Ascrea

Nome latino di persona di origine incerta; potrebbe derivare da Ascreius

Tra Storia e Società                                               Comune in pillole

Araldo municipale

Ascrea – se contestualizziamo l’intero territorio e senza timore di essere smentiti,  - possiamo dire che è un comune giovane che vede gli albori tra l’XI e il XIV secolo, in un periodo durante il quale i due villaggi di Bulgaretta e di Mirandella (ubicati a sud e a nord del lago di Turano) furono poco alla volta abbandonati. Petescia era l’antico nome del paese che si legge per la prima volta nell’anno 890 in alcuni documenti dell’Abbazia di Farfa. Poi la storia prosegue in silenzio, arrivando ai primi feudatari dei quali si hanno notizie certe e che sono stati i signori di Collalto; poi nel 1440 Antonio e Vannozza di Collalto (preventivamente autorizzati da Papa Eugenio IV), cedettero ogni loro diritto a Cola Mareri che arricchiva in questo modo un dominio ormai allargato in gran parte del territorio. In questo periodo e con i fiduciari della nobile famiglia Cola Mereri, si definiscono i confini esatti della comunità ascreana, comunque molto piccola, che nel 1570 contava poco più di 160 residenti. Appena pochi anni dopo, il paese subì una profonda trasformazione in un agguerrito covo di briganti, pronti a depredare gli sfortunati viaggiatori che da Rieti, percorrendo la , si dirigevano fino al Regno di Napoli. Questa profonda trasformazione del tessuto sociale, accadeva con la totale protezione degli stessi esponenti della famiglia Mareri; ciò è avallato storicamente da un particolare episodio accaduto nel 1615 (sotto il pontificato di Paolo V) quando Muzio Mareri venne condannato a morte e i suoi feudi, fra i quali anche Ascrea, furono posti sotto sequestro. L’incomparabile arbitrio e violenza dei Mareri tenevano duramente sotto scacco gli sfortunati abitanti di Ascrea che nel 1685 esasperati, a loro favore e quindi per proteggerli furonovarate una serie di norme che regolavano i rapporti fra la comunità e signori feudali.

Panoramica cittadina

Dall’analisi delle condizioni sociali della popolazione e delle norme varate si evidenzia la situazione drastica della popolazione che risulta essere fortemente vessata dalle pretese baronali. A ciò si contrappone però la voglia dei residenti di rivendicare con vigore e per esteso i propri diritti. Nel diciottesimo secolo e per una coincidente serie di vicende matrimoniali, ad Ascrea continua la discussa dominazione dei Vincenti Mareri, non proprio ben vista dalla generalità dei residenti. Anche in questo periodo la piccola comunità dei residenti di Ascrea risulta essere particolarmente sottoposta ad un’estenuante litigio contro il vicino paese di Varco (dipendente dall’abbazia di San Salvatore Maggiore), a causa dei pascoli di Mirandella, sui quali gli ascreani vantavano diritti in quanto gran parte dei loro antenati provenivano proprio da quel villaggio. Anche in questo caso ci fu una lunga ed estenuante negoziazione che giunse alla definizione dei nuovi confini territoriali che soddisfò solo parzialmente, le attese degli abitanti del nostro grazioso comune che Lazionauta vi invita a visitare non necessariamente durante il fine settimana, ricordando inoltre che nel XV secolo Ascrea fu anche feudo dei Cesarini e dopo l’estinzione del ramo maschile della famiglia, anteriormente al 1795 passa agli Sforza Cesarini che a loro volta, prima del 1816, lo cedono ai principi Borghese poi degli Orsini, dei Tagliacozzo, dei Muti e dal 1632, per quasi tre secoli, fu governato dalla nobile famiglia romana dei Borghese, fino alla soppressione dei feudi.

Una visita virtuale

Da non perdere andando ad Ascrea è una visita alla graziosa quanto antica Chiesa di San Nicola di Bari; in questo importante edificio di culto edificato nel 1252, troviamo ben custoditi una serie di cimeli di particolare valore storico e – tra l’altro -, anche: una tela della Madonna del Rosario, una tela raffigurante San Nicola ed uno splendido affresco risalente al 500, raffigurante San Nicola, la Madonna con il bambino, San Francesco e Gesù. Questi pezzi unici, possiamo considerarli tra i beni di inestimabile valore che la Chiesa è tenuta a conservare (come peraltro ha fatto nei secoli fino ad ora) per raccondare nel migliore dei modi oltre alla religione, anche la storia. Dobbiamo anche visitare il palazzo Cesarini del XV secolo, la Chiesa di San Giovanni Battista e il Castello di Stipes (frazione di Ascrea) fondato tra il XII e XIII secolo dai De Romania, una delle più importanti famiglie della nobiltà rurale sabina. Nel XV secolo il feudo appartiene ai Cesarini e dopo l’estinzione del ramo maschile della famiglia, anteriormente al 1795 passa agli Sforza Cesarini che a loro volta, prima del 1816, lo cedono ai principi Borghese. Oggi i resti del castello e la cinta muraria sono visibili alla sommità dell’abitato Stipes di Stipes.

Da sapere

Il comune di Ascrea aderisce all’associazione Città del Tartufo. La frazione di Stipes, all’altra estremità nord del lago, è il più importante centro di produzione di tartufi di tutta l’area.

Demografia

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L’anno record di Ascrea per le iscrizioni all’anagrafe è stato il 1881 con 884 abitanti, seguito poi a ruota nel 1911 con due residenti in meno e quindi con 882 abitanti. Nei primi anni del nuovo millennio, siamo proprio lontani da quei numeri e non solo perchè sono passati 100 anni, ma perchè gli abitanti di ora sono diventati quasi un terzo; il calo progressivo e sembra anche inarrestabile dei residenti (come conferma l’Istat nella tabella posta sul lato sinistro), rischia di far perdere le vecchie e nobili tradizioni popolari che gli anziani non possono più portare avanti con forza, passione e vigore. Ma il mondo intero va proprio così, intere popolazioni che si spostano in continuazione da una parte all’altra del globo, ridisegnando momento per momento la mappa sia dei residenti che dei flussi. Anche se questa è ormai una costante, Lazionauta si augura che nulla qui vada perso delle nobili usanze maturate e vissute da interi secoli di storia. Auguri quindi!

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SAN NICOLA 6 dicembre. È la festa più importante del nostro piccolo paese, cioè la festa del patrono. Purtroppo la collocazione nel calendario non permette un adeguato festeggiamento dal punto di vista non religioso. Infatti viene celebrata la funzione religiosa in suo onore e , condizioni climatiche permettendo , la processione per le vie del paese. Una usanza molto bella che dobbiamo ripristinare e continuare è quella delle ciambelle di San Nicola. Infatti le donne del paese usano fare queste ciambelle con ingredienti molto semplici quali uova,farina ,anice e zucchero (assicuriamo che il risultato è davvero prelibato)per poi venderle in piazza il giorno della festa.

Festa delle Jatte (ragazze)

prima domenica d’ottobre festa alle ragazze del luogo dedicata a Maria Madre di Dio. Si svolge ogni prima Domenica di Ottobre ed è dedicata alle ragazze…!Nel dialetto vengono dette “jatte”cioè chiatte e sono le ragazze non ancora sposate…Questa festa si dilunga su due giorni(Sabato e Domenica)nei quali le festaiole offrono buonissimi ed abbondanti rinfreschi nel momento in cui la statua e il ritratto di Maria entra ed esce dalle loro case, con processioni accompagnate dalla banda musicale. Il Sabato sera viene sempre organizzata una serata con musica e spaghettata in piazza.

Corpus Domini

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La data di questa festa religiosa dipende dalla Pasqua nel calendario, quindi può cadere dalla fine di aprile ai primi giorni di Giugno. Qui si va in processione per le vie del paese cosparse da petali di vari generi di fiori. Negli ultimi anni è stata fatta una rappresentazione abbastanza grande di figure religiose in piazza Mareri con un particolare “miscuglio” di fiori e colla sul modello di “infiorate” molto importanti nella nostra regione e nella nostra provincia.

La mappa dei piccoli comuni della provincia di Rieti

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