Coreno Ausonio

Deriva dal nome di persona latino Corenius, probabilmente di origine greca Korune (clava) in riferimento alla clava di Ercole Ausonio, in onore del quale fu eretto un tempio
Tra Storia e Società                                                               Comune in pillole

Araldo municipale

La testimonianza più antica che si trova a Coreno Ausonio ed in particolare nella contrada Selva di Palma, è la Grotta delle Fate; intorno all’VIII secolo a.C., questo antro è stato scavato e modellato (lungamente e per lo più a scalpello), in un massiccio roccioso, che si trova accanto al Monte Schiavone, lo stesso che domina la valle dell’Ausente; era chiuso da un masso ad incastro e la funzione era quella di tomba, infatti presenta un piano modellato in tutte le sue parti, proprio per ospitare un corpo. In quella epoca (V secolo a. C.) , il territorio era perlopiù abitato da popolazioni di caratteristiche osco-sabelliche (osco è la lingua degli Osci e dei Sanniti, ovvero un ramo delle lingue indoeuropee, che comprende quindi anche l’umbro e i dialetti sabelli. Ricordiamo qui che esiste anche una forma di alfabeto osco, trattandosi di un adattamento dell’alfabeto etrusco.
Le primi origini di insediamento umano sul territorio corenese risalgono all’età dei romani. È noto infatti l’uso della pietra calcarea, detta perlato di Coreno, fin dai tempi dei romani; è stata utilizzata per la realizzazione della via Appia, della via Ercolana, di colonne e strade di Pompei, dell’anfiteatro della città romana di Minturnae e anche per erigere l’Abbazia di Montecassino. I romani riuscirono a conquistare il territorio nel 313 a.C., dopo lunghe ed estenuanti lotte alla fine della Seconda Guerra Sannitica; verso la fine del Trecento, venne costruita la Parrocchiale di Santa Margherita mentre al XV secolo risale la disputa con Fratte, per la separazione delle parrocchie e l’amministrazione autonoma della giustizia, consacrata dalla redazione di uno statuto comunale solo nel 1591. Durante la Seconda Guerra Mondiale, su queste terre passava la Linea Gustav; qui l’intero abitato venne devastato e la storia racconta che qui le soldatesche tedesche e franco-magrebhine, si macchairono di gravissimi episodi di inaudita violenza.
Medaglia d’argento al Merito Civile – 1943 – 1944

Medaglia di argento

Riconoscimento assegnato con questa motivazione: «Situato in posizione nevralgica, all’indomani dell’armistizio subì con animo fiero la spietata reazione tedesca. Sebbene privata dell’essenziale dalle razzie dell’occupante e provata dalle violenze e dai bombardamenti subiti, la popolazione tutta offrì splendidi esempi d’umana solidarietà e grande spirito d’abnegazione.»
Economia locale.
Lo sfruttamento della pietra calcarea dell’ormai famoso Perlato Royal Coreno, è considerato ad unanimità il settore più importante dell’economia locale. Qui troviamo infatti molte cave, segherie ed agenzie di trasporto che – come indotto del perlato royal –  si occupano della sua escavazione, della lavorazione e del trasporto, che avviene anche a livello internazionale. Negli ultimi anni, purtroppo, molte cave e segherie sono entrate in crisi a favore dei frantoi che si stanno moltiplicando mentre la pietra calcare viene triturata (spesso anche polverizzata), per poi essere usata nell’industria delle costruzioni e in quella cosmetica.
Il toponimo tra Storia e Curiosità
Coreno è il primo toponimo che deriverebbe dal greco “Kora Oinous“, ovvero “terra del vino”, o ancora da “Korine(m)”, termine che indica la “Clava di Ercole”, il dio venerato in un tempio non lontano dal paese. Il secondo toponimo invece, fu aggiunto nel 1862, anno in cui per decreto furono modificati o sostituiti i nomi dei paesi che avevano la stessa denominazione per distinguerli, evitando confusioni. Il termine “Ausonio” fu aggiunto per rivendicare l’appartenenza di questo territorio alla popolazione degli Ausoni e in particolare all’antica città preromana di  “Ausona”.
La stessa rivendicazione fu fatta dal vicino comune di Ausonia che scelse appunto questo nome (prima si chiamava Fratte)  in virtù della presunta ubicazione di tale città nelle vicinanze del centro attuale. Infatti, “Ausona”  con Minturnae, Sinuessa, Suessa e Vescia, faceva parte della cosiddetta “pentapoli aurunca“, fulcro della confederazione degli “Aurunci”popolo di origine tirrenica. Verso il IV secolo a.C. questo popolo alleandosi con i Sanniti, entrò in contrasto con i Romani, ma le città della pentapoli vennero annientate con estrema ferocia a tal punto che solo Vescia e Ausona  sono sopravvissute nel ricordo.
 
Demografia
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Per questo comune ricco di storia e di tradizioni, la situazione demografica (che possiamo constatare guardando la tabella posta sulla sinistra realizzata da Wikipedia, con i dati forniti dall’Istat) a grandi linee, ricorda quella a carattere nazionale. Anche qui infatti la crescita della popolazione ormai da più di qualche anno, è molto vicina allo zero; ciò preoccupa soprattutto in prospettiva in quanto potrebbe aumentare il rischio di avere sempre meno concittadini capaci ma anche disponibili a perpetuare le tradizioni locali. E’ questo il timore molte volte espresso da chi ha a cuore la cultura locale (dialetto compreso); il rischio di perdere definitivamente interi tasselli delle proprie origini, preoccupa e rattrista; per rilanciare le tradizioni locali, la generosità dei concittadini di Coreno Ausonio e le bellezze tramandateci dalla storia, Lazionauta invita i propri lettori a fare una gita in questo comune; sicuramente non se ne pentirà!
Gastronomia: i fichi di Coreno qui si chiamano “Ficu”; la stagione di questi frutti è a metà tra agosto e settembre, con una breve maturazione tra la fine di giugno e i primi di luglio; le specie principali sono:
  • pallane: buccia bianca e spessa con fondo giallo spesso orlato di miele e dal sapore molto dolce;
  • paradiso: buccia bianca tendente al verde, sottile; fondo rosso, gusto delicato;
  • saragnese: buccia rosso-verde-marrone, medio-spessa, fondo rosso fuoco, sapore squisito;
  • romanole: piccole, di breve durata, scontano nella stagione piena la loro precocità (a fine giugno escono solo loro e sono enormi… altrimenti dette fichi grossi e i
  • buffoni: i primi fichi con tante promesse nella forma, ma a sostanza (ovvero gusto) zero.
La mappa dei piccoli comuni della provincia di Frosinone

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