Cantalupo in Sabina
Il nome (in dialetto candalùpu) è un legame tra l’imperativo canta il sostantivo lupo mentre la specifica risale al 1863
Tra Storia e Società Comune in pillole
In epoca romana imperiale il territorio di Cantalupo in Sabina era cosparso di importanti ville rustiche residenziali, mentre agli albori del Medioevo tutto intorno si trasforma per fare spazio ai Pagi e ai Vici, i cui abitanti, superstiti alle invasioni barbariche tra l’VIII ed il IX secolo a.C., iniziarono a vivere lì e, a garanzia della propria incolumità occuparono il punto più alto del territorio, dando vita al Castrum Cantalupi che troviamo citato per la prima volta dal Regesto Farfense nell’anno 1037. I Conti di Cuneo sono la prima famiglia che apre alla vitalità della primitiva rocca; a questi poi nei secoli XIII e XIV, segue il “Palatium” dei Conti di Sant’Eustachio; Cantalupo passa quindi ai Savelli, che dominano nel Castello sino a tutto il XV secolo lasciando posto poi ai Cesi di Acquasparta e di Rignano che nei secoli XVI e XVII, trasformano il castello dei Savelli, nel Palazzo residenziale (che oggi riconosciamo nel Palazzo Camuccini – Cesi); successivamente Guido Vaini marchese di Vacone, compra il castello ed il feudo dai Cesi, passando poi l’eredità ai Lante della Rovere, che restano sino al 1804. La proprietà del Palazzo, il ricco patrimonio terriero e diversi possedimenti immobiliari (tutti proprio di grande valore economico) passano poi nelle mani di diversi signori, dal Patriziato Sabino ai Simonetti, quindi al francese De Podenas. Nel 1862 Giovanni Battista Camuccini, figlio del pittore neoclassico Vincenzo, acquista il patrimonio dell’ex feudo e trasforma il “Palazzo” in un museo. Amministrativamente, Cantalupo è in origine comunità indirettamente soggetta alla Camera Apostolica, poi nel 1816, con la caduta del sistema feudale , passa direttamente sotto il Governo Pontificio. Nel 1861 entra a far parte del Regno d’Italia, aggregato alla provincia di Perugia, poi a quella di Roma, finchè nel 1927 viene incluso nella nuova provincia di Rieti.
Palazzo Camuccini – Cesi di epoca rinascimentale, il palazzo fu edificato dal cardinale Pier Donato Cesi sui ruderi della Rocca dei Sant’Eustachio e dei Savelli (Palatium). Successivamente divenne la dimora dei feudatari Vaini, Lante della Rovere fino ad essere acquistato da Giovanni Battista Camuccini che lo trasformò in museo. Dopo le manomissioni belliche e altri avvenimenti, è tornato ad essere il palazzo Baronale. E’ importante ricordare che proprio nel Palazzo Camuccini – Cesi c’è l’importante stanza dove pernottò Giuseppe Garibaldi prima della battaglia di Aspromonte.
Demografia
Dal 1951 al 1971 e quindi dopo un ventennio trascorso tra anni bui (naturalmente dal punto di vista demografico), Cantalupo in Sabina ha ripreso a crescere con una ricetta che amalgama gli ingredienti migliori: ospitalità, buone abitudini e tradizioni ma anche una buona gestione amministrativa. Probabilmente le cose vanno così in questo comune che ormai da quaranta anni cresce senza sosta incrementanto l’anagrafe come mai non gli era successo prima, nella storia. Praticamente questo stato di cose è in controtendenza rispetto a quanto succede a carattere nazionale dove, la crisi di natalità e il decremento della popolazione, stanno raggiungendo livelli da vero e proprio allarme. Ma qui è diverso e, se a questa fortunata espansione si accompagnano anche la voglia di conservare le migliori tradizioni popolari anche tra chi non è proprio di vecchie generazioni di Cantalupo, il gioco è fatto! Lazionauta quindi fa agli abitanti di questo bello e grazioso comune i propri migliori Complimenti!
Come arrivare a Cantalupo in Sabina in auto? Percorrere l’autostrada Roma – Firenze ed uscire al casello “Soratte” per poi proseguire verso Stimigliano Scalo; girate quindi a destra e proseguite per circa 10 km, giunti al bivio, girate a sinistra per Via Ternana e da lì a 3 Km circa, siete arrivati.
La mappa dei piccoli comuni della provincia di Rieti




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