Borbona

Per alcuni deriva dal colle Borbona, per altri evoca Macchialonesi il condottiero del popolo che edificò l’omonimo castello in zona; potrebbe però derivare dal latino “bordo” ovvero fango, con l’aggiunta del suffisso -ona

Tra Storia e Società                                                   Comune in pillole

Araldo municipale

Il grazioso comune di Borbona che ha un toponimo che appare per la prima volta nel 1018 nei documenti di Farfa, e potrebbe derivare da ‘fango’ (in riferimento agli allagamenti della valle), in realtà nel tempo ha creato intorno a se, anche altre scuole di pensiero. Infatti per altri Borbona è la diretta conclusione del vicino colle Borbona mentre altri ancora affermano che Borbona evoca il condottiero del popolo  Macchialonesi che edificò il castello che troviamo inzona. Insomma, allora cosa pensare a riguardo? Al momento non sappiamo ancora bene cosa suggerire intanto però scopriamo che Borbona si trova non distante dalla Via Salaria ed esattamente nell’alta Valle del Velino; questo nostro comune nasce fortunato per la sua ubicazione che dobbiamo considerare strategicamente importante per aver sempre condizionato e orientato la propria storia. Nel 1906 sono stati identificati e poi studiati in maniera approfondita dall’archeologo Massimo Firmani i resti di insediamenti di epoca romana. Andiamo quindi a ritroso della storia per scoprire che nella bolla del 1153, sollecitata dal vescovo di Rieti Dodone, si parla della Pieve di Santa Croce in Burbone, una chiesa che funzionava da punto di aggregazione religioso per gli abitanti delle diverse case e casupole sparse nel territorio circostante; poi, intorno al 1290 queste casupole ormai anche aumentate nel numero si riuniscono definitivamente in un vero e proprio centro organizzato, che noi oggi conosciamo come essere l’attuale graziosa Borbona e che Lazionauta invita a visitare. Nei primi decenni del Trecento, il nostro paesino è uno dei 99 castelli de L’Aquila, nel Regno angioino, di ciò abbiamo una preziosa testimonianza storica nella croce processionale. Poi, nel Quattrocento e più precisamente nel 1423, Borbona è coinvolta nella guerra tra aragonesi e angioini, una storia questa raccontata

La Croce processionale

nella Cronaca Aquilana (1363-1424) con enfasi da Niccolò di Borbona, il suo cittadino più famoso. Un momento di grande importanza per il paese è l’inserimento nel vasto feudo di Margherita d’Austria (1522-1586), figlia naturale dell’imperatore Carlo V: nel 1577 si registra un grande incremento demografico(duemila anime) e la parte alta del paese è protetta da una rocca. Nel 1580 viene restaurata la Croce processionale. Nel 1616 si consolida la presenza francescana nella zona con la fondazione del Convento di Sant’ Anna che dopo il 1650 Vincenzo Manenti e la sua bottega affrescano con suggestive quanto bellissime Storie di San Francesco. Nel 1637 dopo un lungo dibattito tra le parti interessate, l’ex monastero di Santa Restituta viene totalmente restaurato e decorato.

Dopo il devastante terremoto del 1703, Borbona vive un lungo periodo di difficolta e solo nel 1731 e quindi 28 anni dopo, viene quasi totalmente ricostruita dai Borbone di Napoli (1731). Con il 1927 il paese vive un momento storico importante quanto decisivo con il passaggio definitivo dalla provincia dell’Aquila a quella di Rieti.

La periferia

Borbona tra le righe

Borbona è caratterizzata dall’avere una distribuzione particolare sul territorio essendo divisa in più rioni ancora ben distinguibili, benchè l’espansione urbanistica ha modificato in parte l’assetto cittadino. In questa nuova veste, la parte più antica sembra essere quella della “Lama” o “La Terra” cioè la parte alta del paese costruita su uno sperone roccioso a garanzia di maggiori possibilità di tutele difensive da attacchi di briganti o anche per difendersi dalle alluvioni del fiume o per la maggiore salubrità della zona rispetto alla parte bassa che, in passato, doveva essere malsana dato che il termine “Borbona” potrebbe derivare da “burbona” che significa “luogo fangoso”.
Borbona è un comune con un territorio prevalentemente montano (760 mt. s.l.m. il centro paese), comprende due frazioni: Vallemare (che si trova in una conca naturale che si affaccia sulla Valle del Velino; l’origine del nome è curioso per un paese sito in alta montagna, deriva probabilmente dalla presenza, in tempi antichi, di un lago nella zona limitrofa all’abitato. Osservando Vallemare dall’alto si nota come, infatti, sia posto in una conca naturale la quale, raccogliendo le acque meteoriche e convogliandole in un unico punto, davano forse origine ad un laghetto. In seguito il lago scomparì a causa dell’interramento dovuto all’accumularsi dei detriti portati dalle acque) che si trova a più di mille metri s.l.m. e Piedimordenti, piccolo agglomerato abitativo a nord del paese. Qui le attività economiche principali sono l’allevamento, attività un tempo molto fiorente ma oggi sempre più in diminuzione, l’agricoltura, il turismo e il commercio. Il Fiume Ratto chiamato così per la velocità della corrente, attraversa limpido – irrigandola – tutta la vallata di Borbona che - purtroppo - non è raggiungibile direttamente con il treno; tuttavia la linea ferroviaria Terni-Rieti-L’Aquila-Sulmona passa per l’abitato di Antrodoco e da qui si possono prendere gli autobus Co.Tra.L. per Borbona.

Demografia

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Dopo tanti anni (circa 90) di calo progressivo dei residenti, Borbona – naturalmente dal punto di vista demografico -, proprio i primi anni del nuovo millennio, ci sorprende! Un calo vertiginoso di circa 80 abitanti (questo è un dato di stock, ovvero la somma algebrica dei nati e trasferiti qui di residenza, meno i deceduti e trasferiti altrove come residenza), è un dato che non può passare inosservato se pensiamo che negli ultimi decenni a lasciare Borbona sono stati due decine circa ogni 10 anni. Questa fuga in avanti è un dato (quasi inedito) che non passa inosservato e fa riflettere su quanto la società in senso lato sta cambiando, augurandoci però che in questa transazione non vadano perse tutte quelle sane tradizioni (usi e costumi compresi) maturate nei secoli e che ora per mancanza di energie fresche sono sempre di più a rischio. Auguri!

Gastronomia & Goliardia: La sagra del fagiolo

Evento più atteso dell’anno, fonda le sue radici sul prodotto più tipico e caratteristico di Borbona: il fagiolo borbontino. La manifestazione, che ha cadenza annuale, è organizzata dalla Pro-Loco con il patrocinio del Comune di Borbona, della VI Comunità Montana del Velino e dell’Ente Provinciale per il Turismo di Rieti, e si tiene a Borbona la terza domenica di ottobre quando i fagioli sono pronti per essere cucinati. La sagra quindi è solo l’atto conclusivo della coltivazione del fagiolo, lungo tutto un lungo percorso che inizia con la semina il 27 maggio, giorno in cui si festeggia Santa Restituita la Patrona di Borbona. In questa circostanza di festa i fagioli vengono cucinati in base a diverse ricette; il successo di questa ormai storica Sagra, è determinato dalle specifiche ed uniche qualità del fagiolo coltivato nella valle di Borbona e in quelle caratteristiche organolettiche che lo rendono prodotto di alta qualità,  che gli hanno permesso di giungere all’attenzione di un crescente numero di consumatori.

Borbona fa parte della
IV Comunità Montana del Velino

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La mappa dei piccoli comuni della provincia di Rieti
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