Capranica Prenestina
Capranica (in altra epoca Capralica) potrebbe derivare dal latino capra ovvero luogo tipico per l’allevamento; mentre Prenestina deriva dall’antico centro Praenestre
Tra Storia e Società Comune in pillole
Capranica Prenestina va orgogliosa perchè oltre ad avere una bellezza dell’ambiente incontaminato, rimasto proprio allo stato naturale ha anche un interessante patrimonio storico-artistico che testimonia la presenza delle popolazioni che, fin dai tempi antichi, ha abitato questo territorio. Alcuni documenti farebbero risalire la nascita di Capranica Prenestina all’800 d. C. grazie ad un numero consistente di coloni nomadi finchè, giunti in questo lembo di terra ricca di prospettiva, decisero di fermarsi. Il termine latino “Gens Campanica” potrebbe quindi aver originato il nome del borgo “Campanica”, poi trasformato in “Capranica”; se la tradizione orale è difficile da confutare, si da più importanza alla prima citazione storica del paese che si riscontra in un documento del 1252 con l’atto di divisione dei feudi tra i Colonnesi, secondo la quale Capranica Prenestina veniva assegnata alla famiglia Colonna che ne assunse il dominio fino al 1568, prima di passare alla nobile famiglia Caprinica che cedette ogni bene nel 1665 ai Barberini. Dopo l’affermazione dell’autonomia comunale la storia di Capranica Prenestina s’intreccia con quella della frazione di Guadagnolo che, staccato da comune di Poli, venne ammesso al paese per rendere possibile il raggiungimento di un quorum di popolazione imposto da una legge dell’epoca.
Le tante bellezze storiche testimoniano la notevole cultura che si mostra in tutta la sua bellezza tra le strade del comune dove salta agli occhi la storica Chiesa di Santa Maria Maddalena della quale si notano i restauri eseguiti durante la prima metà del 1700 quando i nobili Barberini erano signori del paese. Questa chiesa imponente fatta costruire da Papa Martino V nella prima metà del XV secolo, ora della struttura originaria abbiamo solo il campanile a pianta quadrata, mentre la cupola maestosa ed imponente (considerata modello di studio perchè tra le realizzazioni più importanti dell’architettura romana del XVI secolo), rimane solo l’elemento dominante della chiesa; restauri ed ampliamenti operati negli anni, hanno fatto sì che tra il 1868 e il 1869 la chiesa subì un’altra trasformazione con la realizzazione di un nuovo ambiente laterale. La nuova navata – corredata di altri due altari e di una sacrestia - conserva il prestigioso leone reggistemma, scultura in marmo bianco utilizzata come acquasantiera e attribuito a Michelangelo Buonarroti. L’elemento dominante della chiesa è l’imponente cupola definita dai cultori della disciplina come “l’elemento più bello e caratteristico dell’edificio”; è una costruzione rotonda a doppia calotta, traforata da un elegante loggiato costituito da sette arcate che permette un passaggio di circa un metro. Dall’arcata centrale sporge un balcone costituito da due colonne corinzie che sorreggono una trabeazione.
Notizie storiche: il luogo della conversione di Sant’Eustachio (tribuno romano sotto l’imperatore Traiano)
Nel IV secolo l’imperatore Costantino edifica la prima chiesa dedicata a Sant’ Eustachio e consacrata da Papa Silvestro; nel VI secolo San Benedetto da Norcia passando da Roma si ferma per due anni nella grotta dietro la chiesa; nel 594 Santa Silvia, la madre di Gregorio Magno cugino di San Benedetto, dona ai Benedettini la villa e la chiesa (dedicata già a Santa Maria) sulla rupe Vultwilla (adesso Mentorella); dal VI al XV secolo Subabazia di Subiaco, nel XV secolo i Benedettini lasciano il posto e rimane abbandonato fino al XVII secolo; nel 1661 Padre Atanasio Kircher riscopre il santuario e dirige il restauro e per far ritornare il culto, chiede il Giubileo straordinario solo per la Mentorella invocata dal Papa Alessandro VII; nel 1857 il Papa Pio IX dona il santuario alla Congregazione della Resurrezione che serve fino ad oggi; nel 1870 la Mentorella viene incamerata dallo Stato Italiano; ricomprata dai Padri Resurrezionisti nel 1883 per Lire 8.500; nel 1901 l’incoronazione della Statua della Madonna delle Grazie della Mentorella; il 29.10.1978 il Papa Giovanni Paolo II, va in visita ufficiale (la prima visita fuori Roma) al Santuario. Spesso torna in privato seguendo le orme di Maria per cantare il Magnificat; il 29.10.2005 il Papa Benedetto XVI, seguendo le orme del Papa Giovanni Paolo II, visita il santuario celebrando la santa messa.
Infotel: Santuario Madre delle Grazie della Mentorella Via della Mentorella, 1 00030 Capranica Prenestina (RM) – Telefono e/o fax: 06 – 95471899 e-mail: mentorella@tiscali.it
Demografia
Capranica Prenestina ha sfiorato i 2.200 abitanti nel lontano 1871, anno in cui si è vista la sua massima espansione demografica che poi nei decenni successivi è andava via via inesorabilmente calando fino a raggiungere il minimo storico nel 1991 quando qui abitavano 307 “solo” residenti. Da quella data nei due decenni successivi le cose sono livemente cambiate a favore di un piccolo recupero di residenti che lascia però ben sperare la collettività perchè più cittadini abitano in un territorio e più stimolante può essere sia il dibattito cittadino che la solidarietà sociale soprattutto nel periodo invernale quando al freddo rigido si unisce anche qualche nostalgia in più!
Lazionauta suggerisce di non perdere:
- Gastronomia: le “Lane pelose”, deliziose fettuccine fatte con farina integrale, condite con sughi saporiti e comunque piccanti;
- Cultura: il “Museo Civico Naturalistico dei Monti Predestini”. Inaugurato nel giugno 2001, nel suo genere è estremamente innovativo nella sua “mission”, essendo dotato di sistemi espositivi innovativi quanto didattici, offrendo una visione completa dei Monti Predestini, si propone come centro ideale per le escursioni nel territorio, attraverso una sentieristica specializzata. Le sale ospitano fedeli ricostruzioni (diorami) dei più caratteristici ambienti dei Monti Prenestini, quali: il pascolo, il prato, il bosco misto, l’acqua dolce, la grotta carsica; inoltre, sono presenti pannelli esplicativi su temi legati alla biologia, geologia e paleontologia del territorio dei Monti Prenestini che appartiene a due bacini idrografici del fiume Aniene a Nord-Ovest e del fiume Sacco a Sud-Est e dal punto di vista geomorfologico questi Monti costituiscono una lunga catena con un’altezza media delle cime di circa 850 metri. Infotel: 06 – 9584031 / 06 – 9584126 – e-mail: museo@comunecapranica.it
Natura e paesaggio
Con le sue vaste pinete, i suoi boschi di faggi e querce, il territorio di Capranica Prenestina esteso per circa 13 mila ettari è dominato dal Monte Guadagnolo dove, a circa 1.218 metri è arroccato il centro abitato più alto del Lazio. Qui, nel cuore dei Monti Prenestini, si può godere un panorama incomparabile che dai Monti Sabini Simbruini ed Ernici, si estende fino all’Agro Romano e nelle giornate particolarmente limpide, raggiunge il mare. In questi luoghi giace come un’oasi di pace e tranquillità, il fascino spirituale del Santuario della Mentorella, (retto da preti polacchi e caro a Papa Wojtyla), edificato su uno sperone roccioso e caratterizzato da varietà botaniche uniche da essere inserito nella carta regionale del Lazio fra gli ecosistemi da salvaguardare. Sopra un’enorme roccia calcarea a 1.218 metri s.l.m., c’è Guadagnolo con la montagna che si innalza maestosa verso il cielo.
La mappa dei piccoli comuni della provincia di Roma




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