Ancora una voragine di soldi per i Ciociari Frusinati

Apprendiamo in questi giorni che una benemerita istituzione culturale di Arpino, la Fondazione Mastroianni, sta per essere trasferita nel cosiddetto Castello Ladislao, sempre ad Arpino. Questa istituzione oberata da circa mezzo milione di Euro di debiti accumulati dalla precedente gestione, che sommati a quelli che ha accumulato e ancora di più sta accumulando la nuova gestione in termini di interessi ormai legittimamente maturati in questi due anni e in termini di enormi spese legali contratte sia per spodestare la vecchia presidenza (e ancora ufficialmente non se ne conoscono le vere motivazioni alla base. Partitiche? Altro?) e sia, ora, per far fronte alle ingiunzioni di pagamento che i creditori stanno giustamente presentando, si raggiungerà sicuramente il doppio dell’attuale debito! Ma il nuovo Presidente informa che non hanno soldi, che hanno crediti anche loro da riscuotere pari all’incirca, a suo dire, al debito, intanto nulla fa per incassare tali crediti e intanto il tempo passa, i creditori soffrono, qualcuno può anche impiccarsi per colpa sua, e intanto si organizzano manifestazioni, promozioni, conferenze, rinfreschi, concerti, polemiche giornalistiche in quantità, comunicati stampa, spostamenti di materiali, perfino la ‘presentazione del nuovo sito web della Fondazione realizzato dalla società ecc.ecc.’ (quello vecchio non andava bene) chi paga? Non era forse meglio non muovere le acque e fare, come normalmente si fa quando non si hanno soldi, si sta fermi?

Ma non è di questa situazione, a mio avviso, grottesca a tutto danno dei cittadini, in cui si trova oggi questa istituzione, carica di debiti, senza nulla concludere, senza nulla programmare mentre scadenze e ricorrenze, fondamentali in una società civile, vengono, di nuovo, esautorate e accantonate, che vogliamo parlare. Anche perché ai pubblici amministratori, dei debiti che essi stessi o altri per conto loro contraggono, interessa poco o nulla, spensierati e felici, tanto paga sempre pantalone, almeno fino ad oggi, coi risultati traumatici che stiamo vivendo in questi ultimi tempi. Infatti nessuno si preoccupa né dei debiti da pagare né delle spese che si vanno a contrarre: nessuno vigila e nessuno controlla, per cui le vittime saranno sempre i soliti, fino a quando non succede qualcosa di nuovo.

Ma la voragine non è questa: la voragine che incombe di nuovo sui cittadini della provincia è un’altra, una spada sul collo, certa e inappellabile. Se questa struttura nota come Castello Ladislao non si vede coi propri occhi, non se ne immagina la mole: una struttura colossale, in un posto splendido di Arpino, pur se difficilmente raggiungibile. Il Presidente Iannarilli, intenditore di belle cose, ne ha apprezzato molto la vista panoramica, a detta del portavoce ufficiale. Saranno migliaia di metri quadrati di superficie, tutti ormai arredati e funzionali: nessuno lo dice ma in un periodo di circa trentanni, tanto sono durati i lavori di restauro, i soldi pubblici spesi sono stati miliardi e miliardi e nessuno ti dice quanti: l’ultima tranche, stanziata dalla precedente amministrazione, ammontante, salvo integrazioni, a 750.000,00 Euro, vale a dire circa un miliardo e mezzo, è stata spesa in questi ultimi mesi. Comunque i lavori “conclusi grazie alla volontà e alla tenacia dell’amministrazione Iannarilli” precisa il trombone ufficiale. Tutti felici, tutti gratificati e soddisfatti, nessuna voce critica. Cifre gigantesche spese per che cosa in effetti? Con quali benefici per la comunità? Chi della Provincia, con quali criteri economici e funzionali, decise trenta anni fa di acquistare per la comunità questo colossale rudere mangiasoldi? Dicevo, il problema è quello che aspetta ora la comunità frusinate: sarà mai la provincia, proprietaria dell’immobile in questione, idonea a gestire queste migliaia di metri quadrati e a farci che cosa? Per di più ad Arpino? E chi organizzerà questo qualcosa? Quanti amici di amici si dovranno assumere per non fare nulla? Hanno mai dato prova i pubblici amministratori di saper far funzionare e gestire siffatti beni e siffatte situazioni? Loro sanno solo forse incassare soldi dai cittadini, dis-ammministrare i soldi pubblici quasi sicuramente ma certamente non produrre benessere e ricchezza. Basti pensare che vi sono, da circa un anno, due saloni immensi sfarzosamente arredati come se ci trovassimo di fronte a sale di congressi da premi Nobel: 360 poltrone di prima qualità, strutture elettroniche, attrezzature per proiezioni, per l’acustica, per la trasmissione orale ecc. E di tali sale faraoniche da 360 posti attrezzate in modo satellitare ve ne sono due! Vi sono già, pronte da due-tre anni, non so quante camere da letto perfettamente ammobiliate ed attrezzate con strutture di prima qualità, solo prima qualità, vi sono impianti per le cucine e non so che cos’altro ancora. Potranno mai gli amministratori eletti dai cittadini avere la pur minima capacità non solo di gestire ma soprattutto di far vivere una struttura ciclopica come questa? E ora che le Province stanno per essere abolite, in quali mani passerà questa voragine bollente?

Una esperienza consolidata lascia dedurre, infatti, che sarà una voragine di spese, infinite, credo la più grossa disgrazia economica, la più grossa calamità finanziaria, che piomba addosso alla comunità ciociara frusinate! Se i cittadini e le associazioni non reagiscono. Michele Santulli

lazionauta ringrazia l’autore di questo importante contributo e suggerisce di leggere anche gli altri pregievoli contributi offerti dal Professor Michele Santulli, ai lettori

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