Antonello Venditti, auguri

Auguri oggi 8 marzo dalla redazione di lazionauta ad Antonello Venditti, nel giorno del suo compleanno! In questa particolare circostanza, vogliamo ricordare ai nostri lettori con due sole ”pennellate” che Antonello  Venditti (Antonio all’anagrafe) è nato a Roma in Via Zara 13 (quartiere Trieste) nel 1949. Il padre Vincenzino Italo, era molisano di Campolieto, la madre Wanda Sicardi era romana docente liceale di latino e greco. Antonello ha avuto un figlio alla ex moglie Simona Izzo, di nome Francesco Saverio, nato il 27 agosto 1976, il quale a sua volta sposato con Alexandra La Capria, gli ha dato due nipoti: Alice e Tommaso.

Antonello Venditti al Folkstudio incontra Francesco De Gregori, Giorgio Lo Cascio, Ernesto Bassignano, con il quale muove i primi passi nel mondo della musica e con i quali forma un quartetto che venne chiamato “I Giovani del Folk”.

Antonello Venditti con Francesco De Gregori ha condiviso nel 1972 la pubblicazione del primo album: “Theorius Campus”, dove ciascuno aveva a disposizione una facciata del disco, quindi l’album conteneva sei brani per entrambi gli artisti, quelli di Venditti “Roma Capoccia” fu il brano più apprezzato. Venditti – sull’onda di successi come Roma Capoccia e Sora Rosa – incide “L’Orso bruno” il suo primo disco da solista nel 1973 a Milano, realizzato con la collaborazione di Vince Tempera che suona anche il pianoforte in “Dove” ; questo è un disco che lascia capire la sensibilità di Antonello verso il sociale, che gli permette notorietà anche nel “circuito impegnato”. C’è poi il passaggio dalla It di Vincenzo Micocci (ricordate quel  … Vincenzo io ti ammazzerò… di Alberto Fortis!) alla Rca, punto di partenza naturale per i cantautori più innovativi dell’epoca.

Antonello Ventitti è olevanese“. Un riconoscimento tardivo ma dato con il cuore quello che l’amministrazione comunale di Olevano Romano ha dato ad Antonello Venditti lunedì 20 dicembre 2010 facendolo diventare “Cittadino onorario”.

Il resto è cronaca nota a tutti, allora: ”Auguri Antonello!”

Proponiamo di seguito alcuni link per ascoltare dei brani del noto cantautore romano

           
  Donne     Sora Rosa  
         
  Dolce signora che bruci con Francesco De Gregori     Ricordati di me  
       
  Che tesoro che sei     Penna a sfera  
       

X

Proponiamo ora due testi importanti per motivi diversi, della storia di Antonello Venditti in relazione a chi scrive:

Mio padre ha un buco in gola, tra le prime canzoni pubblicate e Notte prima degli esami dove Antonello ricorda Giorgio Lo Cascio, Francesco De Gregori ed Ernesto Bassignano

Antonello Venditti
             
  Mio padre ha un buco in gola       Notte prima degli esami  
  Mio padre ha un buco in gola
e una medaglia d’argento
oggi è andato in pensione
alta burocrazia nazionale.
Mia madre è professoressa
o meglio una professoressa madre
m’ha dato sempre quattro
anche se mi voleva bene
oggi è andata in pensione
con la medaglia della scuola
la guarda sempre con orgoglio
ascoltando la radio.
Mia nonna è una brava signora
ma nonostante tutto è morta
cucinava con troppo amore
e mi faceva ingrassare
ed io, io crescevo bene
grasso come un maiale
studiavo come un matto
per fare onore all’onore
per fare onore all’onore
per fare onore all’onore.
Onora il padre e la madre
ma soprattutto i bambini
e questo è sottinteso
se si diventa assassini
oh no, io non sono stato
io ero in Germania
se qualcuno ha taciuto
certo è stato frainteso
no, no, io stavo cantando
in una strana stazione
quando lei è arrivato
stavo appunto pensando
ma che strana persona
scommetto che sa già tutto
può trovare i miei libri
perfino sotto il letto
tutti i libri d’amore
e poesie consigliate
se c’è sangue sul muro
qualcuno s’è vaccinato
no, no, no, no, signor dottore
io sono rimasto a letto
ma la camicia di forza
ha uno strappo sul collo
      Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra
e un pianoforte sulla spalla.
Come pini di Roma, la vita non li spezza,
questa notte è ancora nostra.
Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?
Le bombe delle sei non fanno male,
è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.
Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,
stasera al solito posto, la luna sembra strana
sarà che non ti vedo da una settimana.
Maturità ti avessi preso prima,
le mie mani sul tuo seno, è fitto il tuo mistero.
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,
non fermare ti prego le mie mani
sulle tue cosce tese chiuse come le chiese,
quando ti vuoi confessare.
Notte prima degli esami, notte di polizia
certo qualcuno te lo sei portato via.
Notte di mamma e di papà col biberon in mano,
notte di nonno alla finestra, ma questa notte è ancora nostra.
Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,
notte di sogni, di coppe e di campioni.
Notte di lacrime e preghiere,
la matematica non sarà mai il mio mestiere.
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca,
ma questa notte è ancora nostra, Claudia non tremare
non ti posso far male, se l’amore è amore.
Si accendono le luci qui sul palco
ma quanti amici intorno, mi viene voglia di cantare.
Forse cambiati, certo un po’ diversi
ma con la voglia ancora di cambiare,
se l’amore è amore, se l’amore è amore,
se l’amore è amore, se l’amore è amore,
se l’amore è amore.
 
             
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