Casperia

Chiamata in passato aspra per la posizione geografica; poi – nel 1947 – le fu dato il nome evocando l’antica città di Casperia, dal nome latino di persona Casperius 

Tra Storia e Società                                 Comune in pillole

Araldo municipale

A Casperia non si entra in auto, ciò basta per dire che Lazionauta vi invita subito ad andarla a visitare in compagnia di bambini e anziani, senza alcun timore di essere investiti da folli automobilisti senza scrupoli! lo diaciamo subito quasi rivendicando il diritto di fare una gita veramente bella e da cittadini desiderosi di tranquillità nel visitare questo comune nato sul suo svettante e isolato colle da dove la città si mostra in tutta la sua bellezza medievale diviso quindi in due parti: collinare a ovest mentre la zona orientale è percorsa dalla dorsale del pre-appennino laziale con il 1.258 metri s.l.m. del Monte Macchia Gelata e, a settentrione e nel nord orientale, troviamo rilievi montuosi che superano i 1000 metri s.l.m.; infine il confine occidentale del territorio per buona parte è segnato dal torrente Aia.

 L’antica Aspra:

Angolo del paese

Situata nel cuore della terra sabina, in una posizione strategica rispetto al capoluogo Rieti e alla vicina Valle del Tevere, Casperia deve il suo nome a un insediamento sabino (ma c’è chi sostiene più probabilmente, romano). Casperia, un nome questo acquisito recentemente (nel 1947) quando, volendo riallacciarsi alle sue origini più antiche. il comune decise di abbandonare il nome di Aspra. che l’aveva accompagnato per tutto il Medioevo. ”Un’ altra ragione del cambio del nome – è scritto nella delibera comunale che ne sancisce l’atto - è di natura pratica: il cambio viene effettuato per evitare disguidi postali dovuti all’esistenza di un’ altra Aspra in Sicilia (comune di Bagheria) e alla somiglianza del nome Aspra con Ascrea, sempre in provincia di Rieti”, mentre una leggenda invece narra che Casperia si chiama così poiché fondata da genti provenienti dalle sponde del mar Caspio, fuggite dopo il Diluvio Universale, e rifuggiatisi in Sabina.

L’insediamento cittadino quindi risale a un’ epoca precedente la romanità, al punto da ritenersi che essa sia tra i centri più antichi della Sabina, se non addirittura la prima città edificata nella sabina pre-romana. Tra gli studiosi, non sempre c’è uguaglianza di vedute sull’effettiva identificazione dell’attuale paese con la Casperia sabina, della quale al di là della tradizione, non esistono riscontri oggettivi. In ogni caso non ci sono dubbi che in quest’area è esistito quell’insediamento il cui ricordo affonda nel mito della nascita di Roma, anzi degli avvenimenti che la precedettero: Virgilio infatti cita Casperia come una delle alleate del rutulo Turno, che si oppose ad Enea nel vano tentativo di impedire agli uomini che venivano dal vicino Oriente e dalla disfatta di Troia, di impossessarsi dei territori a sud del Tevere. Ma è a Roma che Casperia deve la sua organizzazione in municipium: le testimonianze dell’età romana non mancano sul territorio, anche se non sono tali, da suggerire l’ idea di un ampio insediamento. Infondo è risaputo che tutta la Sabina si caratterizza archeologicamente  in particolare per la notevole presenza di ville romane, rustiche o padronali, piuttosto che per grossi resti monumentali. Sulla via per recarsi a Cantalupo e quindi nella località Paranzano, sono visibili i resti di costruzioni romane: muri di ville rustiche, un pezzo di strada selciata a grandi blocchi, mentre qualche statua e alcune iscrizioni sono state portate altrove. La caduta dell’ impero di Roma portò anche anche ad un inevitabile tracollo del paese che, tuttavia, già nell’alto Medioevo aveva ripreso la propria vitalità sia pure in funzione di quel grande centro di potere e di cultura che fu l’Abbazia di Farfa. Il successivo declino del potente istituto ecclesiastico liberò le forze e le capacità di organizzazione della gente di Aspra – come all’epoca il paese si chiamava – che, in effetti, nel 1189 si costituì in libero comune, sull’onda del grande movimento autonomistico che aveva motivato soprattutto i centri della vicina Umbria. Fu questo il periodo che dette l’impronta urbanistica, edilizia e monumentale che tutt’ oggi accompagna il centro sabino. L’epoca comunale non durò oltre il periodo dei grandi comuni. Nel 1278 Aspra giurava vassallaggio alla Santa sede e anni dopo il territorio comunale veniva diviso – ricorda il Silvestrelli – tra le famiglie del paese, con l’intesa che il comune avrebbe ereditato le parti di quelle famiglie che si fossero estinte. Nell’età delle signorie, all’incirca nel XIV secolo, Aspra entrava nei possessi feudali di Nicolò Pone di Ranieri, signore in Perugia: era la testimonianza della forte propensione che verso quest’area avevano i grandi centri di potere politico e militare umbri. Nel 1376 il comune di Roma ottenne da Aspra atto di vassallaggio. Le vicende della città dovevano subire ulteriori modifiche nei tempi immediatamente successivi, quando Aspra venne affidata prima alla famiglia dei Savelli (fine Trecento inizio Quattrocento) e successivamente agli Orsini, per tornare ancora ai Savelli agli inizi del Cinquecento. Poco prima della fine del XVI secolo, precisamente nel 1592, Aspra tornava, stavolta definitivamente, allo stato della Chiesa, con il quale restò fino all’ unità d’ltalia. 

Casperia tra le righe  

Qui vediamo alti e stretti edifici a quattro o cinque piani, che un tempo erano le cosiddette case-torri, costruite non solo per viverci ma anche come punto di osservazione per motivi di difesa. Stando nel centro, si nota subito la torre campanaria della Chiesa di San Giovanni Battista; poi proseguendo la passeggiata e quindi appena varcata a piedi la porta, si capiscono ancora di più i tratti dell’urbanistica medioevale, e le indispensabili funzioni difensive realizzate nell’urbanistica. Circondata da mura e torri che costituivano il primo stadio difensivo, si sviluppa attorno ad un sistema viario che sale avvolgendosi, quasi a chiocciola, attraverso stradine e piccole scalinate che conducono alla parte alta dove sono troviamo oltre al Municipio, anche più in alto la chiesa. Casperia con i comuni di: Montebuono, Poggio Catino, Roccantica, Selci Sabino e Torri in Sabina aderisce all’Unione dei Comuni “Nuova Sabina”, l’organizzazione costituita il 28 ottobre del 2000 con sede a Poggio Catino (Infotel.: 0765 – 411575), per promuovere il territorio. 

Casperia e’ uno dei: Paesi Bandiera Arancione del Touring club italiano.Questo riconoscimento è assegnato alle localita’ dell’entroterra che si distinguono per eccellenza dell’offerta e qualita’ dell’accoglienza e premia l’integrita’ dell’ antico borgo che nel tempo ha mantenuto intatta la sua struttura medievale.Casperia è uno dei sei paesi in Europa, in cui non è possibile entrare in auto.Questo ambito riconoscimento che si rinnova con cadenza biennale è stato mantenuto grazie all’ impegno delle istituzioni, della popolazione e delle associazioni presenti nel territorio che hanno contribuito alla crescita turistica ed allo sviluppo di nuove attivita’ ricettive.www.paesiarancioni.it 

   Demografia 

Clicca sull’immagine per ingrandirla

Non è proprio facile scoprire i veri motici che hanno fatto di Casperia un polo di grande interesse demografico ma, se propriamo a lavorare di fantasia, possiamo dire che qui le cose funzionano bene e da qualche anno vanno anche molto meglio rispetto a prima. Infatti i dati forniti dai censimenti decennali dell’Istat parlano una lingua chiera e inequivocabile. Casperia quindi, dopo un considerevole calo demografico avvenuto a metà dello scorso secolo  – probabilmente a causa dell’industrializzazione, in molti lasciavano le campagne alla ricerca dl lavoro nelle fabbriche – per circa quaranta anni si è stabilizzata avendo all’anagrafe poco più di mille abitanti, poi nei primi anni del nuovo millennio: sorpresona! Gli abitanti sono diventati ben 1.283, un balzo in avanti di duecento nuovi “clienti” dell’anagrafe che non è proprio poco, anzi! Probabilmente è il frutto di tanto lavoro posto in essere da tutti i cittadini e dall’amministrazione che hanno posto le basi migliori per dare ospitalità a nuovi cittadini “apparecchiando” nel migliore dei modi il comune per una vita semplice ma ricca di valori.   

Gastronomia:  qui annualmente ci sono degli appuntamenti fissi ai quali non si può mancare quando c’è la Sagra della polenta e la Sagra dei frantoi aperti (questa per l’olio extravergine D.O.P. della Sabina); ma qui sono famosi gli amaretti casperiani e i cosiddetti “stringozzi” (pasta rustica a base di acqua e farina), cibo va va rigorosamente accompagnato con i vini Colli della Sabina rosso, bianco e rosato.   

La mappa dei piccoli comuni della provincia di Rieti 

Clicca qui per vedere Casperia
 

I commenti sono chiusi.