Filettino

Filettino deriva dal latino filictum nome collettivo derivato da filex ovvero felce 

 Tra Storia e Società                                            Comune in pillole

Araldo municipale

Le origini di Filettino vanno ricercate nel periodo dopo la caduta dell’Impero Romano, quando a causa dei continui atti indiscriminati di saccheggio alternati a interminabili guerre, una parte consistente della popolazione fu costretta a riparare nelle zone più difficili da raggiungere e quindi sulle alture delle montagne. A queste origini che molti storici considerano attendibili, all’inizio dell’XI secolo si fa sentire la notizia diramata da Papa Niccolò II, quando pubblicò un atto col quale sopprimeva l’antico vescovado di Trevi, per unire Trevi e gli altri paesi da essa dipendenti – e quindi anche Filettino – alla diocesi di Anagni. Da quel momento questa decisione si dimostrò felice quanto interessante al punto che tra Filettino e Trevi si creò un connubio che continua a legare le due comunità, lungo i diversi secoli. 

Scorcio cittadino

Alla fine del XIII secolo, Filettino passa sotto la signoria della nobile famiglia Caetani, rimanendoci fino al 1602, anno in cui Papa Clemente VII unisce Filettino alla “Camera apostolica”, ovvero sotto la giurisdizione dello Stato pontificio mantenendola fino 1870 anno in cui la storia registra l’annessione al Regno d’Italia. I primi nuclei urbani di Filettino si sono costituiti tra la Fontana Caraffa, la località Valle Granara e sul “Cotardo” (nome che deriva dal latino “costis arda“, rupe scoscesa), qui sorsero le prime case che, costrette ad adattarsi allo spazio particolare (esteso in lunghezza, ma limitato in larghezza), vennero costruite una dietro l’altra, “in fila”: da cui la probabile etimologia del nome del paese. 

Tra il 2 Agosto ed il 2 Ottobre del 1870 Filettino è stata colpita da una sconvolgente epidemia di colera che ha contato la morte di 73 cittadini (dei quali solo 15 sono deceduti per cause diverse dal contagio). 

Dal 1938 al 1945 il comune di Filettino si chiamò Filettino Graziani, poiché aveva dato i natali a Rodolfo Graziani il “Maresciallo d’Italia“, generale nato l’11 agosto 1882 a Filettino e deceduto a Roma l’11 gennaio del 1955, considerato servitore del Regio Esercito durante sia la prima che la seconda Guerra mondiale. 

Curiosità 

La cantante Giuni Russo nell’album Energie pubblicato nel 1981,  ha dedicato: ”Lettera al Governatore della Libia” una canzonescritta con Franco Battiato e Maria Antonietta Sisini; successivamente Battiato ha pubblicato lo stesso brano nell’album registrato dal vivo Giubbe Rosse – EMI 1989, modificando leggermente il testo con un riferimento esplicito a Rodolfo Graziani. 

Demografia 

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Un quinto della popolazione! Ebbene si, a Filettino è di un quinto la popolazione attuale, rispetto a ottanta anni fa (censimento Istat del 1921), quando qui abitavano 2.842 concittadini e magari non sapevano di essere così in tanti. Poi le guerre di conquista (per le colonie, per un lavoro più stabile e sicuro ma anche quelle conflittuali e quindi generazionali) ed ecco il calare progressivo ed inarrestabile fino ad arrivare veramenre ad essere proprio in pochi. Proprio in pochi, per riuscire senza ombra di dubbio a mantenere in piedi le vecchie tradizioni e tutta la cultura che contraddistingue questo comune tanto importante per ciò che è stato nella storia. Lazionauta invita i propri lettori a visitare Filettino e non solo durante l’inverno per gli scenari meravigliosi che mostra, ma anche nelle altre stagioni, è sempre una forte e bella piacevole emozione da vivere – possibilmente – in compagnia.           

Tra fede e leggenda 

La storia di Filettino rievoca un episodio di carattere squisitamente religioso accaduto nel 1486, evocando la predicazione di San Bernardino da Siena che seppellì sotto una fitta pioggia di ghiande di ferro una agguerrita banda di briganti intenti a saccheggiare la popolazione. Un miracolo questo che a Filettino viene ricordato con devozione da una moltitudine di cittadini anche per ciò questo Santo è il Patrono cittadino. 

 L’economia locale 

L’economia cittadina si è concentrata soprattutto guardando con occhio attento al turismo mentre le attività agricole, commerciali, artigianali e men che meno industriali, non hanno mai avuto un posto di particolare rilievo, ma solo di mera sussistenza interna. Il turismo qui vive soprattutto grazie alle condizioni geografiche particolari, che le permettono di animare vivacemente e con profitto soprattutto gli sport invernali con lo sci alpino e l’escursionismo che propone degli itinerari molto interessanti destinati sia a neofiti che a esperti ma anche per bambini. 

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L’Area verde: il Parco Naturale dei Monti Simbruini ( il nome “Simbruini” deriva dal latino “sub imbribus”, ovvero “sotto le piogge”). Il Parco Naturale Regionale dell’Appennino “Monti Simbruini” (il cui Direttore è il Dottor Maurizio Fontana) è stato istituito dalla Regione Lazio con la legge n.8 del 1983; ha una estensione di circa 38 mila ettari che ricadono sui seguenti sette comuni: Camerata Nuova, Cervara di Roma, Filettino, Jenne, Subiaco, Trevi nel Lazio e Vallepietra. L’area del Parco è protetta dalla montagna appenninica, ci sono cime che raggiungono i duemila metri, estese faggete, ampi pianori carsici ricchi d’acqua sorgiva ed è caratterizzata dalla presenza di piccoli centri abitati che costituiscono i sette comuni citati, alcuni dei quali sono ricchi di testimonianze storico-artistiche (tal volta anche millenarie), come sono  i monasteri benedettini di Subiaco ed il Santuario della Santissima Trinità a Vallepietra. Il Centro Visita di Filettino è aperto sia il sabato che la domenica dalle ore 8,00 alle 13,00 ma, prima di andarci,  si consiglia di verificarne l’apertura. Infotel: 0775 – 581788. 

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Filettino fa parte della




XII Comunità Montana dei Monti Ernici



La mappa dei piccoli comuni della provincia di Frosinone

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