Fino al 1862, questo comune si chiamava “Schiavi”, in riferimento ad una forte presenza di slavi
Tra storia e società Comune in pillole

Araldo municipale
Fontechiari è un grazioso comune che si estende tra una serie di colline che circondano il centro storico dove troviamo oltre alla Chiesa Parrocchiale intitolata a San Giovanni Battista e a San Giovanni Evangelista di epoca settecentesca, anche la Chiesa della Madonna dei Fratelli (ex convento della Madonna delle Grazie), che conserva un imponente Cristo in legno risalente XIII secolo e un dipinto, raffigurante la Sacra Famiglia, attribuito al Cavalier d’Arpino. Proprio nel cuore del centro storico si eleva un’antica Torre medioevale dei principi Boncompagni, là dove sorgeva un castello, oggi purtroppo non più esistente, i cui edifici sono stati trasformati in Palazzo Viscogliosi. Il paese è immerso nel verde della Valle di Comino. Caratteristico è il rio di Fontechiari, il quale raccoglie le acque della zona e le porta al fiume Fibreno: una volta la forza della corrente muoveva due mulini, di cui oggi rimangono solo i ruderi.
Economia e tradizioni
Fontechiari è un piccolo, tranquillo paese dove si vive a contatto con la natura e Lazionauta vi invita a visitare per esteso e non necessariamente durante il fine settimana, periodo questo più caotico del solito; qui i suoi abitanti (detti fontechiaresi), oltre ad occuparsi di agricoltura, lavorano nelle fabbriche della zona; il santo patrono del paese è San Bartolomeo che si festeggia il 24 di agosto; altri eventi importanti che caratterizzano il paese sono la festa della Madonna dei Fratelli (seconda domenica di luglio), la festa di San Bartolomeo (24 agosto), la festa di Santa Anna (in contrada Cisterna) e la festa dell’emigrante (in agosto).
Personaggi importanti

Scorcio cittadino
Giuseppe Ricciarelli (deceduto nel 1791) nacque a Fontechiari da famiglia conosciutissima e benestante; Ricciarelli dalla cultura sensibile e raffinata, fu per molti anni incaricato per gli Affari Esteri per la Corte di Napoli presso la Santa Sede; per la dedizione e lo scrupolo impiegato nell’espletare l’incarico, fu nominato Cavaliere dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio. A questo proposito Lazionauta ricorda ai propri lettori che alcuni dispacci indirizzati a Ricciardelli, sono stati conservati e quindi a tutt’ora è possibile prenderne visione dietro richiesta, nell’Archivio Segreto del Vaticano, Fondo Boncompagni-Ludovisi, busta 591, fasc. 41 – 43, contraddistinta dal titolo che indica la raccolta di: “Dispacci delle Maestà siciliane dirette al Ministro della loro Corte in Roma Giuseppe Ricciardelli”. Il Cimitero monumentale napoleonico Costruito nel 1838 in località Sant’Onofrio nel rispetto dell’editto di Saint-Cloud del 1806, fu promulgato da Napoleone Bonaparte; ha forma cilindrica e si sviluppa su due piani: il piano inferiore funzionava da ossario mentre quello superiore ci sono otto cappèlle gentilizie e il chiostro con quattro botole dove venivano buttati i cadaveri comuni. La sua attività iniziò il 12 Maggio 1844 per concludersi nel 1888. Questo monumento è l’unico cimitero napoleonico conosciuto nel centro Italia. La Torre medievale Costruita nel XIV secolo dai Duchi Boncompagni principi di Piombino e nipoti di papa Gregario XIII, è a base quadrangolare ed è alta circa 25 metri; inserita nella cinta muraria urbana, è stata realizzata soprattutto per compiti militari ma è stata usata anche per mansioni di avvistamento e di segnalazione con la Torre medievale di Arpino e con il Castello di Vìcalvi. Nel salone c’è una botola che porta in un locale sotterraneo dotato di due cunicoli: uno va verso Vicalvi e costituiva l’ultima salvezza per il castellano mentre il secondo (a forma di pozzo), era un trabocchetto usato per eliminare le persone indesiderabili. La Schola Cantorum A Fontechiari è importante la presenza della Schola Cantorum, un coro polifonico composto da circa 40 elementi, che accompagna le funzioni religiose soprattutto nella Parrocchia dei Santissimi Giovanni Battista e Evangelista. Il Direttore artistico è Marilena Vozza Demografia 
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Sono proprio lontani qui a Fontechiari i tempi in cui gli abitanti erano 2.177 (picco massimo raggiunto nel 1911), ma – ad onor del vero – dobbiamo dire che i cittadini tutti e quindi anche gli amministratori, negli ultimi quaranta anni una buona “ricetta demografica” l’hanno proprio trovata e quindi usata. Infatti è da quella data che gli abitanti non solo non vanno via, ma aumentano di poche decine ogni dieci anni, ma aumentano. Questo è un evidente segnale dell’ospitalità del comune e di quanto poi qui si sta anche bene e magari si trova pure senza troppa difficoltà un lavoro. Lazionauta ribadisce l’invito ai propri lettori a dedicare almeno un’intera giornata a questo grazioso comune che conserva ancora (in maniera particolare negli spazi ecclesiastici), particolari cimeli di inestimabile valore artistico e che solo qui è possibile vedere. Gastronomia: tra le diverse specialità locali, qui troviamo (oltre all’abbuoto, interiora di abbacchio cucinate secondo una antica ricetta che si tramanda da diverse generazioni) la polenta con la salsiccia o con le spuntature e le gustose fettuccine con funghi porcini, asparagi e pancetta. Fontechiari fa parte della Comunità Montana Val di Comino La mia Agenda da stampare Lo statuto del Comune La mappa dei piccoli comuni della provincia di Frosinone Clicca qui per vedere Fontechiari
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