Cassino: appello al neo Sindaco
Il sindaco e i neo assessori, passando in Via Pascoli, laddove si incrocia con Viale Dante, alzando gli occhi noteranno la presenza di un filare di tigli maestosi che rappresentano in verità gli unici superstiti della piantificazione realizzata dagli alleati all’epoca della Ricostruzione e noteranno altresì i palazzoni costruiti a ridosso dei medesimi con la conseguenza che i tigli sono stati mutilati e sciancati per far posto a qualche metro quadrato in più di superficie edificabile e così entrano perfino nei balconi. Più avanti noteranno invece che gli alberi svettano al cielo splendidi e maestosi, liberi e senza impedimenti. Due epoche e due concezioni diverse marcano detta situazione sotto gli occhi del passante: quella degli alleati anglosassoni del dopoguerra e quella degli epigoni democristiani. Doveroso e educativo dovrebbe essere lo smantellamento immediato dei balconi, nell’interesse di tutti, anche degli inquilini, ma soprattutto dei tigli. Ed è questo l’invito che qui si lancia al Sindaco Petrarcone e al suo staff. Lo stesso in Largo Molise dove si leva un autentico cimelio, addirittura l’unico elemento sopravvissuto alla distruzione di Cassino, e cioè un platano secolare che il Comune saggiamente qualche anno addietro provvide a recingere con una inferriata e a munire di una targa esplicativa. Gli eccellenti tecnici comunali che da sempre danno il tono al Comune di Cassino e i relativi sindaci che avrebbero dovuto consentire al platano di levarsi al cielo liberamente e naturalmente, curandolo e preservandolo al meglio, hanno invece autorizzato a ridosso la costruzione di palazzoni col risultato che all’albero è stata tolta l’aria e il cielo e, per giunta, adesso è lui a dar fastidio ai condomini. Il bello è che il condominio di fresco costruito a pochi metri, ha prolungato il suo ingresso fino quasi addosso al povero platano, creando dunque una situazione altamente pericolosa per la incolumità dell’albero, ferme altre considerazioni. L’appello al neo sindaco è per la demolizione immediata di questo prolungamento dell’ingresso e una pesante ammenda ed ammonizione per il tecnico comunale che ha firmato l’autorizzazione. I provvedimenti apparentemente sgradevoli, presi con coraggio e convinzione a vantaggio esclusivo della collettività sono quelli, anche elettoralmente, che producono veramente risultati positivi e gratificazione civile e morale.
Nella rotonda che si leva, per intenderci, a Piazza Zeppieri, al centro è stata collocata una scultura di Umberto Mastroianni, grande artista ciociaro, che in precedenza, si trovava nel monumento davanti al tribunale. In questo spostamento a qualcuno è venuto in mente che alla scultura si potevano aggiungere dei pezzi, dei nuovi elementi. e così è stato fatto. Ora a quest’opera d’arte si vedono aggiunte due o tre, come si dice a Cassino, “scenne de baccalà”, a onta dell’arte, a onta dei cittadini e a pericolo anche della comunità cassinese in quanto se gli eredi e aventi causa dell’artista si avvedono di tale misfatto, saranno in diritto di reclamare ingenti indennizzi: è come se al Davide di Donatello si mettessero le mutande o alla Gioconda il reggiseno! Che il neo Sindaco faccia provvedere a rimuovere tale ulteriore scempio che perdura da almeno due anni.
Stando sempre in questa rotonda, se si alzano gli occhi verso l’alto, si osserva sulla collina di fronte l’opera di Umberto Mastroianni “L’esplosione” di cui questa della rotonda è un bozzetto. Sarebbe bello sia per Cassino sia per la valorizzazione completa dell’opera d’arte medesima se il Comune riprendesse i progetti originari e realizzasse la vecchia disposizione dell’opera d’arte – o altra altrettanto confacente - perché così come è ora, essa perde non poco della sua capacità attrattiva con quella colonna di cemento che la tiene conficcata in alto.
Un ultimo appello al neo Sindaco Petrarcone e al suo staff. Cassino è solcata da fiumi e ricca di sorgenti immense, come nessuna o quasi nessuna città in Italia. Credo che con la vostra presenza sugli scranni del Comune è venuta l’ora per prendere coscienza finalmente di questa enorme ricchezza che possiede la città e che nessuno fino ad oggi ha avuto la sensibilità e la intelligenza e la cultura di valorizzare e di trasformare in beneficio e gratificazione per i cittadini e in attrattore e richiamo validissimi di forestieri e di visitatori. Michele Santulli
Quello che avete appena letto è un gradito contributo fornito ai lettori di lazionauta dal Professor Michele Santulli di Arpino. Segnaliamo di seguito altri contributi offerti gentilmente dal Professor Santulli che qui infinitamente ringraziamo, con tanta stima e gratitudine
“Cezanne e i suoi modelli di Atina“. “Una riflessione sul Certamen“. “Loreta Arpino modella amatissima di Matisse“. “Quattro modelle sorelle di artista“; “Tornate in Ciociaria le mietitrici di Castrocielo“; “Cezanne e i suoi modelli di Atina“; “I modelli Ciociari esposti a Roma“, “Un Colacicchi è atteso in Ciociaria“, “Un Colacicchi è sfumato in Ciociaria” , “Privatizziamo le mura ciclopiche di Arpino“.

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