Arpino. Certamen e la Via Greca
La strada più antica di Arpino, la Via Greca, fatta costruire, dicono gli storici, da Cicerone stesso con l’opera dei suoi servi greci. Un cimelio dunque di alto valore storico nonché notevole motivo di richiamo e di attrazione. Sulla stessa si apre l’ingresso che porta ad una antica torre di avvistamento chiamata nella zona ‘Torretta di Murat’ in quanto legata in qualche modo al re di Napoli Gioacchino Murat e alle sue dislocazioni ufficiali ad Arpino circa duecento anni fa, arroccata su Monte S.Girolamo, visibile da ogni punto della città. Se poi si aggiunge che detta Via Greca incrocia la cosiddetta Via San Girolamo letteralmente scavata nella roccia per la quale il grande filosofo -raccontano gli storici- soleva scendere dall’Acropoli di Civitavecchia per recarsi al Foro di Arpino, ecco che ci rendiamo conto della eccezionalità, quindi della unicità, di tale complesso sia dal punto di vista architettonico e sia da quello storico e paesaggistico, fiore all’occhiello delle attrattive e dei richiami turistici, se ovviamente si persegue turismo nel modo corretto. La Via San Girolamo invece, cara tra l’altro agli arpinati per secoli, fino a pochi anni addietro, in quanto conduceva all’antico santuario di San Girolamo -oggi depredato,
spogliato, infangato, ormai un rudere, ma illuminato di notte- col tempo e l’abbandono è diventata una discarica pubblica e oggi nemmeno questo in quanto è letteralmente inaccessibile poiché invasa da spini e sterpaglie: è scomparsa! Non esiste più! Cancellata dalle mappe. Ma la discarica sempre presente! La fortuna degli autori di questa situazione suicida che dura da anni è che i cittadini non vedono e non sentono, nemmeno loro, ancora.
La Via Greca, invece, dopo un abbandono quasi secolare, un paio di anni fa, merito dunque della precedente amministrazione ‘forte’, è stata pur se solo in parte, ‘restaurata’ cioè dotata, al centro, di una striscia di 80 cm di acciottolato per una lunghezza di duecento-trecento metri, come le foto mostrano e il lettore giudica. Il nocciolo è un altro e sul quale mi piace attirare l’attenzione degli addetti ai lavori ora che il Certamen si è chiuso: la Via Greca è il solo ed unico documento storico che attesta la presenza fisica di Cicerone ad Arpino cioè il luogo da lui e dai suoi intimi calpestato coi loro piedi, un luogo dunque di alto significato e suggestione per gli studiosi ed ammiratori che, tra l’altro, avrebbe meritato, da secoli, almeno un piccolo memoriale a ricordo oltre che un pizzico di pulizia e di manutenzione nonché una tabella direzionale per il forestiero. Di conseguenza tutti gli ospiti del Certamen ci si sarebbe normalmente aspettato che fosse questo il luogo sacro ed irrinunciabile da visitare e da commentare e magari da
declamare, commossi e riverenti, visto che sono venuti ad Arpino da ogni angolo d’Europa e d’Italia per onorare l’illustre arpinate. Come pure ci si sarebbe aspettato, e ci si aspetterebbe, che gli ospiti si fossero condotti in giro per conoscere veramente la città di Cicerone e le sue antiche peculiarità e quindi anche i suoi vicoli e le sue viuzze, che sono uno spettacolo unico. Invece li facciamo scorazzare, i nostri ospiti, per la provincia, ma non visitare la patria di Cicerone, l’obbiettivo vero della loro presenza.
E i nostri sagaci e perspicaci amministratori hanno ben ragione a condurli a Civitavecchia (dove la tabella indicativa delle Mura Ciclopiche sono due anni che è a sghimbescio!!) e poi via a Fiuggi e altrove e non, invece, in giro per la città vera: in effetti lo spettacolo offerto ai loro occhi sarebbe stato deprimente anzi squallido, da quinto mondo: anche se qualche opera di tolettatura viene fatta in giro i giorni prima del Certamen, la situazione di generale degrado turistico e di richiamo di Arpino non ne viene toccata: le foto allegate ne danno solo una parzialissima documentazione, ben altra, in realtà, è la situazione oscena di trascuratezza e di
lassismo/incapacità manutentivi che caratterizzano questa città di cui, in realtà, stando sempre ai fatti, ancora non se ne è compreso il fascino e la eccezionalità: le foto mostrano lo stato di oggi della Via Greca, la strada più antica di Arpino e la strada di Cicerone, e lo stato di qualcuno dei magnifici vicoli e stradine della città che in qualsiasi luogo di civiltà, come detto, sarebbero stati i più qualificati attrattori e richiami turistici effettivi e produttivi. Possibile che sono anni che si trovano soldi a quintali solo per mettere in sicurezza scuole costruite pochi anni fa e per opere di restauro a palazzi che sembrano la tela di penelope e non per la sistemazione intelligente dei vicoli e delle antiche stradine?
Il turismo cioè il richiamo dei forestieri i nostri beneamati amministratori, con l’appoggio tacito della opposizione, ancora continuano a credere, fortunati loro, che si consegue con le crispelle e le provolette e le collanine domenicali. Michele Santulli
lazionauta ringrazia l’autore di questo importante contributo e suggerisce di leggere anche gli altri pregievoli contributi offerti dal Professor Michele Santulli, ai lettori


07/07/2012 







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