Animalisti. Nichi Vendola contro la vivisezione

“Viva i cagnolini, viva gli animali e abbasso la vivisezione”. Con queste parole Nichi Vendola conclude la sua video lettera di adesione alla manifestazione contro la vivisezione che si tiene sabato 16 giugno a Roma. Vendola ha anche firmato nello spazio della Associazione “Animalisti Italiani Onlus” della Festa romana di SEL la petizione per la chiusura dell’allevamento “Green Hill” e per una ricerca senza animali. Che è possibile, come ricorda il leader pugliese nel suo messaggio: troppe volte la scienza a partire dall’Ottocento si è presentata come una sorta di divinità incontestabile, padrona dei segreti della vita e della morte. E troppe volte nel suo nome sono stati commessi crimini, basti pensare all’invenzione dei manicomi, luoghi di tortura e sequestro di tante vite dolenti. Così è stato per la vivisezione, che nel nome della scienza viene considerata una necessità, contestata solo da poche ‘anime belle’. Ma oggi anche nel mondo scientifico si è aperta una contestazione nei confronti di questa forma di onnipotenza che si esprime nella vivisezione. Per Vendola l’idea di poter uccidere, vivisezionare un essere vivente nel nome del progresso apre più dubbi di natura etica e scientifica che certezze. 

Condivido questo pensiero – continua Vendola – e aggiungo che è in atto a livello scientifico e filosofico un ripensamento del modello che pone l’uomo come fulcro del modo. Oggi una parte importante del pensiero scopre la biodiversità come valore, in una prospettiva del tutto differente a quella novecentesca, che negava la diversità degli animali e li riduceva a una categoria oppositiva all’uomo, l’animalità, per poter essere così ridotti, nell’immaginario a forme antropomorfe, e nella concretezza dei rapporti economici a oggetti di consumo o a macchine da produzione, utili, e la vivisezione più di altri “impieghi”, al progresso dell’uomo, sempre più senza il senso del limite.

Mi auguro che la petizione popolare per la chiusura dell’allevamento “Green Hill” e per una ricerca scientifica senza animali che noi animalisti stiamo portando avanti, abbia successo e sia sentita e accolta dal Governo italiano. Un primo passo in questo senso sarebbe il semplice recepimento della direttiva europea (Direttiva 86/609/CEE) in materia di impiego e detenzione di animali da destinare alla vivisezione, che permetterebbe la chiusura di quegli allevamenti, come risulta essere l’azienda Green Hill, inadempienti verso le norme europee di detenzione degli animali.

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