Configni

Potrebbe derivare dal latino “confinium”, riferito a linea di confine

Tra Storia e Società                                                     Comune in pillole

  • In un atto farfense del 1027 è citato il “castellum” di Configni, probabilmente il toponimo deriva dal fatto che lì c’è il confine tra l’Umbria ed il Lazio.
  • Nel 1277 Configni si sottomise a Narni.
  • Nel 1411 il feudo passò agli Orsini per concessione del papa Giovanni XXIII; di quel maniero oggi è possibile visitare solo i resti delle torri e della mura di difesa.

Araldo municipale

La prima notizia certa riguardante il feudo di Configni è del 1207 quando entrò a far parte dei possedimenti dell’Abbazia di Farfa, per regale concessione della longobarda Susanna – figlia di Landolfo e di Taxia e moglie di Attone conte sabino - per la remissione dei peccati. Intorno al secolo X fu feudo in una zona di confine – come lascia pensare il toponimo – tra il contado della Sabina e quello di Narni; infatti agli inizi del XIII secolo era già stato assoggettato dal Comune di Narni, tanto che il 27 gennaio 1277, gli abitanti di Configni si recano a Narni e dalla Loggia del Palazzo Comunale rinnovarono il loro giuramento di fedeltà. Fu il Papa Bonifacio IX (1389 – 1404) ad assoggettare questo piccolo borgo, dopo averlo staccato dal contado di Narni, e nel 1401 lo donò a suo fratello Andrea Tomacelli. Poi nel dicembre del 1411, per volere di Papa Giovanni XXIII (1410 – 1415), in cambio di un censo annuo passò agli Orsini, con il Castello di Lugnola, castello menzionato la prima volta nel 1036 con il nome di Lungula, per simboleggiare un insediamento fortificato, il  nome originario era infatti fundus Albaneta, come si può leggere nei registri dell’Abbazia di Farfa del 1036. Nella seconda metà del XII secolo faceva parte delle propietà della Chiesa di Roma. All’inizio del duecento fu conquistato dal comune di Narni, a cui doveva un cero del peso di quattro libre, per la festa del patrono San Giovenale. L’8 febbraio del 1277 gli abitanti di Lugnola riconfermarono la loro sudditanza a Narni, con un giuramento di fedeltà a rettori della città.

Panoramica cittadina

Da questa data in poi le sue vicende politiche si legano strettamente con quelle di Configni. Gli Orsini governarono sul borgo con alterne fortune fino agli inizi del ‘700 quando passò sotto il Governo di Spoleto; nella seconda metà del XIX secolo passò sotto il governatorato di Poggio Mirteto; era popolato da 445 anime, di cui 229 vivevano in campagna. Le famiglie erano in tutto 103, le case disponibili 86. La chiesa parrocchiale era dedicata a Santa Maria Assunta. Erano presenti alcune delle principali attività artigianali, cosi suddivise: due botteghe per i fabbri, una per il falegname, una per l’ebanista, una per il calzolaio e non poteva mancare il tinozzaro; vi era inoltre un’osteria e una rivendita di sale e tabacchi.

Demografia

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Dopo una crescita demografica abbastanza stabile durata cinquanta anni (i primi cinquanta anni del 1900), poi Configni “grazie” alla modernizzazione delle attività economiche e all’abbandono progressivo delle attività rurali, ha iniziato a perdere “clienti” allanagrafe fino  al 1971 anno in cui il fenomeno si è ridimensionato evitando poi scomodi quanto brutti scossoni. Da quel periodo in poi, la popolazione è sempre stata stabile con una variazione di 80 residenti a cavallo tra i settecento e gli ottocento. Il dato di stock agli inizi del nuovo millennio proponevano un saldo (dovuto ai nuovi nati, più nuovi trasferiti, meno i decessi e chi ha cambiato residenza) con tre residenti in più, non sappiamo nulla di loro ma Lazionauta si augura di cuore che siano uniti alla popolazione tutta a difesa estrema dei valori, della cultura, delle tradizioni e degli usi che qui hanno il sapore della genuinità e di un passato remoto ricco anche di storia!

Da non perdere: nella frazione di Lugnola la quarta domenica di Aprile, ricorre la ormai tradizionale processione che parte dal Santuario della Madonna di Loreto arriva alla Chiesa di San Cassiano dove il 13 agosto si festeggia anche con la storica e pregevole attività ormai ultracentenaria della Banda Musicale che, dal 1990 è stata arricchita da un Gruppo di majorettes dando al complesso un gradevole tocco folk.

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