Ferentino. Autovelox

La Casilina, la prima strada romana, prima dunque anche della Via Appia, è fatta divenire un osceno e lurido spettacolo di capannoni e di esercizi commerciali e di palazzoni senza alcun sano criterio architettonico e urbanistico che non sia il più puro arrembaggismo e abusivismo, di scheletri di cemento armato e di quantità enorme di tabelloni stradali e di immondizia e di oscene cave di pietra tutto intorno, di campi fertilissimi ormai abbandonati e incolti in attesa di venir cementificati. E i buontemponi politici parlano pure di ‘turismo’ e di ‘identità’ e di ‘appartenenza’! La loro fortuna vera è che i cittadini ancora non vedono e non sentono. Da Anagni a Frosinone -e lo stesso in senso contrario da FR ad Anagni- vi sono solo due o tre tabelle chilometriche; ve ne è una, sulle due direzioni, perfino di 30 Km orari, posta in opera in occasione dei lavori della superstrada e poi dimenticata, per cui si sarebbe obbligati a viaggiare alla velocità dei cavalli dei secoli passati! Invece a Ferentino in un tratto di trecento metri, di targhe chilometriche ve ne sono a bizzeffe: infatti sono installati due autovelox, naturalmente per il benessere e la sicurezza e la incolumità degli automobilisti.

L’autovelox è un’ altra realtà tipicamente e unicamente italiana nella forma e nei modi in cui viene da noi posta in essere, totalmente spersonalizzata e degradata rispetto alle alte finalità del Legislatore: in effetti si ottengono tre risultati veri: la locupletazione parassitaria del Comune, la multa per chi ci capita e, per tutti, l’abbassamento ulteriore del livello di civismo e di rispetto delle regole, ogni volta che si può. Infatti queste non sono multe che hanno un senso ragionevole e quindi accettabile: sono invece come le vecchie tasse sul macinato o sul sale: invero, sono trappole primitive: è come rimproverare alla povera preda di esserci caduta! Certo è che al Comune di Ferentino è stato impunemente consentito di impiantare una vera e propria industria delle multe cioè della miseria, fondata sulle trappole: si parla di cifre gigantesche, di unmilioseicentomila- di due milioni di Euro all’anno che entrano in cassa, con relativo conseguente appezzentimento dei cittadini e della società civile. Non solo tutta una struttura, quella del giudice di pace, impiantata, in buona sostanza e in gran parte, esclusivamente per le multe autovelox di Ferentino ma si dice perfino che in Prefettura vi sia un intiero ufficio ad uso e consumo solo dell’esame delle multe di Ferentino, vistane la enorme quantità di ricorsi! Un contributo veramente efficiente per far crescere la economia pubblica! Succede dunque che i cittadini italiani paghino due volte: una volta direttamente la multa e una volta indirettamente per mantenere la struttura del giudice di pace e quella del prefetto, senza menzionare i quaranta e passa Euro che gli automobilisti debbono sborsare se vogliono presentare ricorso. Il Comune di Ferentino incassa e le spese le paga il cittadino! Come può mai crescere la economia italiana con tali parassiti -di Ferentini ve ne sono a quintali nel Paese!- che ne succhiano le risorse e la ricchezza solo perché un automobilista distrattamente supera di cinque km un limite -ammessane la legittimità- di velocità? Parimenti alla povera preda che incappa nella tagliola proditoria? E perché? Perché è stato consentito di collocare due trappole, non una, nello spazio di trecento metri, nel dileggio completo -e impunito!- dello spirito del Legislatore, non del cavillo. Se quel tratto di strada è così pericoloso e se veramente ci si preoccupa del benessere dei cittadini e non invece di dissanguarli, si mettano in opera, per esempio, i dissuasori, che sono, quelli sì, veramente efficaci e protettivi e, in aggiunta, non costano nulla! E gli uomini politici nostrani? Ma soprattutto: dove sono i cittadini? E le civiche associazioni?

L’altro giorno mi sono trovato a Ferentino presso il Giudice di Pace per assistere all’esame di un ricorso per una multa ad una conoscente a me cara in uno dei giorni dedicati all’esame delle multe. E’ uno spettacolo al quale non dovrebbe mancare la presenza di un cronista sensibile e diligente, tanto è interessante e istruttivo, uno scenario che a mio avviso ricorda altri tempi e società: almeno cinquanta persone in piedi che aspettano, c’è il giudice di pace seduto al suo posto, alla sua sinistra è seduto il cancelliere che fa il suo lavoro di registrazione e di annotazione, alla destra del giudice di pace, a un lato della scrivania, è in piedi una giovane signora energica e dal piglio deciso e sicuro che parrebbe gestire i fascicoli, alla parte opposta della scrivania un vigile urbano in piedi. A Ferentino dunque ci sono tre assistenti o altro, del giudice di pace e invece i giudici togati, quelli cioè dei tribunali, e che non si occupano di multe stradali, non hanno nessuno, sono soli! La giovane signora, di cui non ho capito il ruolo, distribuisce articoli e sentenze e commi ai malcapitati mentre il giudice ascolta quello che è in sostanza come regola un atto di accusa della gentile signora e poi, a seconda, intervenendo, o rinvia l’esame a un mese del 2014 oppure, quasi di regola, informa che la sentenza sarà pronta tra un paio di settimane, dopo, precisa, aver preso conoscenza delle carte. Ma se c’è qualcuno che chiede al giudice di conoscere subito il verdetto: negativo, quasi sempre e la sentenza tra un paio di settimane. E’ una statistica, tra l’altro, che il cronista di cui sopra dovrebbe stilare: sicuramente a Ferentino il Comune ha quasi sempre ragione col suo autovelox, grazie, parrebbe, a questa intrepida signora il cui tono inquisitoriale non ammette repliche. E’ lei stessa a suggerire: “se Lei non è d’accordo, faccia appello!” Come se dicesse: vada nell’orto a cogliere i peperoni. Ben sapendo, la signora, che fare appello significa aspettare anni e significa sostenere spese legali che sono normalmente dieci-venti volte di più dell’ammenda. Quindi nessun appello, solo incanaglimento e imbarbarimento ulteriori dei cittadini, eternamente oppressi e vilipesi. In effetti non poche delle norme sulle quali si fonda l’esito negativo andrebbero a mio avviso, verificate e controllate, come per esempio quella della notifica al cittadino: da che mondo e mondo, è la data di notificazione al cittadino che fa fede per tutti gli adempimenti ed impugnazioni e altri atti successivi: invece per le multe, secondo il giudice di pace di Ferentino, non è la data della notifica che fa fede della correttezza e legittimità dei termini, bensì la data apposta dal vice-prefetto nella sua ordinanza-ingiunzione! E tale ordinanza-ingiunzione viene consegnata al cittadino come regola fissa, due-tre-perfino quattro mesi dopo questa data sul documento prefettizio! Se, quale secondo esempio, si verifica il caso che alla multata hanno rubato la targa della macchina e che quella fotografata dall’autovelox di Ferentino potrebbe dunque essere quella del ladro, la signora di cui sopra imperterrita informa che siffatta evenienza non si presenta in quanto l’autovelox ha fotografato la macchina e non la targa, quindi tutto in regola! Vale a dire che della macchina fotografata ne esiste in Italia un solo esemplare, quello della multata!

Istruttivo sarebbe anche che il cronista di cui sopra verificasse se certi personaggi locali hanno mai avuto multe. Michele Santulli

lazionauta ringrazia l’autore di questo importante contributo e suggerisce di leggere anche gli altri pregievoli contributi offerti dal Professor Michele Santulli, ai lettori

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