Cineto Romano
Il nome dal latino cicinum si riferisce alla pianta del ricino (pianta dai semi medicinali)
Tra Storia e Società Comune in pillole
Attorniato da una catena montuosa (Monti Sabini, i Ruffi, i Simbruini i Carseolani, Lucretili e i Tiburtini) detta delle Serre tra i quali domina il Monte Aguzzo (alto 1067 metri s.l.m.) nella media Valle del fiume Aniene e quindi sulla riva destra del fiume, in una posizione dominante del Colle Peschiero, troviamo il suggestivo comune di Cineto Romano sovrastato dalla storica e turrita rocca baronale, risalente all’XI secolo. Anche la storia di questo comune si perde nella notte dei tempi; secondo alcune testimonianze, i suoi primi abitanti furono gli Equi anche se alcuni annali romani d’epoca raccontano di un centro abitato costituito in località Colle Peschiero. Dati sicuramente più certi risalgono al 1280 quando con il nome di Scarpa, si costituirono in borgo le abitazioni situate ai piedi del palazzo baronale. Il nome Scarpa –non proprio edificante – nel 1880 fu cambiato con quello di Cinto Romano a proposito del profondo cratere – singolarità geologica locale – tramandato dall’antichità col nome di Cineto o pozzo Cinetto.
Il palazzo baronale (con il suo aspetto di austera fortezza medievale che si staglia su un colle che domina il borgo) costruito intorno all’XI secolo, fino al 1612 fu di proprietà della nobile famiglia Orsini, poi da questi fu ceduto ai Borghese che, nel 1925, lo vendettero ad un privato che lo lottizzò e, attualmente, è abitato da alcune famiglie locali. La storia del paese è quindi abbastanza simile a quella della maggior parte dei borghi sotto l’egida pontificia, infatti fu un susseguirsi di lotte fra invasori, briganti, famiglie baronali e carestie.
Cineto Romano
confina a Nord con Vallinfreda, a Nord- Est con Riofreddo, a Sud-Est con Roviano, a Sud con Articoli Corrado, a Sud-Ovest con Mandela e a Nord-Ovest con Percile; il paese ha conservato un suo fascino discreto con il verde delle colline, l’ordine e la pulizia delle strade, il gusto e la contemporanea sobrietà dei suoi balconi fioriti.
Il territorio del comune è compreso tra i 316 e i 1.025 metri s. l. m., ha quindi un’escursione altimetrica di 709 metri
Demografia
Cineto Romano negli anni recenti ha dimostrato una recuperata coesione sociale che possiamo riscontrare attraverso l’incremento sulla popolazione residente. Infatti fino agli anni 1930, le statistiche evidenziavano un dato di Stock abbastanza stabile e quindi senza scossoni; da quegli anni in avanti colpisce vedere il grafico che evidenzia un calo progressivo e apparentemente inarrestabile fino all’ultimo decennio del secolo scorso. Poi la sorpresa con una rimonta che evidenzia come i valori e le tradizioni locali siano forti e pregnanti al punto da diventare forte attrattiva per decine di cittadini che proprio qui hanno deciso di vivere o tornare a vivere!.
L’economia locale. Fino ad alcuni anni fa l’economia locale era sostenuta grazie alla produzione di olio, frumento, farro e granoturco; si basava quindi principalmente sull’agricoltura e sull’allevamento del bestiame e grazie alla specializzazione acquisita nel campo della floricoltura. In questi ultimi anni però le attività economiche di maggiore interesse, non sono più quelle legate alll’agricoltura ma al settore terziario (quello dei servizi) dove il turismo, favorito dalle caratteristiche notevoli del paesaggio, fa la parte del leone. Infatti il territorio in parte coltivato ad uliveti e il resto ricoperto di prati e boschi (ricco di querce, lecci, carpini e ginestre), ospita l’abbondante fauna selvatica, conferendo all’intera zona un posto ideale per fare escursioni di particolare pregio naturalistico-ambientale grazie anche a numerosi corsi d’acqua (benché taluni di modeste dimensioni e a regime torrentizio) che corrono giù dai monti, dando forma anche a limpidi laghetti e ripide cascate. Tra queste le più famose e suggestive sono quelle di Rio Scuro. Le acque del torrente Ferrata e del fosso della Scarpa, costituiscono rilevanti afflussi idrici della riva destra del fiume Aniene che proprio nel territorio di Cineto Romano compie con un’ansa, un forte cambiamento di direzione verso sud ovest.
Il Castello baronale ha segnato nei secoli le vicende e le lotte delle antiche famiglie per la supremazia del territorio; prima di proprietà degli Orsini, poi fu ceduto ai Borghese che, nel 1925, lo cedettero ad un privato.
Chiesa di San Giovanni Battista: edificio a tre navate la cui edificazione è della fine del 1200; ha subito nei secoli diverse modifiche fino ad assumere le caratteristiche che ora possiamo ammirare; all’interno, tra le diverse opere, in una teca è custodita una tela seicentesaca dipinta dal Cavalier Vincenzo Manenti, raffigurante San Giovanni Battista nel deserto.
Cineto Romano fa parte della X Comunità Montana dell’AnieneA Cineto Romano è molto attivo il “Gruppo Comunale di Protezione Civile” (con la sede in Via delle Robinie snc – e-mail: protec@cineto.it ), nato nel settembre 1999 per volontà di alcuni cittadini. Gli operatori sono impegnati in tutte le emergenze della comunità provinciale, fino ad intervenire anche in ambito nazionale in caso di eventi calamitosi o accidentali. L’attività di questi volontari di Protezione Civile, si caratterizza nei seguenti settori:
- - Prevenzione ed informazione;
- - Antincendio boschivo;
- - Soccorso;
- - Esercitazioni e
- - Tutela del patrimonio ambientale nel territorio comunale
L’estate è la stagione turistica più ricca di manifestazioni ed eventi, in particolare l’Agosto Cinetese, ospita un calendario ricco di iniziative da non trascurare per il bene dello spirito, ma anche del corpo viste le usanze culinarie della zona!
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