Gradoli
Potrebbe derivare dal latino gradus, come gradino o dal toscano antico gradule o ancora potrebbe riferirsi al paese Gradone di Pitigliano per il suolo a gradinata
Le origini della cittadina graziosa di Gradoli risalgono al Medioevoquando, nell’attuale “Cantina della Pergola” fu costruito un importante Castello, dove si poteva accedere solo attraversando una ripida scala (“gradus” in latino), da cui deriverebbe il nome del paese. Del castello, a noi purtroppo, rimangono poche tracce infatti sono visibili in parte solo una torre difensiva adi forma rotonda (ormai inglobata in una abitazione privata), l’arco d’ingresso e parte delle mura. Il fossato che circondava il paese è stato modificato e trasformato in strade e piazze cittadine ma è ancora visibile la forma originaria mentre l’antico maniero fu ceduto da Matilde di Canossa al Papato. La città dal XII secolo, divenne comune autonomo, ma presto con tutto il circondario – in una serie di battaglie condotte non proprio all’acqua di rose – finì sotto il dominio orvietano; vi furono numerose quindi rivolte alle quali fecero seguito retate, repressioni e saccheggi.
Nel Quattrocento Gradoli fu diviso a metà tra la famiglia Farnese e Papa Eugenio IV mentre bel 1505 passò in “vicariato perpetuo” ai Farnese e poi entrò a far parte del comune di Orvieto. Nel 1537, Gradoli fece parte del ducato di Castro, passando dopo la caduta di questo avvenuta nel 1649, alla Chiesa. Iniziò così per Gradoli il periodo più felice di tutta la sua storia: il paese divenne uno dei centri principali del ducato di Castro, fu residenza estiva di Papa Paolo III, che fece abbattere l’antico castello (o meglio ciò che restava) e vi costruì una sua residenza personale con Palazzo Farnese di Gradoli (che oggi è un museo e Centro di documentazione del costume Farnesiano) che fu progettato da Antonio da Sangallo il Giovane e realizzato sui resti di un’antica rocca, su commissione del Cardinale Alessandro Farnese tra il 1517 e il 1526, in occasione delle nozze del figlio Pierluigi Farnese con Gerolama Orsini. L’immane edificio, finemente affrescato, fu una delle mete preferite dai Farnese per le loro vacanze. Nel 1649 dopo la distruzione della città di Castro, fece seguìto il declino dei Farnese e il comune tornò allo Stato della Chiesa fino al 1871 quando entrò a far parte del Regno d’Italia.
Tra le righe
Gradoli è un grazioso ed ospitale borgo medievale che si affaccia sul versante settentrionale del lago di Bolsena; la sua origine medievale, la si può notare anche vedendo la disposizione ovvero a spina di pesce su uno sperone di tufo a 470 metri sul livello del mare ad appena 43 chilometri da Viterbo. Conserva l’importante Palazzo Farnese del XVI secolo; qui la produzione di vino DOC e olio extra vergine d’oliva ne fanno centro agricolo di rilevante importanza mentre il clima e il litorale sul lago, fanno di questa località una preziosa occasione per fare del sano e lungo ozio creativo. Tra le diverse cose da fare, non deve mancare una visita al Museo del costume farnesiano allestito in alcune delle più belle sale di Palazzo Farnese. Qui si possono vedere una raccolta di abiti ed accessori che delinea la storia della moda nella Tuscia tra il XV e il XVII secolo; una raccolta di armi e armature che completano il percorso espositivo che si svolge in senso cronologico; vediamo quindi una serie di costumi ripresi direttamente dagli affreschi del Palazzo Farnese di Caprarola, una ricca esposizione di accessori (biancheria, gioielli, guanti, ventagli, etc…) completa il percorso espositivo. In una saletta apposita ci sono esposti gli strumenti necessari alla lavorazione della canapae della lana ovvero il telaio, i fusi, le rocche, le forbici. Il Museo si trova a Palazzo Farnese in Piazza Luigi Palombini, 2 Infotel: 0761 – 457965 (biblioteca).
A 7 circa sette chilometri dal centro di Gradoli – sulla sponda del lago - c’è la quattrocentesca Chiesa di San Magno che gode d’indulgenza plenaria, privilegio concesso nel 1611 e rinnovato da Papa Benedetto XIV nel 1754 per quanti la visitano dall’alba al tramonto del 19 agosto. Il patrimonio boschivo e lacustre è ben conservato e si presenta ancora allo stato naturale così, l’amenità del litorale e la possibilità di fare escursioni in zone ricche di vegetazione ma anche di interesse storico-naturalistico della Tuscia, dell’Umbria e della Toscana sollecita e favorisce un considerevole flusso turistico estivo legato sia alle escursioni che all’approfondimento dei costumi al pari di una città d’arte. Numerose sono qui le chiese sconsacrate, mentre in funzione sono invece rimaste la Chiesa di San Pietro, detta della Madonna; la Chiesa di San Michele Arcangelo, detta Sant’Angelo; la Chiesa di San Vittore, la cui costruzione è legata ad un fatto miracoloso: i Saraceni, risalendo il fiume Marta avevano raggiunto i paesi del lago e li avevano saccheggiati, si stavano quindi preparando a fare lo stesso con Gradoli, se lungo il cammino una nebbia fittissima non li avesse totalmente avvolti, costringendoli quindi a tornare indietro. Molti gradolesi nella nebbia, videro l’immagine di San Vittore e perciò fu costruita la chiesa dove possiamo ammirare un dipinto della Madonna delle Grazie, detta “Madonna di San Vittore”, qui particolarmente venerata.
Per quanto concerne le manifestazioni Lazionauta vi segnala come da non perdere: le “Tantavecchie” antichissima e curiosa iniziativa che si svolge nelle tre serate precedenti l’Epifania quando gruppi di persone, con l’intento di scacciare le streghe, percorrono le strade del paese agitando ogni oggetto che produca rumore. Il “Pranzo del Purgatorio” che si tiene il mercoledì delle Ceneri (I giorno di Quaresima) quando viene siglato un compromesso fra Carnevale e Quaresima per soccorrere le anime benedette del Purgatorio. Per la circostanza goliardica, viene allestito nel capannone della Cantina sociale un pranzo per un migliaio di persone con sempre lo stesso menù e vino d’ogni provenienza. La “Sagra dell’Aleatico” si tiene durante l’uUltimo Week-end di luglio ed il primo di agosto con la degustazione del DOC Aleatico tra numerosi stand gastronomici, con prodotti locali e musica. La “Festa di San Magno” questa è una festa campestre che si tiene il 19 agosto nella piccola Chiesa in prossimità del lago con Processione e bande musicali. Caratteristica peculiare è il tradizionale rito del “Perdono di San Magno” che si ripete ogni anno il 19 agosto per ottenere l’indulgenza plenaria già concessa nell’anno 1611da Papa Paolo V Borghese e rinnovata da Papa Benedetto XIV nel 1754.
Demografia
Gradoli, questo comune che già nel Medioevo era libero, sembra che negli ultimi venti anni ha trovato un proprio elilibrio dal punto di vista demografico, sulla soglia dei 1.500 “clienti” al comune. Sono quindi rimasti lontani i denenni in cui qui di cittadini erano intorno ai 2.300, praticamente ottocento in più e in un comune piccolo dove tutti sono abituati a vederesi almeno due o tre volte alla settimana, questo calo demografico così repentino non è stato accolto volentieri. Il lavoro ne è spesso la causa, ma le antiche e nobili tradizioni e la cultura in generale nel suo insieme senza cittadini forti e volenterosi non può essere tramandata ai posteri. In africa per ogni anziano che muore si dice che è andata persa una intera biblioteca, anche qui – forse – possiamo dire la stessa cosa e mentre la diciamo, Lazionauta invita i propri lettori ad andare in gita a Gradoli e i cittadini tutti (amministratori compresi ed in prima fila) pensino anche a come recuperare nuove energie per tramandare ai posteri, secoli di nobile storia!
Curiosità
Gradoli è un comune delizioso dove la compianta cantante e attrice Gabriella Ferri (nata a Roma l’8 settembre 1942 e deceduta a Corchiano VT il 3 aprile 2004), il noto cantautore Francesco Guccini e il folksinger Francis Kuipers, si sono spesso recati per ritemperarsi. A Gradoli dal 1999 al 2004 è stato consigliere comunale Giuseppe Fioroni, l’ex ministro alla pubblica istruzione.






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