Farnese
Farnese evoca l’omonima nobile famiglia titolare del sito
Tra Storia e Società Comune in pillole
Nella storia recente, dobbiamo ricordare che Farnese è stato il teatro della Campagna garibaldina dell’Agro Romano, per la liberazione di Roma. Era il 19 ottobre 1867 quando una aspra e dura battaglia durata poco meno di quattro ore tra le colonne garibaldine Sgarallino di Livorno, Guerrazzi di Massa Marittima che guidavano circa 150 volontari e 500 pontifici, lasciarono sul terreno i massetani Ettore Comparini, Natale Capannoli e Rocco Grassini. Ci furono proprio tantissimi tra feriti e morti, che sono compiutamente documentati con tantissimi altri atti di circostanza dall’interessante Museo nazionale centrale della Campagna dell’Agro Romano per la liberazione di Roma in Mentana (RM), che Lazionauta vi invita a visitare. Farnese è un grazioso comune che si trova in prossimità del confine con la Toscana, e vanta origini proprio antichissime; ciò è dimostrato dai resti di tantissimi insediamenti rinvenuti disseminati nella zona, mentre le testimonianze più interessanti sono quelle relative al periodo che va dal 2500 al 1900 a. C., dove c’è anche una superficie di 12 ettari ricca di tombe. Intorno all’anno Mille, il paese si chiamava ancora Farneto e vide progressivamente ma con forza avanzare con vigore la nobile famiglia Farnese, che poi darà il nome al comune. In questo periodo questi nobili che erano proprio prodi condottieri e buoni diplomatici, erano vassalli al servizio del Comune di Orvieto, anche se si erano già distinti – perchè spesso si associavano alle armate della Chiesa - per difendere i territori usurpati dalle varie famiglie di fede ghibellina. Con i Farnese la città iniziò a crescere e visse proprio un lungo periodo di splendore, finito con l’inclusione (grazie a Papa Paolo III, Farnese), nel potentissimo Ducato di Castro.
L’attività intensa di ristrutturazione iniziò nel 1596 e, accanto ad altri lavori, vennero fatti costruire anche quattro nuovi altari. In particolare ad essere molto attivi in questo restyling furono Bertoldo Farnese ed i suoi figli Galeazzo, Fabio e Mario, così il paese ebbe un notevole rilancio beneficiando in immagine anche nei confronti dei grandi stati del tempo grazie anche ai suoi signori abili comandanti di eserciti impegnati nelle diplomazie di Spagna, dello Stato Pontificio (con il Cardinale Alessandro Farnese eletto Papa nel 1534 con il nome di Paolo III), del Ducato di Parma e Piacenza (dove per diversi secoli hanno governato come Duchi e Signori di quei possedimenti) e anche della Repubblica di Venezia. Farnese come comune fu aggraziata con la edificazione di edifici, chiese, conventi, opere d’arte, parchi e giardini dove erano impegnati numerosi ed importanti artisti come Smeraldo Smeraldi, Annibale Carracci, Orazio Gentileschi, Anton Maria Panico e Jacopo Barozzi detto il Vignola. La grande sensibilità del nobile casato, ha visto anche con occhio attento e sensibile lo sviluppo dell’agricoltura che favorirono con apposite regolamentazioni e privilegi anche nella costituzione di opifici a ciò appositamentededicati. Nel 1658 il feudo di Farnese venne venduto dal Duca Pietro alla famiglia Chigi ed Agostino se ne impossessò col titolo di Principe. Questo Principato sopravvisse in piena autonomia fino al 1825, anno in cui tornò alla Camera Apostolica senza particolari accadimenti, mentre qui si contavano all’epoca una polveriera a Salabrone, una ferriera, qualche forno per la realizzazione della calce, qualche fornace per i mattoni ed un teatro ricavato nella rocca. Nel 1834 il feudo di Farnese venne acquistato dal Maresciallo francese De Boumont – il conquistatore di Algeri - mentre nel 1856 fu ceduto ad Alessandro Torlonia, che lo tenne fino agli inizi del 1900. Dobbiamo ricordare una data importante ovvero il 19 ottobre 1867 quando a Farnese ci fu uno scontro fra volontari garibaldini e soldati pontifici, durato circa tre ore; la lotta coinvolse quasi trecento volontari (per lo più toscani) al comando del maggiore garibaldino Sgarallino, e diverse colonne di zuavi, soldati e gendarmi papalini; caddero in molti da entrambe le parti, tra cui il tenente degli zuavi Duphornel al quale è dedicata una lapide in francese sulla facciata di Palazzo Lucattini (l’ultimo palazzo sulla destra dopo il cimitero), una analoga epigrafe realizzata da Guerrazzi, ricorda: Ettore Comparini, Rocco Grassini, Natale Capannoli tre caduti garibaldini tutti di Massa Marittima. Nella seconda metà dell’ottocento Farnese fu martoriata dal brigantaggio per un duplice motivo ovvero: sia per il proprio territorio che ben si prestava alla latitanza, che per alcuni dei banditi che erano proprio nativi di qui come Domenico Biagini (detto il Curato) e Giuseppe Basili (detto Basiletto) che venne ucciso dal Biagini il 14 luglio 1879 e furono entrambi compagni di Domenico Tiburzi, il più noto dei briganti. Molti furono i farnesani coinvolti come fiancheggiatori dei briganti in molti processi, tra questi ci fu anche Pietro Castiglioni, all’epoca sindaco comunale. Il 25 settembre 1887 venne finalmente condotta a Farnese (dopo diversi tentativi falliti in precedenza), l’acqua della sorgente “La Botte”, realizzando un sogno plurisecolare; la circostanza venne accolta con tante manifestazioni religiose e civili, e con l’inaugurazione della fontana monumentale in Piazza del Comune.
Tra le righe
La Chiesa Parrocchiale di San Salvatore, le cui origini sono senz’altro molto antiche, si deve all’alacrità dei Farnese, che tentarono in ogni modo di migliorare l’aspetto architettonico del paese. La Riserva Naturale Selva del Lamone che a tratti è impenetrabile, fa parte del sistema delle aree protette del Lazio e si estende su 1800 ettari ricadendo in tutto nel Comune di Farnese, in direzione Manciano. Questa zona è stata identificata come l’antica Castrum Farneti così chiamata per i ricchi boschi di farnie (un tipo di quercia) che la circondavano e che avrebbe assunto il nome dalla Famiglia Farnese di cui fu per lungo tempo possesso feudale. In questa riserva si producono molti cereali, ottimo olio extavergine d’oliva e dall’allevamento del bestiame si ricavano buoni formaggi e tanta lana. La Selva del Lamone è considerata il naturale rifugio per molte specie di animali che nelle radure che costeggiano la fitta boscaglia, trovano il loro buon e sicuro ricovero. Il Patrono di Farnese è San Isidoro agricoltore, infatti nel 1622 Papa Gregorio XV lo elevò agli onori degli altari per poi proclamarlo Patrono degli Agricoltori e qui viene ricordato solennemente il 10 maggio.
Demografia
Questo nostro comune che vanta delle origini proprio antiche, dal punto di vista demografico ci sorprende, mostrando un andamento degli iscritti all’anagrafe che non sembra appartenere a questo comune. Qui si sono combattute e vinte molte battaglie, sembra però che la fuga dei cittadini iniziata più di 100 anni fa, abbia quasi rassegnato tutti, ma non deve essere così in futuro. Sono lontani i tempi in cui a Farnese vivevano più di 3 mila concittadini ed è proprio amaro pensare che all’inizio del nostro secono quelli censiti dall’Istat sono quasi la metà. Di questo passo, verranno a mancare quelle risorse umane che rappresentano l’indispensabile punto di congiungione tra storia e futuro. Un particolare plauso va comunque ai redienti tutti che sono riusciti a braccia aperte ad ospitare nelle loro case circa 100 nuovi concittadini giunti qui da altre parti non proprio dell’Italia ma del mondo; segno inequivocabile questo di profonda gentilezza nell’anima e nel cuore ma anche di ospitalità senza alcun timore (pregiudizio) del “diverso”. Intanto Lazionauta suggerisce vivamente i propri lettori di visitare con molta attenzione (e magari anche lungamente) Farnese, invita i cittadini tutti ma in particolare gli amministratori a svolgere una forte attività di marketing territoriale, che arrivi nel cuore di quanti credono e vogliono ridare forza e vigore a questo comune dalla storica importanza.
Come si può andare a Farnese in macchina?
Orientativamente Farnese dista da Viterbo 40 chilometri e da Roma 120
Per chi proviene da Viterbo deve percorrere la Strada Statale Cassia in direzione nord; dopo 5 Km deve girare a sinistra in direzione Marta, quindi Capodimonte, Valentano, Ischia di Castro e … Farnese! Per chi proviene dalla S.S.1 Aurelia deve girare al bivio di Montalto di Castro in direzione Canino-Valentano; dopo 5 Km circa deve girare a sinistra in direzione Ischia di Castro e da qui prendere per Farnese. Per chi proviene da Roma dalla S.S.2 Cassia oltrepassare Vetralla girare poi sul raccordo Viterbo-Terni ed uscire a Viterbo nord in direzione Siena sulla S.S 2 Cassia; dopo 5 Km circa girare a sinistra per Marta, quindi rispettivamente per Capodimonte, Valentano, Ischia di Castro e Farnese. Per chi proviene da Siena percorrendo la S.S.2 Cassia andare in direzione sud fino ad Acquapendente, girare poi per Grotte di Castro, Latera e Farnese. Per chi proviene dall’Autostrada A1 da nord deve uscire a Orvieto e seguire le indicazioni rispettivamente per Castelgiorgio, San Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro, Latera e poi Farnese. Infine per chi proviene dall’Autostrada A1 da sud deve uscire a Orte e seguire le indicazioni per Viterbo e poi per Farnese.






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