Cori ricorda Raffaele Marchetti
In ricordo di Raffaele Marchetti martedì 28 giugno la cerimonia nella sede della Provincia di Latina. Su iniziativa del Consigliere provinciale del PdCI – FdS di Cori, Fausto Nuglio, domani mattina, la Commissione Cultura della Provincia di Latina, presieduta da Mauro Carturan, renderà omaggio a Raffaele Marchetti, avvocato, storico, studioso, attivista politico e culturale di Giulianello, venuto a mancare lo scorso 8 maggio, all’età di 58 anni. Il suo ricordo sarà affidato alle parole del suo collega, concittadino e carissimo amico, il Sindaco di Cori Tommaso Conti. “Raffaele Marchetti era un uomo giusto, una persona calda e solare, entrava nel cuore delle persone, amava la gente, la comunità, la piazza. Degno discendente degli “Homines de Juliano”, avvocato, studioso, amante della vita e del suo gusto. In un periodo storico di qualunquisti e vili, Raffaele esprimeva le proprie idee politiche e prendeva posizione senza paura di risultare scomodo. In una nazione dove corruzione ed arrivismo sono i caratteri vincenti, Raffaele lottava per migliorare il suo territorio nella convinzione che, come diceva sempre, la nostra patria è il mondo intero. In una realtà di legami liquidi e fragili, Raffaele ha amato sua moglie in modo passionale e profondo in una relazione granitica capace di distruggere ostacoli, barriere e superare le difficoltà. Mentre un’economia disumana sta mercificando anche l’anima delle persone, Raffaele dimostrava, con il suo stile di vita, di discernere pienamente l’essere dall’avere. Le lotte per riconoscere gli usi civici della sua comunità, l’impegno contro la bretella autostradale Cisterna-Valmontone, la ferma opposizione alle speculazioni contro il patrimonio comune hanno caratterizzato tutta la sua vita. Ha scritto libri interessandosi di etnomusicologia, tradizioni locali, riti, oralità, poesia in ottava rima. Ha raccolto canti, musiche e scritti popolari. Avrebbe da poco pubblicato il suo ultimo libro sulla banda di Giulianello, in memoria di suo padre. Raffaele ha saputo seminare bene ed ora i suoi occhi sono nello sguardo di quanti, giovani e meno giovani, hanno condiviso il percorso con lui e, seppur disorientati dalla perdita, continuano la stessa strada. Chi vuole ricordarlo non tenti di coprire questo silenzio con le parole ma si impegni a portare avanti con tenacia e coraggio le stesse battaglie per il bene comune e per la qualità della vita. La frase che ultimamente Raffaele ripeteva spesso, con la sua ironia di sempre, è “Chi vuole Cristo se lo preghi”, in altre parole, chi vuole un mondo migliore, piuttosto che prodigarsi in sterili lamenti, cominci a costruirlo con le proprie mani, con il proprio impegno, con la propria passione. Senza mai delegare le proprie responsabilità civiche, ad occhi aperti. Aperti come quelli di Raffaele, bellissimi e pieni. E’ morto un sognatore, non i suoi sogni, quelli mai”.

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