Filacciano
Fundus da fondo e Flaccianus di Flaccio; questa è da considerare – probabilmente – l’origine del nome che vuol dire “Terreno di Flacco”
Tra Storia e Società Comune in pillole
Le radici storiche di Filacciano risalgono al periodo romano; si pensa che il nome attribuitogli possa provenire dall’evoluzione di parole come Faliscanum o Faliscianum etimologicamente derivanti dai Fallisci, la popolazione stanziata nel territorio dopo la loro sottomissione, per volere dei Romani. Una motivazione importante è anche quella attribuita a Antonio Nibby (storico, archeologo e profondo conoscitore della topografia - nato a Roma il 04 ottobre 1792 e deceduto a Roma il 20 dicembre 1839) che si ricollega ad un possidente di nome Flacco, per cui un fondo di proprietà dello stesso fu detto appunto Flaccianus. Ma tra le ipotesi non manca anche quella che vede l’imperatore Felicianus come fondatore del castello.
Tra quanto accennato però, la tesi del Nibby è la più plausibile, poiché in un documento del VIII secolo si menziona un tal Zaro che avrebbe donato il fondo Flacciano alla celebre Abbazia di Farfa. In seguito, la presenza dei monaci di Farfa a Filacciano, è attestata anche da una bolla del gennaio 817 di Papa Stefano IV, che attribuì il possesso del Casalis Flaccianus ai monaci di Farfa. Alla luce di questi fatti è legittimo supporre che la costruzione del casale ma anche della chiesetta di Sant’Egidio, siano avvenute per opera dei monaci di Farfa.
Nei secoli vediamo le nobili famiglie avventurarsi nella situazione appropriandosi di volta in volta di Filacciano. Nel XIV secolo qui ci fu l’egemonia della famiglia Orsini ad affermarsi; il loro dominio durò per circa due secoli, finché nell’anno 1544 Giovanni Francesco Orsini cedette il castello ad Antimo Savelli. Poi nel 1403, i Baroni Naldi della Bordissiera entrarono in possesso del feudo seguiti in ordine cronologico dalla famiglia Muti Papazzurri (1674 - erano detti Muti per un componente familiare che era muto), da monsignor Carlo Mauri e dai suoi eredi, dalla famiglia Franci, fino al momento in cui nel 1852 la proprietà passò al Marchese Ferraioli per essere ceduta un anno dopo ai Principi Del Drago che sono gli attuali proprietari dell’omonimo palazzo.
Di un certo interesse perchè singolare è l’attuale stemma del Comune di Filacciano, rinvenuto su antichi documenti dell’Archivio di Stato: lo stemma è costituito da un compasso e da cinque stelle con la legenda “COMMINITAS FELICIANI” mentre nella parte superiore è visibile una croce e nella parte inferiore la mezzaluna, il simbolo dei Muti Papazzurri (famiglia Romana questa, discendente da Muzio Scevola, estintasi nel XVIII secolo con la morte del Senatore Raffaele nel 1861, l’eredità passò al Marchese Livio Savorelli.
Demografia
Dal punto di vista demografico Filacciano è un comune che nel primo decennio del nuovo millennio ci ha riservato buone notizie. Infatti abbiamo registrato un incremento demografico più che soddisfacente, soprattutto se rapportiamo l’incremento avuto all’anagrafe rispetto all’andamento demografico nazionale. In questi ultimi anni quindi (come è anche possibile vedere nella tabella a fianco), abbiamo avuto 38 nuovi cittadini che si sono sommati (il dato è il risultato di stock, ovvero quanto emerge dalla somma algebrica) a quelli che avevamo e che a guardare bene oltre i numeri, ciò vuol dire che a Filacciano la vita è bella, si sta bene ed è anche da pensarla in lunga prospettiva, ciò lo ricordiamo anche ai potenziali turisti che qui possono trovare buoni elementi per fare di una semplice gita, una bella giornata memorabile. Quindi a cittadini e turisti da lazionauta: “Auguri a tutti”.
Tra le righe:
Oltre a visitare le bellezze chepossiamo vedere a partire dal centro storico, Lazionauta vi suggerisce di visitare anche la:
- Chiesa di S. Egidio Abate, Santo Patrono di Filacciano. Di stile romanico, fu probabilmente costruita alla fine del secolo X mentre il campanile è dell’XI secolo a cura dei monaci Benedettini di Farfa. Pregevoli si rivelano le pareti affrescate anche se molto danneggiate a causa dell’incuria dei secoli. Nel 1969 si fece un tentativo di salvare quanto era rimasto affreschi compresi che furono restaurati dalla Soprintendenza alle Gallerie del Lazio. Alcuni documenti indicano che adiacente alla Chiesa c’è il primo casale di Filacciano. In questa Chiesa nel 1969 la Soprintendenza alle Gallerie del Lazio tentò un recupero dell’edificio operando anche dei restauri agli affreschi che furono restaurati. In quella occasione furono rinvenuti alcuni documenti importanti che indicavano che proprio adiacente alla Chiesa si trovava il primo casale di Filacciano
- Palazzo Del Drago. La prima costruzione a Filacciano fu una torre poi inserita nel castello divenuto successivamente il Palazzo Del Drago. Per questo motivo il Comune ha acquisito per un certo periodo, come simbolo una torre. Lo stemma dei Muti (sui cippi di pietra davanti all’arco di ingresso della proprietà Del Drago e quello degli Orsini sulla chiesa parrocchiale, originariamente parte del castello), testimoniano solo alcuni dei precedenti proprietari.
La mappa dei piccoli comuni della provincia di Roma




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