Appello al Neo-Sindaco Ottaviani di Frosinone
Il nostro capoluogo nelle statistiche nazionali è sistematicamente tra gli ultimi. Nessuno dei Suoi predecessori ha saputo fare o realizzare qualcosa che abbia minimamente scalfito tale realtà, stando sempre ai fatti. L’unica cosa di cui ci si è occupati e su cui si sono rette – e ancora si reggono – gran parte delle iniziative politiche – con l’avallo, e la promozione, della Provincia e della Regione - è la cementificazione del territorio, senza rendersi conto – qui sta il punto – che è la mentalità cementiera la causa di tutti i mali che affliggono la nostra provincia e sempre più sarà: è un morbo generale che impedisce la visione ampia e quindi civile della realtà, l’apertura dunque di nuove possibilità e delle diversificazioni. E di conseguenza il basso livello culturale e civile nonché imprenditoriale che ci contraddistingue.
Quindi è normale che ci si imbatta, e ai livelli più elevati, in questi concetti e espressioni, oggi, che si incontrano e si ripetono nei media nazionali e che connotano e provano l’infima considerazione di cui sono fatti segno i ciociari in genere:
- “ciociarizzazione andreottiana dell’Italia”,
- “ciociarizzazione della lingua italiana”,
- “ciociarizzazione di massa”,
- “semipresidenzialismo alla ciociara”.
Cioè i Suoi predecessori principalmente, come pure i signori che siedono alla Provincia o alla Regione o altrove è questo lo stato al quale hanno ridotto i ciociari frusinati in particolare: a essere la feccia dell’Italia, se si sa leggere e si ha coraggio di riconoscere. Nessuno dei Suoi predecessori è pervenuto alla conclusione che la base della società è la cultura: il progresso senza cultura non è una avanzata dell’uomo: un conto soddisfare alle proprie necessità da troglodita o quasi pur se con telefonino e maserati, un conto da uomo colto e civilizzato, con tutto quello che ciò comporta.
Guardarsi attorno, con disincanto e rendersi conto della situazione in cui sono stati versati i cittadini del capoluogo in generale. Basta con aeroporti, eliporti, autoporti, dorsali appenniniche devastatrici e analoghi che non ci portano da nessuna parte: sono solo colpi di trombone, ripartiamo dalla base, da quello che realmente abbiamo e che abbiamo fino ad oggi malinteso e mal impiegato o ignorato e gestiamolo, invece, con intelligenza e buon senso, se possibile. La valorizzazione e la cura intelligente e razionale della città: la Fontana alla Madonna della Neve, il Monumento a Ricciotti di E.Biondi, quei quadri importanti nella cattedrale, qualche bel palazzo al Centro storico, la Villa Comunale: facciamoli vivere, facciamo in modo che diventino veramente parte integrante del patrimonio culturale di ogni cittadino. Il Monumento ai Caduti di U.Mastroianni sono anni che si trova nell’orribile degrado attuale che non si immagina nemmeno nel quinto mondo, senza parlare della infelicissima scelta della collocazione: ecco un obbiettivo da porsi. Si lascino parlare veramente i cittadini: Lei ha detto che vuole coinvolgerli nelle scelte e nei programmi. Un‘ultima cosa: tenga a mente che Frosinone è rimasta sola, prima era in compagnia di Campobasso: infatti ora è l’unico capoluogo ad essere sprovvisto di una pinacoteca, di una galleria civica, di un Museo comunale! E dire che questa è la patria del costume ciociaro che è stato uno dei due o tre soggetti più illustrati e più amati dagli artisti europei lungo un arco di tempo di almeno centocinquantanni, dagli ultimi scorci del 1700 alle prime decadi del 1900 e che quantità di tali opere sono offerte alla ammirazione in tutti i musei del mondo e allora la situazione terribile di cui sopra diventa perfino catastrofica non tanto e non solo a causa del fatto che a Frosinone non ci sia un museo del costume ciociaro quanto nelle pubbliche istituzioni di ogni ordine e grado di tali opere non ne esiste nemmeno una! E stiamo parlando del luogo dove è nato il costume ciociaro! In aggiunta la terra ciociara, a cavallo tra ottocento e novecento, ha dato i natali ad illustri e celebrati artisti di fama internazionale -pittori e scultori- ma qui da noi totalmente sconosciuti e assenti. Perciò altrettanto deplorevole appare l’assenza di un contenitore pubblico dove finalmente, pur se con colpevole ritardo, iniziare a raccogliere e a far conoscere le opere di questi illustri figli della Ciociaria frusinate, promuovendo anche il mecenatismo e le donazioni. Gran parte dei primati negativi che affliggono le società depresse e, diciamolo, incivili, si direbbe che siano concentrati nella provincia di Frosinone, ancora oggi. E nelle altre città della provincia la situazione non è differente e diversa. E’ un’onta storica, un’autentica epoca di barbarie, di non-progresso cementificato e asfaltato. Questo è quello che Lei ha ereditato. Non c’è esagerazione.
Forza sindaco Ottaviani! Una svolta! Netta, coraggiosa, intelligente. Michele Santulli
lazionauta ringrazia l’autore di questo importante contributo e suggerisce di leggere anche gli altri pregievoli contributi offerti dal Professor Michele Santulli, ai lettori


25/06/2012 







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