Demografia nei piccoli comuni

I piccoli comuni del Lazio, quelli con meno di duemila abitanti (dei quali lazionauta prevalentemente ma non esclusivamente si occupa), rappresentano una fetta consistente della popolazione, mentre la totalità dei residenti nel Lazio censiti dall’Istat al 1° gennaio 2010, erano così suddivisi: 2.731.425 maschi, 2.950.443 femmine per un totale complessivo di 5.681.868 abitanti.

CLICCA sulla foto al lato per conoscere meglio Saracinesco, il Comune più piccolo della Provincia di Roma

Questo argomento lo abbiamo affrontato già con:

Demografia dai piccoli comuni” I parte della serie Demografia che è la pagina che ora state leggendo

Nascere nei piccoli comuni“ II parte della serie Demografia CLICCA QUI per accedere alla pagina

Crescere nei piccoli comuni” III parte della serie Demografia CLICCA QUI per accedere alla pagina dal 31 gennaio in poi

Ricordiamo che – in base ai dati dell’Istat del 2008 – il comune più piccolo della Provincia di

  • Frosinone è Acquafondata con 288 abitanti; qui ci sono 37 piccoli comuni su 91, e 54 hanno più di 2 mila abitanti;
  • Latina è Ventotene con 708 abitanti; qui ci sono 6 piccoli comuni su 33, e 27 hanno più di 2 mila abitanti;
  • Rieti è Marcetelli con 94 abitanti; qui ci sono 56 piccoli comuni su 73, e 17 hanno più di 2 mila abitanti ;
  • Roma è Saracinesco con 169 abitanti; qui ci sono 46 piccoli comuni su 121, e 75 hanno più di 2 mila abitanti e di
  • Viterbo è Tessennano con 399 abitanti; qui ci sono 18 piccoli comuni su 60, e 42 hanno più di 2 mila abitanti.

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LAZIO.Piccoli comuni crescono“. “Nuova progettualità per il rilancio del turismo: un nuovo posto sul podio, anche per i piccoli comuni”. Migliorare l’Osservatorio sul Turismo, far conoscere i piccoli comuni, lanciare l’albergo diffuso come grande risorsa per il futuro dei piccoli comuni gli Etruschi e il sistema termale laziale, potenziare il sistema della ricettività all’aria aperta, valorizzare ulteriormente i 362 km di costa anche ai fini della destagionalizzazione, velocizzare le autorizzazioni per stimolare le iniziative dei privati, ammodernare le strutture ricettive, , rivedere i rapporti con il sistema crocieristico, migliorare il rapporto con il turista puntando sulla formazione del settore. Sono questi i punti più salienti del Piano regionale triennale sul turismo approvato ieri: “che segna la ‘fine del turismo visto come settore legato allo spontaneismo e all’occasionalità” ha spiegato a questo proposito l’assessore al Turismo e Marketing del Made in Lazio, Stefano Zappalà (Pdl), che lo ha definito: ”un piano programmatico per definire le strategie. Alla Regione compete quindi il coordinamento con le realtà internazionali, l’Europa e le altre regioni, e soprattutto la programmazione, la promozione e il sostegno degli operatori”

I dati che seguono si riferiscono al 1° numero di “Demografia dai piccoli comuni” che lazionauta mette a disposizione dei propri lettori. I prossimi numeri saranno pubblicati prossimamente sul web.

CLICCA QUI per scoprire le mappe geografiche dei Piccoli Comuni del Lazio

Provincia di Frosinone

Acquafondata. Demografia. Il progressivo calo demografico dei residenti dovuto sia all’emigrazione degli stessi verso comuni con maggiori opportunità di lavoro, ma anche alla scarsità delle nawscite e all’assenza di nuovi residenti (ed infine anche a causa della mortalità), fanno della popolazione di questo comune un “bene prezioso” quanto sempre più raro e da aiutare sempre di più a vivere come loro stessi più preferiscono. Il calo repentino dei cittadini mette a richio il perpetuarsi di nobili quanto antiche tradizioni che rischiano così di andare perse. lazionauta intanto invita i propri lettori a visitare questo grazioso comune ricco di mille cose tutte da scoprire!

Acuto. Demografia. Il primo decennio del nuovo millennio dal punto di vista demografico, ha visto Acuto andare in controtendenza: ovvero ha registrato un aumento nella cittadinanza di circa 50 residenti. Un dato spesso sorprendente visto l’imperante e ormai consolidato calo demografico a livello nazionale. Buon segno quindi per Acuto che dimostra così non solo un particolare attaccamento al paese ma anche altre tendenze che andrebbero però meglio verificate ovvero (ci piace pensare) potrebbe essere cresciuta la longevità o diversi cittadini si sono trasferiti qui perchè evidentemente la qualità della vita è migliore che altrove. Chissà?

L’astronauta Umberto Guidoni è nato a Roma ma vanta origini ciociare essendo originario proprio di Acuto. Guidoni (che si è diplomato nel 1973 al liceo Gaio Lucilio e nel 1978 si è laureato conseguendo pure la lode in fisica) ha frequentato all’Università La Sapienza di Roma un dottorato in astrofisica che gli ha permesso di ottenere una borsa di studio al CNEN (Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare) di Frascati (RM). Dopo aver conseguito una serie successi professionali, nel 1990 è stato selezionato dall’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e dalla NASA come candidato per una missione tra trascorrere nel Satellite Tethered. Il 15.04.1996 è stato insignito da Oscar Luigi Scalfaro Presidente della Repubblica del titolo di Commendatore. Nel 2004 Guidoni è stato eletto deputato del Parlamento europeo come indipendente nella lista dei Comunisti italiani della circoscrizione centro ottenendo circa sette mila voti.

Belmonte Castello. Demografia. Anche attualmente – come accaduto trenta anni prima – la popolazione di Belmonte Castello ha subito una battuta d’arresto. L’Istat nel censimento del 1991 (come è possibile vedere nella tabella di sinistra elaborata da Wikipedia), ha registrato una popolazione costituita da 781 abitanti, mentre dieci anni dopo ovvero nel censimento del 2001 gli abitanti erano 765, registrando quindi una flessione in negativo pari al -2,05%, distribuiti questi in 273 famiglie composte ciascuna da quasi tre componenti (2,8 per l’esattezza). In ogni caso si tratta di piccole variazioni di tipo strutturale che non devono preoccupare soprattutto se i residenti (e gli amministratori per primi) continuano – con la sensibilità che li distingue – a mantenere alto l’onore della storia, senza dimenticare le antiche tradizioni e le usanze da mostrare ai turisti e a chi decide di venire a vivere qui. Un invito a turisti potenziali lo porge anche lazionauta che, nel ricordare le mille suggestioni che si possono ricavare attraverso una passeggiata nel centro di questo piccolo comune, la gastronomia che certamente è buona e genuina, fa anche presente che questo è il posto ideale (quindi tra i migliori) per fare del sano “ozio creativo”.

Campoli Appennino. “Demografia“. Gli anni 1980 hanno portato a Campoli Appennino una ventata demografica che non poteva passare inosservata, visto che è stato registrato un incremento di circa duecento unità. Un dato proprio curioso questo che non si è dimostrato passeggero e di poco valore, visto che la popolazione attuale si è stabilizzata su quei dati, tranne qualche piccolissima “defezione” che ha visto nel registro dell’anagrafe un leggero quanto insignificativo calo. Il dato finale quindi si presta ad una lettura forse parziale ma suggestiva: “qui a Campoli Appennino si vive bene”. Chi può dire il contrario?

Casalattico. “Demografia“. A questo proposito dobbiamo citare ciò che nel 1965 la letterata Renata Marsili scrisse in: “La Val di Comino: note atropogeografiche”; appunto non a torto scrisse che: “se il fenomeno dell’emigrazione fosse continuato con il ritmo del decennio ’50–’60, dopo quaranta anni la valle sarebbe rimasta disabitata”. Infatti, la storia di Casalattico dal punto di vista demografico ci ricorda che solo nel lontano 1921 i residenti di questo comune sono stati 2769, raggiungendo quindi un picco massimo, poi negli anni successivi, l’emigrazione e le guerre hanno più che decimato i residenti, lasciando disabitate e prive anche di ordinaria manutenzione numerose case. Sempre per la cronaca, è stato il 1971 l’anno in cui i residenti erano nel punto di minor posizionamento con sole 513 presenze. Dati alla mano, lazionauta oltre ad invitare i propri lettori a trascorrere quin una bella e sana giornata all’insegna del relax o dell’ozio creativo, sostiene che la situazione attuale di Casalattico non è proprio diversa da tante altre che possiamo vedere a livello nazionale ma, a differenza che altrove, qui la situazione preoccupa di più. Ciò perchè basta un’inezia per svuotare il comune della menti giuste e sane, ovvero da tutti quei concittadini che con spirito di sacrificio e di amore per il proprio comune, si adoperano per mantenere alte le tradizioni. Agli amministratori quindi è affidato il compito di non correre questi rischi.

Castelnuovo Parano. Demografia” – clicca sull’immagine per ingrandirla. Il comune di Castelnuovo Parano nei dieci anni di distanza che vanno dal 1991 al 2001 (questo aspetto possiamo vederlo meglio nella grafica realizzata grazie all’indagine decennale dell’Istat che qui è stata elaborata graficamente da Wikipedia), ha messo in risalto il leggero incremento dei residenti. Infatti se nell’anno 1991 gli abitanti erano 845 abitanti, dieci anni dopo questi sono diventati 876 (31 in più abitanti che non sono proprio pochi considerando il progressivo abbandono dei comuni piccoli),con una variazione percentuale in positivo pari al 3,67% che vivono all’interno di 325 nuclei familiari complessivi ed una media di 2,70 componenti per nucleo familiare. In questo comune in ogni chilometro quadrato abitano 87,60 abitanti. Comunque, nel 1901 con 1.143 abitanti, Castelnuovo Parano ha registrato il numero massimo di residenti, mentre il numero minimo è stato raggiunto nel 1981 quando gli abitanti erano appena 797. Sono trascorsi circa mille anni da quando Castelnuovo Parano, ha fatto la sua “comparsa” nel sociale, con un aggregato cittadino che ora nella sua maestosità lazionauta invita a visitare, al fine di ricordare l’importanza della storia e magari anche per capire le proprie origini. Questo comune è caratterizzato da un andamento alquanto stabile dei propri concittadini; qui nella lunga sequenza delle statistiche originate quasi 150 anni fa, non è stato mai rilevato un fenomeno demografico fuori dalle righe. Le oscillazioni proposte sono state estremamente contenute, compresa la variazione con segno in negativo accaduta nel 1981, non ha destato grossi problemi perchè subito dopo il nostro comune è stato in grado di “assorbire” il colpo e di rispondere con altri numeri importanti perchè nella direzione del recupero e della stabilità del comune, almeno nel suo ufficio deputato all’anagrafe.

Visitate i piccoli comuni del Lazio, sono delle piccole perle ma di ineguagliabile valore; divertitevi a scoprire quali sono quelli della Provincia di Frosinone, cliccando sui nomi che seguono:

Acquafondata, Acuto, Alatri, Alvito, Amaseno, Anagni, Aquino, Arce, Arnara, Arpino, Atina, Ausonia, Belmonte Castello, Boville Ernica, Broccostella, Campoli Appennino, Casalattico, Casalvieri, Cassino, Castelliri, Castelnuovo Parano, Castro dei Volsci, Castrocielo, Ceccano, Ceprano, Cervaro, Colfelice, Colle San Magno, Collepardo, Coreno Ausonio, Esperia, Falvaterra, Ferentino, Filettino, Fiuggi, Fontana Liri, Fontechiari, Frosinone, Fumone, Gallinaro, Giuliano di Roma, Guarcino, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Morolo, Paliano, Pastena, Patrica, Pescosolido, Picinisco, Pico, Piedimonte San Germano, Piglio, Pignataro Interamna, Pofi, Pontecorvo, Posta Fibreno, Ripi, Rocca d’Arce, Roccasecca, San Biagio Saracinisco, San Donato Val di Comino, San Giorgio a Liri, San Giovanni Incarico, San Vittore del Lazio, Sant’Ambrogio sul Garigliano, Sant’Andrea del Garigliano, Sant’Apollinare, Sant’Elia Fiumerapido, Santopadre, Serrone, Settefrati, Sgurgola, Sora, Strangolagalli, Supino, Terelle, Torre Cajetani, Torrice, Trevi nel Lazio, Trivigliano, Vallecorsa, Vallemaio, Vallerotonda, Veroli, Vicalvi, Vico nel Lazio, Villa Latina , Villa Santa Lucia, Villa Santo Stefano e Viticuso

 Provincia di Latina

Bassiano. “Demografia”. E’ stato il decennio concluso nel 1931 il periodo ricco di “clienti” all’anagrafe del nostro comune; erano 2.801 i residenti che in quel periodo hanno raggiunto il massimo della capacità ricettiva del comune che, da quel momento in poi, ha iniziato un calo demografico progressivo che ha toccato il minimo storico nel 1981 con 1.535 abitanti. poi, tra alti e bassi, ora andiamo verso una sorta di stabilizzazione con quasi la metà dei cittadini che c’erano appunto nell’epoca d’oro. La consideriamo una bella epoca quella della massima espansione perchè – ciò è nella natura delle cose – normalmente accade che è questa la situazione migliore per il perpetrare delle tradizioni culturali locali. Ad un calo demografico, spesso, corrisponde anche un progressivo abbandono delle iniziative che segnano e rivendicano una propria storia autonoma nel circondario. Anche per Bassiano, è un peccato perdere terreno e occasioni di fare un vanto della propria storia, evocando periodi felici e meno felici ma con puntualità e soprattutto orgoglio.

Campodimele. Il culto di Sant’ Onofrio è particolarmente radicato nella popolazione campomelana.

Campodimele. “Il paese della longività“. “La longevità degli abitanti di Campodimele – spiega il Comune nel propio sito – rispetto alla vita media in Italia (77 anni per gli uomini e 84 per le donne) fu oggetto a partire dal 1985 di una ricerca da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’ambito del “progetto Monica”: la ricerca accertò che tra i primi fattori era il tasso di colesterolo degli abitanti, inferiore del 50% rispetto alla media nazionale, e la loro bassa pressione arteriosa. Altre ricerche (Pietro Cugini, cattedra di Semeiotica della II Clinica medica dell’Università la Sapienza di Roma) avevano già accertato la pari possibilità per entrambi i sessi”.

Demografia“. Campodimele ci fornisce ben due motivi – dal punto di vista demografico – per sorprenderci: naturalmente al primo posto nelle considerazioni ricordiamo come questo è conosciuto anche come “Il paese della longevità” ma diciamo anche che purtroppo qui è dalla metà degli anni 1950, che per motivi diversi, i residenti abbandonano il comune per altri “lidi”. Un abbandono per si presenta costante negli anni, senza alcun tentativo di ripresa, neanche la – fondata . promessa di vivere più a lungo, basta a far desistere chi cedendo, fa le valigie e va via e non basta neanche il suggestivo paesaggio che circonda il borgo medievale, tra monti ricchi di boschi di cerri, sugheri e faggi, zone rocciose e un senso di antica ospitalità anche di origine araba che lazionauta vi invita con vigore di andare a visitare di persona.

Visitate i piccoli comuni del Lazio, sono delle piccole perle ma di ineguagliabile valore; divertitevi a scoprire quali sono quelli della Provincia di Latina, cliccando sui nomi che seguono:

Aprilia, Bassiano, Campodimele, Castelforte, Cisterna di Latina, Cori, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Latina, Lenola, Maenza, Minturno, Monte San Biagio, Norma, Pontinia, Ponza, Priverno, Prossedi, Rocca Massima, Roccagorga, Roccasecca dei Volsci, Sabaudia, San Felice Circeo, Santi Cosma e Damiano  

Provincia di Rieti

 Accumoli. “Demografia“. Pochi ma veramente importanti sono stati i fiocchi rosa e azzurri attaccati alle porte di questo nostro comune, nei primi anni del nuovo millennio! Dopo tanti anni di calo demografico (prima veramente drastico, poi più contenuto) causato da motivi diversi ma con l’assenza di opportunità occupazionali al primo posto, solo ora timidi cenni di recupero, fanno però ben sperare anche se non è più a portata di memoria d’uomo quando Accumoli contava all’anagrafe 3.059 iscritti, infatti eravamo nel 1911 e la situazione in generale era proprio diversa, senza qui voler evocare anche le gradi guerre mondiali che – anche queste per motivi diversi: patriottismo, fame, senso del dovere e il militare come se fosse un lavoro sicuro, senza pensare ai deceduti nelle guerre – hanno contribuito ad allontare i concittadini che ora però tornano ad arricchire il nostro comune, contribuendo nel mantenere gli usi, i costumi e le tradizioni popolari.

Ascrea.Demografia“. L’anno record di Ascrea per le iscrizioni all’anagrafe è stato il 1881 con 884 abitanti, seguito poi a ruota nel 1911 con due residenti in meno e quindi con 882 abitanti. Nei primi anni del nuovo millennio, siamo proprio lontani da quei numeri e non solo perchè sono passati 100 anni, ma perchè gli abitanti di ora sono diventati quasi un terzo; il calo progressivo e sembra anche inarrestabile dei residenti (come conferma l’Istat nella tabella posta sul lato sinistro), rischia di far perdere le vecchie e nobili tradizioni popolari che gli anziani non possono più portare avanti con forza, passione e vigore. Ma il mondo intero va proprio così, intere popolazioni che si spostano in continuazione da una parte all’altra del globo, ridisegnando momento per momento la mappa sia dei residenti che dei flussi. Anche se questa è ormai una costante, lazionauta si augura che nulla qui vada perso delle nobili usanze maturate e vissute da interi secoli di storia. Auguri quindi!

Belmonte in Sabina. “Demografia“. Sono proprio questi i dati che gratificano sia la popolazione intera che gli stessi amministratori, ci riferiamo all’incremento demografico registrato in questo ultimo periodo e che soddisfa tutto il lavoro svolto a livello locale, ricompensato da parte di chi vuole venire a vivere nel nostro territorio. E’ come vogliamo partecipare alla mensa in particolare quando vediamo la tavola altrui già apparecchiata con succulente pietanze. Così sta succedendo anche a Belmonte che gode di questo momento perchè gli giova pure inquanto è con la forza e la voglia delle persone che si possono anche perpetuare le diverse tradizioni popolari locali. E’ anche questo un ottimo punto di forza per il rilancio dell’economia del territorio, oltre alla rivalutazione delle numerose quanto succulenti pietanze cucinate con ricette locali ed un ingrediente ormai sempre più presente nella nostra tavola ovvero il gustoso “Kilometro Zero“. Niente timore quindi per Belmonte in Sabina se a distanza di quasi cento anni, si ritrova con esattamente la metà della popolazione che aveva: si tratta solo e semplicemente dei tempi che, piano piano, stanno cambiando!

Borbona.Demografia“. Dopo tanti anni (circa 90) di calo progressivo dei residenti, Borbona – naturalmente dal punto di vista demografico -, proprio i primi anni del nuovo millennio, ci sorprende! Un calo vertiginoso di circa 80 abitanti (questo è un dato di stock, ovvero la somma algebrica dei nati e trasferiti qui di residenza, meno i deceduti e trasferiti altrove come residenza), è un dato che non può passare inosservato se pensiamo che negli ultimi decenni a lasciare Borbona sono stati due decine circa ogni 10 anni. Questa fuga in avanti è un dato (quasi inedito) che non passa inosservato e fa riflettere su quanto la società in senso lato sta cambiando, augurandoci però che in questa transazione non vadano perse tutte quelle sane tradizioni (usi e costumi compresi) maturate nei secoli e che ora per mancanza di energie fresche sono sempre di più a rischio. Auguri!

Borgo Velino.Demografia“. Ottanta! E’ questo il numero magico che indica un consistente incremento di residenti per Borgo Velino, nei primi anni del nuovo millennio! Il dato di stock (ovvero la differenza che deriva tra nuovi nati e nuovi residenti, contro i decessi e chi ha lasciato il comune per trasferirsi altrove, naturalmente sul saldo precedente), è promettente e per due motivi, primo qui nel 2008 sono stati superati i mille abitanti di due unità (erano quasi 80 anni che a Borgo Velino c’erano meno di 1000 abitanti), e poi – come dicevamo – per gli 80 nuovi residenti. Il merito di ciò è sicuramente riconducibile alla popolazione residente che ha e dimostra uno spiccato senso dell’ospitalità, e poi dalla macchina amministrativa che – probabilmente – funziona facendo girare bene tutte le rotelline che la compongono. segnali questi importanti anche per la conservazione nel tempo delle tradizioni popolari che qui sono molto presenti e sentite anche con una particolare sensibilità.

Cantalupo in Sabina.Demografia“. Dal 1951 al 1971 e quindi dopo un ventennio trascorso tra anni bui (naturalmente dal punto di vista demografico), Cantalupo in Sabina ha ripreso a crescere con una ricetta che amalgama gli ingredienti migliori: ospitalità, buone abitudini e tradizioni ma anche una buona gestione amministrativa. Probabilmente le cose vanno così in questo comune che ormai da quaranta anni cresce senza sosta incrementanto l’anagrafe come mai non gli era successo prima, nella storia. Praticamente questo stato di cose è in controtendenza rispetto a quanto succede a carattere nazionale dove, la crisi di natalità e il decremento della popolazione, stanno raggiungendo livelli da vero e proprio allarme. Ma qui è diverso e, se a questa fortunata espansione si accompagnano anche la voglia di conservare le migliori tradizioni popolari anche tra chi non è proprio di vecchie generazioni di Cantalupo, il gioco è fatto! Lazionauta quindi fa agli abitanti di questo bello e grazioso comune i propri migliori Complimenti!

Visitate i piccoli comuni del Lazio, sono delle piccole perle ma di ineguagliabile valore; divertitevi a scoprire quali sono quelli della Provincia di Rieti, cliccando sui nomi che seguono:

Accumoli, Amatrice, Antrodoco, Ascrea, Belmonte in Sabina, Borbona, Borgo Velino, Borgorose, Cantalice, Cantalupo in Sabina, Casaprota, Casperia, Castel di Tora, Castel Sant’Angelo, Castelnuovo di Farfa, Cittaducale, Cittareale, Collalto Sabino, Colle di Tora, Colli sul Velino, Collegiove, Collevecchio, Concerviano, Configni, Contigliano, Cottanello, Fara in Sabina, Fiamignano, Forano, Frasso Sabino, Greccio, Labro, Leonessa, Longone Sabino, Magliano Sabina, Marcetelli, Micigliano, Mompeo, Montasola, Montebuono, Monte San Giovanni in Sabina, Monteleone Sabino, Montenero Sabino, Montopoli di Sabina, Morro Reatino, Nespolo, Orvinio, Paganico Sabino, Pescorocchiano, Petrella Salto, Poggio Bustone, Poggio Catino, Poggio Mirteto, Poggio Moiano, Poggio Nativo, Poggio San Lorenzo, Posta, Pozzaglia Sabina, Rieti, Rivodutri, Rocca Sinibalda, Roccantica, Salisano, Scandriglia, Selci, Stimigliano, Tarano, Toffia, Torri in Sabina, Torricella in Sabina, Turania, Vacone e Varco Sabino

Provincia di Roma

Castelli Romani. “Guida ai Sentieri del Parco”. Guarda e se vuoi stampa l’interessante “Guida ai sentieri del Parco” che ti permette di conoscere un’area molto importante dell’hiinterland capitolino.

Affile. “Demografia”. Dal punto di vista demografico Affile non ha subito particolari traumi dovuti ad esodi della cittadinanza. Ciò è giustificato dalle buone condizioni di vita ma anche da quei presupposti economici legati al lavoro che permettono di consolidare la permanenza in un territorio bello e salubre come è appunto quello di Affile. Nei dati forniti dall’Istat, notiamo anche nell’ultimo periodo piccole variazioni insignificative di tipo strutturale che ancora non preoccupano, non ci sono quindi segnali allarmanti.

Agosta.Demografia“. Agosta mostra un andamento demografico proprio sorprendente ed in controtendenza rispetto alla maggioranza dei piccoli comuni dei quali lazionauta si occupa. Infatti è dall’ultimo decennio del secolo scorso (ovvero dal 1990) che la popolazione è in costante aumento; mentre all’inizio degli anni 1970 i residenti erano circa 1.280, nel 2008, questi sono diventati gradatamente ben 1733. Quello demografico – spesso – è un dato sintetico che racchiude al suo interno un significato spesso condivisibile; in questo caso sembrerebbe proprio voler confermare un particolare stato di ”benessere”. In effetti il territorio ne ha tutte le caratteristiche per far stare bene residenti e turisti!

Anticoli Corrado.Demografia“. Dall’inizio degli anni 1980 come si può vedere meglio dal grafico a sinistra, la popolazione di Anticoli Corrado è rimasta presocchè stabile. Mentre nel periodo precedente si è registrato un calo progressivo che all’inizio degli anni 1970 cominciava a creare qualche piccolo problema, poi la stabilizzazione senza traumi, dimostrando l’afezione al comune, ha rincuorato proprio tutti. Sociologicamente questa stabilizzazione può essere interpretata in diversi modi, a noi però piace pensare che ciò – in controtendenza – è dovuta alla genuinità dei valori e dell’ambiente che caratterizza tutta la zona, diversamente da ciò che accade nei comuni limitrofi di più grandi (ma anche dispersive) dimensioni.

Arcinazzo Romano.Demografia“. Il nuovo millennio ha portato in questo nostro comune – dal punto di vista demografico – proprio tanta prosperità. I “nuovi residenti” in questo ultimo decennio sono ben 150, un numero che non lascia dubbi e che vuol dire “benessere”. In controtendenza rispetto alle tendenze nazionali, qui c’è la rincorsa a tornare ad occupare le case del centro e della periferia, ad animare la scena cittadina con sempre maggiore attenzione e sensibilità, frutto di uno “star meglio” che nei decenni passati non c’era, a favore dell’emigrazione nazionale ma anche oltre. Arcinazzo Romano in questo ultimo periodo ha raggiunto la popolazione che aveva ben 30 anni prima, e ciò è proprio un record!

Arsoli. “Demografia“. Quasi cento anni fa Arsoli ha vissuto, dal punto di vista demografico e con 2.200 abitanti, la sua massima espansione. Un traguardo questo (se così si può dire, visto che ciò andrebbe messo in relazione alle condizioni socioeconomiche della collettività, senza trascurare di considerare anche le prospettive di breve, medio e lungo periodo contestualizzando naturalmente il tutto, anche dal punto di vista storico), che potrebbe essere replicato pure nel nostro millennio dato l’incremento considerevole (centotrenta abitanti) della popolazione avuto nell’ultimo decennio, come indica il grafico posto a sinistra. Solo il tempo potrà avallare questa ipotesi che ora poggia solo su sensazioni.

Camerata Nuova.Demografia“. A Camerata Nuova nel decennio che va dal 1991 al 2001 si è registrato un calo dei residenti pari al 2,06%; nel 1991 gli abitanti erano 486 mentre 10 anni dopo sono calati a 476 che l’Istat ha censito riconducendoli in 234 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,03 componenti. La situazione tipica di Camerata Nuova non è molto difforme da quella che troviamo a livello nazionale, per questo nostro comune dobbiamo dire che ormai è dal 1980 che dal punto di vista prettamente demografico la situazione si è ormai consolidata, senza avere più grsossi scossoni di alcun genere.

Canterano.Demografia”. Canterano in questo ultimo decennino è tornata ad avere gli stessi abitanti che aveva 30 anni prima e quindi nel 1980.Nel decennio successivo ha avuto una piccola espansione, in quello successivo una lieve contrazione e poi i risultati che abbiamo citato che mal si conciliano con quelli di un secolo prima quando la popolazione era vicina ai mille abitanti! Certo erano altri tempi e la mortalità infantile – purtroppo -, decimava ad occhi chiusi la popolazione. Ora però nella società dell’opulenza dettata dal “post-industriale”, i bisogni collettivi sono cambiati e il contenimento demografico ben si consilia anche con un sempre maggiore e dichiarato egoismo di massa.

Roviano CLICCA QUI per vedere dove si trova.

Visitate i piccoli comuni del Lazio, sono delle piccole perle ma di ineguagliabile valore; divertitevi a scoprire quali sono quelli della Provincia di Roma, cliccando sui nomi che seguono:

Affile, Agosta, Albano Laziale, Allumiere, Anguillara Sabazia, Anticoli Corrado, Anzio, Arcinazzo Romano, Ardea, Ariccia, Arsoli, Artena, Bellegra, Bracciano, Camerata Nuova, Campagnano di Roma, Canale Monterano, Canterano, Capena, Capranica Prenestina, Carpineto Romano, Casape, Castel Gandolfo, Castel Madama, Castel San Pietro Romano, Castelnuovo di Porto, Cave, Cerreto Laziale, Cervara di Roma, Cerveteri, Ciampino, Ciciliano, Cineto Romano, Civitavecchia, Civitella San Paolo, Colleferro, Colonna, Fiano Romano, Filacciano, Fiumicino, Fonte Nuova, Formello, Frascati, Gallicano nel Lazio, Gavignano, Genazzano, Genzano di Roma, Gerano, Gorga, Grottaferrata, Guidonia Montecelio, Jenne, Labico, Ladispoli, Lanuvio, Lariano, Licenza, Magliano Romano, Mandela, Manziana, Marano Equo, Marcellina, Marino, Mazzano Romano, Mentana, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Monteflavio, Montelanico, Montelibretti, Monterotondo, Montorio Romano, Moricone, Morlupo, Nazzano, Nemi, Nerola, Nettuno, Olevano Romano, Palestrina, Palombara Sabina, Percile, Pisoniano, Poli, Pomezia, Ponzano Romano, Riano, Rignano Flaminio, Riofreddo, Rocca Canterano, Rocca di Cave, Rocca di Papa, Rocca Priora, Rocca Santo Stefano, Roccagiovine, Roiate, Roma, Roviano, Sacrofano, Sambuci, San Cesareo, San Gregorio da Sassola, San Polo dei Cavalieri, San Vito Romano, Santa Marinella, Sant’Angelo Romano, Sant’Oreste, Saracinesco, Segni, Subiaco, Tivoli, Tolfa, Torrita Tiberina, Trevignano Romano, Vallepietra, Vallinfreda, Valmontone, Velletri, Vicovaro, Vivaro Romano, Zagarolo

Provincia di Viterbo

Arlena di Castro. “Demografia”. Arlena di Castro dal punto di vista demografico ha in serbo una ricetta che funziona! La popolazione consita all’inizio del nuovo millennio ci riconduce ad una popolazione che, numericamente, era più o meno la stessa di cinquanta anni prima quando qui abitavano poco più di 95o cittadini ed era il periodo di massima domiciliazione comunale. Se in altri comuni anche del circondario gli anni 1950 hanno significato “esodo”, qui la situazione è stata in controtendenza, qui gli abitanti in quello stesso periodo sono aumentati significativamente. Insomma si tratta di una ricetta che nasconde il sapore antico della saggia gestione della cosa pubblica con senso del dovere ma anche del piacere che cittadini tutti (quindi anche gli amministratori) hanno sapientemente messo in opera per riuscire ad avere così tanto successo. Anche per questo, lazionauta consiglia i propri lettori di fare una gita ad Arlena di Castro dove di cose da vedere (ma anche da imparare) ce ne sono proprio tante!

Barbarano Romano. “Demografia”. Da ben trenta anni, questo bellissimo borgo medievale con le strade che ricordano le lische dei pesci – non possiamo fare a meno di dirlo – sorprende! Sembra quasi un “paese-calamita” dove ad ogni decennio – contrariamente a quanto accade in tutta la nostra Penisola – l’anagrafe si riempie di “clienti” a ondate di 100 cittadini alla volta. Tutto è iniziato nel lontano 1981 – sembrerebbe raccontare questa che una favola proprio non è – quando il paese al censimento decennale dell’Istat si è ritrovato più povero, con quasi 80 residenti in meno; da lì è iniziata con una ricetta che possiamo solo immaginare, la scalata alla conquista di nuovi cittadini che anno dopo anno rende ottimi risultati. Non sappiamo proprio con precisione quali ingredienti la collettività amministratori locali compresi, hanno impiegato ma di sicuro dal sapore di questa operazione ci sembra di riconoscere tanta ospitalità, gentilezza, affabilità, amore per le belle maniere, rispetto per le tradizioni ma anche – dimenticavamo – una buona e sana cucina. Allora perchè non farci una visita?

Bassano in Teverina.Demografia“. Questo grazioso comune di origine etrusca (che lazionauta vi invita a visitare), da circa trenta anni è tutto proiettato – dal punto di vista demografico – ad incrementare gli iscritti all’anagrafe e, a piccoli passi, ci sta proprio riuscendo! Il primo calo dei residenti qui – come anche in diversi comuni della provincia italiana – è stato vissuto a cavallo del secolo scorso con la terzializzazione dell’economia, ovvero con il passaggio dall’economia agricola ma soprattutto industriale, a quella dei servizi. Questo dato coincide infatti con la fuga dai paesi verso le grandi città che offrono (forse ormai è meglio contestualizzare e quindi dire offrivano) non solo maggiori opportunità di impiego, ma anche più stabilità nei posti di lavoro. Al primo calo dei residenti, ne sono seguiti altri due (nei decenni successivi, come ci dice l’Istat nella tabella posta sul lato sinistro) fino a toccare il minimo storico con “appena” 1.022 abitanti. Dal 1991 però, è iniziata la fase di recupero con i buoni risultati che abbiamo sotto gli occhi.  

Bassano in Teverina. “Regolamento della Biblioteca Comunale“. La Biblioteca Comunale di Bassano in Teverina è istituita come servizio informativo e culturale di base da rendere alla comunità e svolge funzioni di documentazione, organizzazione ed uso pubblico dell’informazione sul territorio o in ambiti tematici, contribuendo allo sviluppo della conoscenza e della ricerca, promuovendo, anche attraverso la lettura, la crescita civica e democratica dei cittadini e la consapevole partecipazione alla vita collettiva. Per ottimizzare il servizio, il comune ha stabilito delle norme che ne possano favorire la fruizione.

Visitate i piccoli comuni del Lazio, sono delle piccole perle ma di ineguagliabile valore; divertitevi a scoprire quali sono quelli della Provincia di Viterbo, cliccando sui nomi che seguono:

Acquapendente, Arlena di Castro, Bagnoregio, Barbarano Romano, Bassano in Teverina, Bassano Romano, Blera, Bolsena, Bomarzo, Calcata, Canepina, Canino, Capodimonte, Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel Sant’Elia, Castiglione in Teverina, Celleno, Cellere, Civita Castellana, Civitella d’Agliano, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Farnese, Gallese, Gradoli, Graffignano, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Montalto di Castro, Monte Romano, Montefiascone, Monterosi, Nepi, Onano, Oriolo Romano, Orte, Piansano, Proceno, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Soriano nel Cimino, Sutri, Tarquinia, Tessennano, Tuscania, Valentano, Vallerano, Vasanello, Vejano, Vetralla, Vignanello, Villa San Giovanni in Tuscia, Viterbo e Vitorchiano

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