Belmonte Castello e la Valle di Clia

La recente pubblicazione del lavoro di Vincenzo Orlandi, Belmonte Castello e la Valle di Clia, non fa che completare ed integrare quanto finora svolto, affiancandosi ai lavori di Alfredo e Carmine Iannetta. Il libro, avvalendosi di riferimenti storici e fonti documentarie di prima mano, ricostruisce meticolosamente la storia del piccolo centro, a partire dal periodo della prima romanizzazione sino ai giorni nostri. Belmonte Castello è un pittoresco comune della provincia di Frosinone, posto nella Valle di Clia, a metà strada tra il Cominese e la piana del Cassinate. Siamo nel Lazio meridionale, in un lembo di terra che, fino al 1927, ha fatto parte della storica Terra di Lavoro. I Romani occupavano queste terre di confine già nel III secolo a.C., stabilendo la propria superiorità sulle tribù sannite che vi abitavano. Ma l’impronta più decisiva della loro presenza, quella legata alla costruzione di vere e proprie città, s’imponeva con estrema lentezza su questi territori, completandosi solo alla fine della Repubblica ed ai primi anni dell’Impero. Nel territorio di Belmonte Castello, in località S. Venditto, dove nel Mille verrà costruito il priorato di S. Benedetto di Clia, l’edile Caio Obinio abitava in una suntuosa villa rustica, in età augustea, con tutta la famiglia. Tra le sue attività vi era quella di organizzatore di spettacoli gladiatori in spazi pubblici.

Il territorio che nel corso del Trecento andrà a formare l’università di Belmonte lo troviamo per la prima volta citato nel documento di donazione del duca di Benevento Gisulfo II, avvenuta nel 744. Con essa il monastero cassinese si dotava di un vasto territorio circostante, la Terra di S. Benedetto. Alla luce dei fatti narrati anche il territorio di Belmonte, tradizionalmente legato ad Atina, rientrava nei possedimenti di Monte Cassino, e questa appartenenza dura da sempre, fino ai nostri giorni. In epoca medioevale la sua storia si intreccia con le vicende del Ducato di Benevento, della Contea di Capua, dei conti dei Marsi e dei d’Aquino. Nei primi anni dell’XI secolo il monaco cassinese Adamo, giunto nella Valle di Clia, costruisce una cella dedicandola a s. Benedetto. Col tempo essa diviene un efficiente priorato che, di anno in anno, accresce il proprio patrimonio, per opera dei principi e dei sovrani. Intorno al priorato sorge, nel corso del XIII secolo, il casale Valle di Clia che viene censito la prima volta durante l’Inquisizione Generale del 1273 ordinata dall’abate Bernardo.

L’università di Belmonte ha avuto origine durante il trapasso della Contea di Alvito dalla signoria dei d’Aquino a quella dei Cantelmo. Non si ha memoria certa della data di fondazione, ma le scarne notizie indicano la prima metà del Trecento. Non si conosce neanche chi l’ha fondata, forse i bellicosi conti d’Aquino, sempre in contrasto con i benedettini, o più verosimilmente i Cantelmo, desiderosi di allargare verso sud il territorio della contea alvitana. In nome del castello forse deriva da un cognome nobiliare (i Beaumont o Belmont o Bellomont furono, ad esempio, una nobile famiglia inglese, d’origine normanna). Nel corso del XV secolo le sorti del paese sono legate al vicino castello di Atina. Mentre si provvede a costruire la chiesa madre, Belmonte tra alterne vicende, passa da un signore all’altro, dai Cantelmo ai vari Carafa, Borgia, Navarro e Cardona, fino a quando, nel 1594, il castello viene acquistato dai Gallio Trivulzio, ultimi feudatari della Val di Comino. Nel maggio 1809, a seguito delle riforme emanate durante il Decennio francese, Belmonte viene riunito al Comune di Atina, e vi rimane fino al gennaio 1820, quando chiede ed ottiene di riunirsi a Terelle.

Con Decreto di re Ferdinando II, si separa da Terelle, dopo trentuno anni di unificazione, ed eretto in Comune autonomo a cominciare dal 1° gennaio 1852. Dieci anni dopo il Consiglio Comunale ottiene una variazione nella denominazione del nome del paese in Belmonte Castello, per non essere confuso con altri comuni omonimi. Da sempre terra di emigranti, Belmonte Castello nel 1927 è aggregato alla nascente provincia di Frosinone, a seguito della soppressione dell’antica e gloriosa provincia di Terra di Lavoro. Rimarginate le profonde ferite dell’ultimo conflitto mondiale, il borgo antico si è andato espandendo nel fondovalle.

Una Risposta a “Belmonte Castello e la Valle di Clia”

  1. Il lavoro bellissimo realizzato da Vincenzo Orlandi completa l’iter storico del paese che purtroppo mancava.Il nostro paese distrutto a seguito degli ultimi eventi bellici, in molti emigrarono per i vari paesi dell’Europa non dimenticando mai i propri natali. Infatti come Amministrazione Comunale quest’anno nell’inviare gli auguri di Natale abbiamo inserito l’opera realizzata a tutti i Belmontesi sparsi nel mondo.
    A tal proposito segnalo per chi vuole visitare il nostro paese, quest’anno nei giorni 3-4-5-08-2012 saranno svolti dei festeggiamenti per la ricorrenza del 150° anno del cambio di denominazione.