Canterano

L’origine del nome è incerta ma non si esclude che possa derivare dai cantori di chiesa ai quali era stato affidato il comando della cittadina

Tra Storia e Società                          Comune in pillole

Araldo municipale

Per parlare della storia di Canterano è indispensabile dire subito che la presenza umana da queste parti è antichissima:Ne fanno fede sette asce di bronzo trovate nelle vicinanze del paese” ricorda infatti lo storico Antonioni ribadendo che: “a Canterano, oltre un secolo fa fu scoperto un ripostiglio di asce, che ne conteneva sette; queste presentavano i margini rialzati, ottenuti tramite la fusione dei metalli. La loro base è ristretta e rettilinea e il taglio allargato è lunatico; il sesto esemplare si discosta dagli altri per la forma della base alquanto incurvata. Altro ripostiglio di asce dell’epoca del bronzo fu scoperto a Cervara di Roma. Tale rinvenimento fu opera del professor Giovacchino De Angelis dell’Università di Roma. Le asce sono ora custodite nel Museo Romano delle Terme in Piazza della Repubblica“.

Il comune di Canterano (che confina con Rocca Canterano, Gerano, Subiaco, Agosta e Rocca Santo Stefano), si sviluppa su una collina a ridosso del Monte Rufo; da un lato si affaccia sulla conca percorsa dall’Aniene (dove la vista diventa suggestiva con la visione dei monasteri di San Benedetto e di Santa Scolastica) mentre poi poco alla volta si mostra in tutta la sua maestosa bellezza il Monte Livata, poi Subiaco nella parte bassa e Cervara nella parte più in alto mentre allungando lo sguardo non sfugge il Monte Pillione e poi ancora gli ultimi tratti dei Monti Predestini. Cielo limpido ed infinito ma anche montagne rocciose ed ampie praterie (con grandi terrazze coltivate a viti, olivi, nocciole e visciole) ricoperte da boschi di castagne; insomma stiamo parlando di uno scenario mozzafiato mentre pensiamo ancora di farvi immaginare che nella vallata si vede scorrere l’affluente dell’Aniene dovein cui s’immette nei pressi della Madonna della Pace, frazione di Agosta.

 
 


 


 

 

Il panorama

L’etimologia di Canterano è incerta

C’è chi sostiene che il nome derivi dal nobile  Giovanni di Camorano (da cui Canterano) suo presunto fondatore che, avendo perso il suo unico figlio durante uno scontro contro Gerano, avrebbe donato questo feudo al vescovo tiburtino. Altra ipotesi più suggestiva (anche se scarsamente probabile) è quella riportata alla fine del XIX secolo da Luigi Bruzza, uno studioso di storia locale che sosteneva: “Cantorano che taluno sognò avere origine ebraica deriverebbe dal latino cantorianum, vale a dire fondo della gente cantoria“. E’ condivisa da diversi storici che l’opinione che il Bruzza intendeva dire è che il territorio di Canterano era affidato ai cantori di chiesa, dignitari molto stimati nella Corte papale. Se simili suggerimenti non hanno trovato conforto negli studi più moderni, sembra essere più consistente l’ipotesi di ricondurre l’etimologia di Canterano alle origini del paese, a quanto pare antichissime. Canterano sarebbe infatti una derivazione dal sostantivo kan capostipite della razza pelasga (popolo proveniente dall’Asia Minore), e dal sostantivo terapie come  abitazione. L’ipotesi di un’origine pelasgica  di Canterano, avanzata per primo dal Lanciotti nel 1911, trova conferma per più ragioni, ovvero come dimostra la presenza – nelle vicinanze dell’attuale cimitero - di alcuni resti di antiche mura ciclopiche o poligonali. Questo genere di costruzioni è tipico di quel popolo che, usando normalmente da decenni lo stesso sistema per scopi difensivi, è noto per averne perfezionato la tecnica; altra riflessione spontanea sorge pensando allo stemma del paese che presenta una nave a vele spiegate, che starebbe a rappresentare l’imbarcazione che in altre epoche, condusse questo popolo dalle coste della Siria fino alle nostre rive. Stando a questa ipotesi, Canterano costituì uno dei primi insediamenti dei Pelasgi, asserragliati sulle alture della Valle dell’Aniene per respingere e contenere gli attacchi sferrati dai Siculi, tra i primi ad insediarsi in questa parte di territorio laziale. Se la storia successiva di Canterano – che fu legata dapprima agli Equi, in seguito ai romani e che infine fu secolare area di giurisdizione del vicino monastero di Subiaco – è abbastanza nota, il mistero delle radici del paese, problema sempre intrigante da risolvere, si rivela dunque nell’analisi del suo nome.




Demografia

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Canterano in questo ultimo decennino è tornata ad avere gli stessi abitanti che aveva 30 anni prima e quindi nel 1980.

Nel decennio successivo ha avuto una piccola espansione, in quello successivo una lieve contrazione e poi i risultati che abbiamo citato che mal si conciliano con quelli di un secolo prima quando la popolazione era vicina ai mille abitanti! Certo erano altri tempi e la mortalità infantile – purtroppo -,  decimava ad occhi chiusi la popolazione. Ora però nella società dell’opulenza dettata dal “post-industriale”, i bisogni collettivi sono cambiati e il contenimento demografico ben si consilia anche con un sempre maggiore e dichiarato egoismo di massa.

 

Lungo Monte Rufo (per gli abitanti conosciuto più familiarmente con il nome di Morritana) c’è il paese che conserva il ricordo della prima abitazione di Kan


Lazionauta suggerisce di non perdere nei giorni 1, 2 e 3 di agosto la “Festa della Madonna degli Angeli”, la tradizionale manifestazione che riunisce tutti i canteranesi sparsi per l’Italia ed oltre. In questi giorni si spalancano le porte delle case degli emigrati e si assiste coralmente alla solenne processione che dalla Chiesa grande, conduce la statua della Madonna in una chiesetta di campagna vicino al vecchio cimitero. Nella manifestazione, particolarmente suggestivo è il momento che precede la prima apparizione della statua in prossimità della piazza che – ormai – gramita di fedeli, turisti ma anche di semplici curiosi, viene accolta al corale grido di “Evviva Maria!”.

Gastronomia: le leccornie che qui possiamo gustare sono quelle che ci vengono “donate” dal bosco e sono i funghi ed i tartufi che troviamo in abbondanza tra i castagni, le querce e i lecci. Recentemente per salvaguardare il territorio da azioni di caccia indiscriminata ai “frutti di bosco”, la Regione ha varato una legge che vieta l’accanimento selvaggio alle aree verdi ed ai boschi pubblici, sollecitando quindi i cittadini ed i turisti anche con sanzioni amministrative, ad un maggiore rispetto della natura. Per quanto riguarda la gastronomia sono da degustare i “Cecamariti”, un particolare tipo di pasta e la “Pizza sorda” fatta con sola acqua e farina e cotta alla brace.

  

 
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Canterano fa parte della
X Comunità Montana dell’Aniene

La mappa dei piccoli comuni in provincia di Roma

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