Al via la XII edizione del Premio Fescennino d’oro

Sabato 23 luglio alle ore 21,00 a Corchiano in piazza Pina Piovani, nel centro storico dell’antico borgo falisco, si svolge la XII edizione del Premio Fescennino d’oro. Il premio è nato nel 2000 da un’idea del sindaco di Corchiano Bèngasi Battisti, medico chirurgo, e del maestro Nicola Piovani, premio Oscar per le musiche del film “La vita è bella” di Roberto Benigni. Riguardo questa edizione il maestro Piovani ha dichiarato: «Il Premio Fescennino d’oro è un momento festoso in cui ogni estate a Corchiano si ritrova e si compatta una comunità che ha fatto della società civile, della solidarietà e del rispetto dell’ambiente un suo punto di orgoglio. Sono molto grato a Silvio Orlando che ha dato prova di amicizia e che interverrà nella serata del Fescennino. Proprio in relazione al Premio lo stesso Orlando mi ha detto: ‘Sarà un’occasione per me per conoscere questa comunità corchianese di cui ho tanto sentito parlare’». «Riguardo l’Orchestra italiana del Cinema – seguita Piovani -, è una realtà nata tre anni fa, ha inaugurato la sua carriera con un meraviglioso concerto in piazza del Campidoglio a Roma e ha riproposto musiche del cinema neorealista italiano di cui erano scomparse anche le partiture. Con fatica le abbiamo ricostruite e presentate anche in un concerto a Pechino, concerto che ho diretto a titolo gratuito in cambio della partecipazione dei membri dell’Orchestra stessa a Corchiano in occasione del Fescennino 2011. Le attività no profit sono fondamentali nella nostra società e rappresentano la caratteristica di questo Premio, oltre ad avere – scherza il maestro in conclusione – le mie stesse iniziali: N e P, no profit».

Il premio viene attribuito ogni anno quando la prestigiosa giuria, presieduta dal maestro Piovani e dal sindaco di Corchiano Bèngasi Battisti, composta da Vincenzo Cerami, Germano Mazzocchetti, Curzio Maltese, Vincenzo Mollica, Paila Pavese e i fratelli Paolo e Vittorio Taviani, individua all’unanimità un artista che abbia svolto un’attività mirata a tutelare e diffondere le tradizioni e il teatro popolare attraverso la comunicativa teatrale. L’originalità del premio si basa dunque sulla sua non fissità. Le finalità sono due: il riconoscimento di radici culturali e di tradizioni che fanno la storia di una comunità, se non di un popolo intero. Inoltre si attribuisce un premio a chi «ne ha ricevuti meno di quanti ne meritava», per dirla con le parole di Nicola Piovani. «Siamo alla dodicesima edizione del Premio – dichiara il sindaco di Corchiano, Bèngasi Battisti –, il cui significato è quello di valorizzare il territorio attraverso l’arte, la storia e i grandi artisti che abitano la nostra terra. Nel nostro caso, il maestro Piovani, con cui abbiamo ideato il Fescennino d’oro, e che oltre a riconoscere a grandi artisti la propria azione di promozione del teatro e dell’arte, rappresenta anche un’opportunità, attraverso forme di cooperazione decentrata, per promuovere la solidarietà. Da un’azione locale si spazia verso il mondo, impegnandoci nella realizzazione di progetti reali insieme all’associazione Arnies, come ogni anno».

«Il Fescennino è una bella storia – dichiara il vice sindaco di Corchiano, e assessore alla Cultura, Livio Martini -, un momento di concreta cooperazione decentrata. In dodici anni grazie all’arte siamo riusciti a veicolare buone pratiche di solidarietà, rispetto e comprensione per culture altre. Il Fescennino viene realizzato in una cornice di estrema semplicità e freschezza». Quest’anno il maestro Piovani, prima di consegnare il prestigioso riconoscimento, dirigerà sessanta giovani professori dell’Orchestra Italiana del Cinema in un concerto sinfonico di musiche da film. Ospite d’onore della serata sarà Silvio Orlando. Nelle passate edizioni il premio è stato vinto da: Fiorenzo Fiorentini, Anna Campori, Leopoldo Trieste, Massimo Wertmuller, Ascanio Celestini, Davide Enia, Angela Pagano, Tosca, Lello Arena, Gigi Proietti e Luca De Filippo.

Ogni anno il premio richiama a Corchiano migliaia di spettatori e ospiti prestigiosi per assistere a una serata che assume un particolare fascino dovuto alla location in cui si svolge: il parco Naturale delle Forre che si dirama sotto la piazza, uno dei monumenti naturali di Corchiano, l’unico comune del Lazio ad averne due. Come ogni edizione il Premio Fescennino d’oro si sposa con la solidarietà e la cooperazione internazionale. Tramite la collaborazione con l’Associazione no profit Arnies di Corchiano – presieduta da Geltrude Profili – il ricavato andrà ai bambini di strada della Maison de la vie di Kinshasa, nella Repubblica democratica del Congo.

 «Il nostro motto è ‘pensare locale, agire globale’ – afferma Geltrude Profili, presidente di Arnies no profit -, e quest’anno con il ricavato del Premio costruiremo una cucina nella Maison de la vie di Kinshasa, così che anche in quel paese possano migliorare le proprie condizioni di vita. Per quella gente ogni oggetto è un dono prezioso, lo scorso anno persino le nostre valigie si sono trasformate nei loro armadi».  Il bassorilievo, che viene consegnato al vincitore, è di Roberto Candolfi, incisore che si è specializzato alla Zecca dello Stato, e ha realizzato tra l’altrola Medaglia Coniper le Olimpiadi di Los Angeles ela MedagliaSalvod’Acquisto per l’Arma dei Carabinieri. Il premio riproduce il frammento di un sarcofago conservato presso la biblioteca di Corchiano arricchito da cinque elementi che riproducono cinque arti: musica, teatro, cinematografia, architettura e poesia.

I cinque elementi sono stati di buon auspicio e sembrano fare da eco tra passato e presente: ricordano i cinque “triumpe” con cui termina un antico carme, o meglio, il più famoso dei canti fescennini: il Carmen fratrum Arvalium, il Canto dei fratelli Arvali. Serviva per propiziare la fecondità della terra. Veniva intonato a maggio per avere un buon raccolto e scacciare il malocchio. Dopo aver chiesto la protezione degli dèi, terminava con il grido “triumpe” ripetuto cinque volte. Il nome del premio è dovuto al fatto che si ritiene che Corchiano sia l’antica città di Fescennium, la seconda dell’Etruria per importanza. Senza i canti fescennini, che nacquero in questa città, non sarebbe esistito il teatro romano: la satira, forma letteraria e tipica rappresentazione teatrale totalmente romana, prese avvio da lì. Oggi Corchiano è il vincitore assoluto del Premio Comuni a 5 stelle, cioè è il comune più virtuoso d’Italia. Il premio, indetto dall’Associazione comuni Virtuosi, è stato vinto perché Corchiano ha abbracciato, attraverso la qualità e la trasversalità delle proposte attuate, tutte e cinque le categorie in cui si articola il premio: gestione del territorio, impronta ecologica della macchina comunale, rifiuti, mobilità sostenibile, nuovi stili di vita. Di recente a questo riconoscimento si è aggiunto anche quello come vincitore della XII edizione Città per il verde.

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