Colli sul Velino

Fino al 1962 si chiamava “Colli di Labro”,  nome con chiaro significato idro-grafico per altura e  vicinanza con il fiume

Tra Storia e Società                                          Comune in pillole

Araldo municipale

La zona in cui sorge l’attuale centro abitato ha ospitato insediamenti umani sin dalla più remota antichità: alcune notizie di ciò si possono avere leggendo le diverse opere dello storico romano Marco Terenzio Varrone detto il Reatino (nato da una famiglia di nobili origini, nel 116 a.C. in alta sabina) il quale possedeva una villa nei pressi di Colli sul Velino, nella località oggi denominata Grotte di San Nicola; qui sono stati infatti rinvenuti i resti di quella che doveva essere, all’epoca, una splendida dimora immersa nel verde.
Nella maggior parte dei testi storici non c’è traccia di notizie su Colli sul Velino, ma la ragione di ciò incuriosisce e porta i cultori di discipline storiche a formulare diverse ipotesi non sempre coincidenti mentre quella fino ad ora maggiormente accreditata  fa risalire questo silenzio non tanto alla mancanza di “notizie” (come si dice normalmente in gergo gionalistico, ma a causa del fatto che questo nostro comune fino al 1962 era denominato Colli di Labro: quindi per proprio tanto tempo la sua storia è stata strettamente associata a quella di Labro, sia dal punto di vista amministrativo che da quello culturale.

Tra le righe

Il panorama

Colli sul Velino attualmente è caratterizzato dalla presenza di tanti edifici religiosi ormai purtroppo ridotti a semplici ruderi difficili pure da restaurare, che troviamo disseminati ovunque e contribuiscono a creare un’atmosfera di particolare suggestione, testimoniando quindi  le profonde radici storiche del borgo. In questo clima tendenzialmente mistico, è bello prendere parte alle numerose escursioni che si organizzano nel territorio anche di tipo storico-naturalistica. A tal fine, una meta particolarmente interessante può essere quella del vicino Lago di Ventina, che costituisce un relitto del Lago Velino, esistente sin dall’età preistorica: si tratta di un luogo ricco di fascino ed eccezionalmente fresco anche in piena estate. La presenza nel territorio comunale di alcune zone protette facenti parte della Riserva Naturale dei Laghi di Lungo e Ripasottile completa e arricchisce la situazione già molto florida.
L’economia locale vive in particolare grazie alla consistente presenza – tra le attività produttive – della pesca di trote, anguille e carpe che possiamo trovare nei numerosi limpidissimi corsi d’acqua e nei bacini lacustri circostanti; tutto ciò costituisce un’importante attrattiva per appassionati di pesca sportiva ma anche per i  buongustai che apprezzano i tanti piatti tipici locali, cucinati per lo più a base di pesce.

Interessanti località vicine da visitare sono, oltre a Rieti, anche a Greccio il Santuario francescano e luogo del primo Presepe al mondo (e a Terni nella vicina Umbria - ma questo Lazionauta lo dice sommessamente - le Cascate delle Marmore).

Demografia 

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E’  stata l’industrializzazione avvenuta a metà dello scorso secolo a causare una vera e propria fuga verso le fabbriche, quella che più a colpito Colli sul Velino sia nel decennio che va dal 1951 in poi che in quello successivo. In soli venti anni qui la popolazione si è quasi dimezzata, lasciando un grande vuoto non solo nelle abitazioni abbandonate, ma anche tra chi restava ed erano prevalentemente anziani e (pochi per la verità) bambini. Il 1981 però diventa l’anno del ripensamento e qui inizia poco alla volta a farsi sentire se non altro la fine della diaspora. Inizia una vera e propria stabilità demografica con un leggero andamento positivo dove i nuovi “clienti” all’anagrafe si possono contare facilmente perchè sono pochi ma ci sono. Nell’ultimo periodo sembra essere giunti ad un vero e proprio punto di equilibribrio con circa 500 abitanti in condizioni normali. L’unico auspicio di Lazionauta a questo proposito è che questi 500 abitanti (non proprio tutti giovani e forti…), riescano a mantenere vive le tradizioni di questo grazioso  comune intriso della migliore storia del nostro paese.      

 

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