuovo millennio Magliano lo ha festeggiato con il nostro prezioso vino locale, pensando ai quasi 250 concittadini in più che hanno arricchito il comune, diventando in tutto ben 1.490 e chissà se mentre noi scriviamo questa nota o voi la leggete, gli abitanti sono diventati cifra tonda 1.500! L’utilità fondamentale della stabilità numerica o dell’aumento della popolazione in una zona geografica circoscritta è fondamentale per la conservazione di quella cultura locale specifica che è il dialetto (che non dovremmo mai perdere), ma anche gli usi, costumi ed abitudini.

Mandela. “Demografia“. Mandela è un comune molto interessante dal punto di vista demografico perchè presenta delle caratteristiche strutturali difficilmente riscontrabili nel resto della provincia di Roma. Infatti la crescita continua degli iscritti all’anagrafe ad iniziare molto timidamente nel 1981, lascia ben sperare per gli esiti in cui il comune è giunto di recente. basti pensare alle circa 140 nuove iscrizioni al comune avvenute nei primi sette anni del nuovo millennio, ma l’andamento non è stato diverso nel decennio precedente quando a passare a questo comune sono stati in circa 130! Insomma belle notizie queste che equivalgono a grandi soddisfazioni per l’intera cittadinanza che, evidentemente, è riuscita a dare ai nuovi cittadini condizioni di vita molto soddisfacenti e gradevoli. Lazionauta nel suggerire ai propri lettori di visitare questo grazioso comune, si augura che nuovi e vecchi cittadini di Mandela – possibilmente insieme – mantengano ben salde le tradizioni ed il dialetto, struttura portante di ogni cultura.

Marano Equo. “Demografia“. Nel 1981 Marano Equo raggiunse il numero minimo di abitanti, quando appunto i residenti erano solo 758; in effetti però un calo degli abitanti qui si iniziò ad avvertire già nel 1971 quando il censimento decennale dell’Istat ha “fotografato” quasi 150 volti in meno! Da quella data in poi – effettivamente – gli abitanti sono stati quasi sempre (dal punto di vista numerico) gli stessi, proponendo quindi minime variazioni mentre i primi otto anni del nuovo millennio ci hanno fatto gioire, avendo arricchito il comune diventato all’anagrafe con poco di più di 800 abitanti. L’incremento rispetto al 2000 di 35 residenti dopo un lungo periodo di stasi, lascia ben sperare sul ripopolamento di questo comune che avverte sempre di più l’esigenza di conservare nel migliore dei modi la propria importante storia, ma anche gli usi, le abitudini ed i costumi.

Monteflavio. “Demografia“. Monteflavio dal punto di vista demografico lascia proprio a bocca aperta! Mai come in questi primi otto anni del nuovo millennio, qui si sono viste così tanti concittadini fino a diventare ben 1.408! Praticamente un successo per questo record che probabilmente potrebbe non fermarsi qui perchè le prime avvisaglie sul “belstare” a Monteflavio sino sono avvertite già nel 1981 quando gli abitanti (aumentati di quasi 80 unità nell’ultimo decennio) hanno spalancato le porte a nuovi concittadini. Il dato di stock che ora interpretiamo è quindi incoraggiante e fa sicuramente bene alla conservazione dei valori più genuini che questo comune riesce ancora a conservare con gioia ma anche con tanto orgoglio.

Montelanico. “Demografia“. Montelanico dal punto di vista demografico per lazionauta è “border line“, ovvero che sta ai limiti (ma per la verità è sulla “dead line” perchè anche se di poco, ha superato i duemila abitanti limite che si è posto questo media) di quello che è la propria mission. 140, è questa la breve sintesi dell’incremento di abitanti che questo grazioso comune ha avuto negli ultimi otto anni; un incremento quindi estremamente significativo e di grande interesse perchè dietro a questo numero apparentemente significativo ci sono tanti significati che coincidono prevalentemente tutti con il piacere di vivere qui per una serie di condizioni favorevoli che gli abitanti tutti sono riusciti a creare. Successo, sul successo quindi sia sul piano del benessere personale sia sul piano dell’ospitalità che – se fossimo a scuola – sarebbe a ben motivo degno di lode!

Montorio Romano. “Demografia“. Record raggiunto per questo grazioso (ed ora dobbiamo proprio dirlo) ma anche tanto ospitale comune situato nell’area dei Monti Lucretili! Record perchè per la prima volta questo comune nei primi anni del nuovo millennio, ha registrato all’anagrafe con ben 1978 residenti, mai nella storia era accaduto prima, qundi bene, anzi benissimo perchè dietro a questo numero si nasconde per i nuovi residenti, tanto piacere per vivere in una zona bella e ricca di valori e tradizioni dove il senso dell’ospitalità non lo troviamo certamente indietro. Dal precedente censimento avvenuto nel 2001, l’incremento è stato di circa 150 cittadini, ciò basta a commentare l’andamento demografico che aveva avuto la sua massima espressione con il censimento Istat del 1936 quando a fatica si aggiungeva fatica per una guerra finita da non molto ed un’altra che sarebbe scoppiata da lì a poco.

Visitate i piccoli comuni del Lazio, sono delle piccole perle ma di ineguagliabile valore; divertitevi a scoprire quali sono quelli della Provincia di Roma, cliccando sui nomi che seguono:

Affile, Agosta, Albano Laziale, Allumiere, Anguillara Sabazia, Anticoli Corrado, Anzio, Arcinazzo Romano, Ardea, Ariccia, Arsoli, Artena, Bellegra, Bracciano, Camerata Nuova, Campagnano di Roma, Canale Monterano, Canterano, Capena, Capranica Prenestina, Carpineto Romano, Casape, Castel Gandolfo, Castel Madama, Castel San Pietro Romano, Castelnuovo di Porto, Cave, Cerreto Laziale, Cervara di Roma, Cerveteri, Ciampino, Ciciliano, Cineto Romano, Civitavecchia, Civitella San Paolo, Colleferro, Colonna, Fiano Romano, Filacciano, Fiumicino, Fonte Nuova, Formello, Frascati, Gallicano nel Lazio, Gavignano, Genazzano, Genzano di Roma, Gerano, Gorga, Grottaferrata, Guidonia Montecelio, Jenne, Labico, Ladispoli, Lanuvio, Lariano, Licenza, Magliano Romano, Mandela, Manziana, Marano Equo, Marcellina, Marino, Mazzano Romano, Mentana, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Monteflavio, Montelanico, Montelibretti, Monterotondo, Montorio Romano, Moricone, Morlupo, Nazzano, Nemi, Nerola, Nettuno, Olevano Romano, Palestrina, Palombara Sabina, Percile, Pisoniano, Poli, Pomezia, Ponzano Romano, Riano, Rignano Flaminio, Riofreddo, Rocca Canterano, Rocca di Cave, Rocca di Papa, Rocca Priora, Rocca Santo Stefano, Roccagiovine, Roiate, Roma, Roviano, Sacrofano, Sambuci, San Cesareo, San Gregorio da Sassola, San Polo dei Cavalieri, San Vito Romano, Santa Marinella, Sant’Angelo Romano, Sant’Oreste, Saracinesco, Segni, Subiaco, Tivoli, Tolfa, Torrita Tiberina, Trevignano Romano, Vallepietra, Vallinfreda, Valmontone, Velletri, Vicovaro, Vivaro Romano, Zagarolo

Provincia di Viterbo

Gradoli. “Demografia“. Gradoli, questo comune che già nel Medioevo era libero, sembra che negli ultimi venti anni ha trovato un proprio elilibrio dal punto di vista demografico, sulla soglia dei 1.500 “clienti” al comune. Sono quindi rimasti lontani i denenni in cui qui di cittadini erano intorno ai 2.300, praticamente ottocento in più e in un comune piccolo dove tutti sono abituati a vederesi almeno due o tre volte alla settimana, questo calo demografico così repentino non è stato accolto volentieri. Il lavoro ne è spesso la causa, ma le antiche e nobili tradizioni e la cultura in generale nel suo insieme senza cittadini forti e volenterosi non può essere tramandata ai posteri. In africa per ogni anziano che muore si dice che è andata persa una intera biblioteca, anche qui – forse – possiamo dire la stessa cosa e mentre la diciamo, lazionauta invita i propri lettori ad andare in gita a Gradoli e i cittadini tutti (amministratori compresi ed in prima fila) pensino anche a come recuperare nuove energie per tramandare ai posteri, secoli di nobile storia!

Latera. “Demografia“. Latera negli ultimi settanta anni ha dimezzato la propria cittadinanza. I residenti che qui nel 1931 erano 1.875 (lo dice l’Istat e Wikipedia ci aiuta a leggerli meglio attraverso l’elaborazione grafica, cliccando sulla quale si vede meglio l’immagine), nei primi anni del nuovo secolo sono diventati “appena” 978; un calo progressivo e costante quindi che viene proprio da lontano e che sembra quasi inarrestabile, mentre lazionauta invita e suggerisce a tutti i propri lettori, di fare una visita a Latera, per capire meglio anche la propria storia e non solo quella di un paese vissuto dentro nobili e antiche tradizioni. Ttrascorrere una bella giornata di “relax culturale” o se preferite di “Ozio creativo” a Letera, è un regalo che facciamo a noi stessi senza però dimenticare che anche i cittadini tutti e gli amministratori compresi, per conservare ancora nei secoli le loro nobili tradizioni, devono mettere in essere politiche valide a sostegno demografico, incentivando non solo gite culturali, ma anche eventuali nuove richieste di trasferimenti o meglio ancora, nuove nascite, vista la crisi demografica in corso.

Lubriano. “Demografia“. La popolazione di Lubriano sembra di vederla comodamente seduta su una altalena da ben quaranta anni; si, sono i lievi alti e bassi movimenti a carattere decennale a dare questa impressione, si tratta di semplici spostamenti strutturali che non destano preoccupazione alcuna perchè il fenomeno (che si può vedere meglio nei dati forniti dall’Istat ed elaborati da Wikipedia che trovate in questa descizione e, cliccandoci sopra si ingrandisce e potete vederla meglio) va avanti appunto da un periodo talmente lungo da non destare preoccupazione alcuna. L’ultima rilevazione – quella del 2008 – poi, desta pure motivi di sorpresa ma soprattutto di gioia visto l’aumento di ulteriori 40 residenze accolte dal cumune. Sono segnali positivi questi che consolidano non solo la cittadinanza tutta ma danno ai nuovi arrivati un grande senso di benaugurante ospitalità e di generosità e vanno (ciò è quantoin particolare lazionauta con vigore sostiene) nella giusta direzione della conservazione dei beni culturali, delle tradizioni e delle consuetudini che la storia ha fatto di Lubriano non un piccolo comune, ma un grande centro abitato!

Visitate i piccoli comuni del Lazio, sono delle piccole perle ma di ineguagliabile valore; divertitevi a scoprire quali sono quelli della Provincia di Viterbo, cliccando sui nomi che seguono:

Acquapendente, Arlena di Castro, Bagnoregio, Barbarano Romano, Bassano in Teverina, Bassano Romano, Blera, Bolsena, Bomarzo, Calcata, Canepina, Canino, Capodimonte, Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel Sant’Elia, Castiglione in Teverina, Celleno, Cellere, Civita Castellana, Civitella d’Agliano, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Farnese, Gallese, Gradoli, Graffignano, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Montalto di Castro, Monte Romano, Montefiascone, Monterosi, Nepi, Onano, Oriolo Romano, Orte, Piansano, Proceno, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia, Tessennano, Tuscania, Valentano, Vallerano, Vasanello, Vejano, Vetralla, Vignanello, Villa San Giovanni in Tuscia, Viterbo e Vitorchiano

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