Guarcino

Il nome deriva dal latino quercinus, ovvero quercia 

Tra Storia e Società                                           Comune in pillole

Araldo municipale

Sorta intorno all’VIII secolo a.C., era l’antica Varcenum degli Ernici, strategicamente importante, anche in epoca romana, per il passaggio nella valle dell’Aniene e nota come località ricca di acque. Dopo la caduta dell’Impero Romano subì le incursioni dei Saraceni e degli Ungari. Nel medioevo fu comune di rilevante importanza. Sotto lo stato pontificio instaurò un forte legame politico con Roma, in particolare durante il pontificato dei Pontefici Innocenzo III e Bonifacio VIII. Di quest’ultimo a Guarcino, in uno dei più antichi ed imponenti palazzi del paese, utilizzato come residenza di famiglia, ebbe i natali la madre, la nobil donna Emilia Conti. Una disfida importante, legata alla lunga lotta tra Papato ed Impero, avvenne sotto le mura di Guarcino nel 1186, tra un milite dell’esercito di Enrico VI (figlio di Federico Barbarossa) che aveva posto Guarcino in stato di assedio ed un cavaliere guarcinese di nome Malpensa.

Scorcio cittadino

Quest’ultimo risultò vincitore della disfida e salvò il paese dalla distruzione e dal saccheggio. Una statua nella piazza principale del paese (Piazza Umberto I°) ricorda l’evento storico. Sempre nella piazza si trova la statua di Bonetto Floridi, nobile guarcinese del XII-XIII secolo, che prese parte all’ottava crociata come console e fu capitano delle milizie guarcinesi nella guerra tra Fiuggi e Guarcino. L’isolamento e la bellezza selvaggia dei luoghi attrasse molti eremiti; tra questi San Benedetto che, nel suo viaggio da Subiaco a Montecassino, passò per Guarcino. Un altro eremita, Sant’Agnello, venne a Guarcino e si ritirò per ben sette anni in una grotta sui monti della cittadina, diventandone successivamente il Patrono. L’eremo, visitabile, è meta di passeggiate e ritiri spirituali. 

 Demografia 

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Sono proprio lontani qui i tempi in cui i “clienti del comune”, erano 4.012! Infatti era proprio un’altra epoca ed un altro millennio: eravamo infatti nel decennio 1921 quando l’Istat ha rilevato quella punta massima di residenti che negli anni sono poi, di volta in volta, diminuiti! Dopo un calo drastico avvenuto fino agli inizi del 1990, in questi ultimi circa trenta anni la situazione si è andata normalizzando su un livello che rasenta poco meno i 1700 abitanti; praticamente anche questo è un picco anche se questa volta è da interpretare in senso negativo, nel timore che la popolazione possa ulteriormente diminuire compromettendo le tradizioni e la cultura di questo grazioso paese che Lazionauta vi invita a visitare. Effettivamente dobbiamo ricordare che tutti gli aspetti legati alle tradizioni, per essere perpetrati, hanno bisogno di risorse umane e, quando queste scarseggiano o vengono meno le motivazioni per continuare ad evocare certe manifestazioni, il rischio di chiudere con la propria storia, diventa proprio imminente!   
Piazza Sant’Angelo si trova nella parte settentrionale di Via del Monastero. Su vecchie strutture murarie si trova la Chiesa di S. Michele Arcangelo, sorta sui resti del tempio pagano di Marte. La struttura originale ad unica navata fu adattata nel 1587, per ospitarvi le monache benedettine. Nonostante sia stata rimaneggiata nel corso dei secoli XVI e XVIII è riuscita a conservare la torre campanaria a vela, arcaica struttura del 1100, unica nel suo genere in tutto il Lazio. All’interno della Chiesa si conservano molti affreschi tra i quali sono di rilevante importanza quelli della Cripta risalenti, secondo studi compiuti dalla Soprintendenza ai Monumenti del Lazio, all’XI-XII secolo. Altri ampliamenti e restauri vennero eseguiti nel 1790, mentre nel 1973 venne restaurato il grande affresco del soffitto raffigurante l’Arcangelo Michele.

Panoramica cittadina

Accanto alla Chiesa di S. Michele, c’è il Palazzo Patrasso, che ospitò anch’esso le monache benedettine, oggi sede dell’Archivio di Stato sezione di Guarcino e Anagni. Conserva al suo interno importanti documenti, statuti, bolle papali ed atti notarili. 

A spasso per Guarcino:
tra storia, arte e … amaretti!

Via del Monastero: all’inizio della via troviamo maestoso con due portali gotici e con bifore dello stesso stile, l’antico Palazzo di Giustizia. Scendendo per questa via (in guarcinese “vicolo ritto”), si arriva sul finire del tracciato, all’Arco Patrasso, con sopra la casa dell’omonimo cardinale, rappresentante tra i più eminenti della relativa nobile casata. Entrando nei vicoli caratteristici del paese, si incontra subito Via Spirito Santo dove l’impronta storica si nota nella Porta Ernica di Via Camelotta con l’anello che faceva parte del sistema difensivo, mentre proseguendo il percorso, si scende in altrettante splendide vie e vicoli antichi e pittoreschi dalla ricca ed inedita suggestione. Volendo si può andare in Via Orticello: dove c’è uno dei più antichi e maestosi edifici storici di Guarcino che secondo la tradizione, fu una delle residenze della locale famiglia Patrasso e nel quale, nel 1226, nacque la nobil donna Emilia Conti madre del futuro Papa Bonifacio VIII. Proseguendo per questa strada si arriva in Via Aracoeli; preseguendo si scende per Via Santa Maria della Quercia dove si entra attraversando la stupenda Porta Cardinale, al Palazzo Tomassi, fatto costruire nella seconda metà del XIII secolo dal Cardinale Giacomo Tomassi, parente del Papa Bonifacio VIII. Il Palazzo Tomassi, con nel mezzo un arco imponente a sesto acuto sul quale si aprono graziose finestre bifore e trifore, è sicuramente uno dei più nobili e importanti edifici civili di Guarcino. Proseguendo per Via Santa Maria della Quercia si può ammirare, a metà della stessa via, un bel palazzo con bifore, rovinate purtroppo dagli interventi disastrosi dell’uomo di oggi mentre tornando indietro, si raggiunge l’antica Porta San Benedetto così chiamata a ricordo del passaggio del Santo nel suo viaggio da Subiaco a Montecassino. Di fronte a questa porta, si può ammirare un’antica torre con feritoie mentre salendo lungo Via San Benedetto, ci si può immettere in alcuni storici e caratteristici vicoli tra i quali troviamo Via degli Ernici, Via dei Cartari, Via Sant’Antonio, Via del Gambero, Via Apollo, dove si trovava il tempio pagano dedicato ad Apollo e dove si può ammirare una bifora con capitello di squisita fattura. Continuando il percorso si può notare la Torre dell’orto Milani, collegata con la Torre del Torrione facente parte del sistema difensivo del paese. Alla fine di Via San Benedetto, tra vecchi prospetti di case e torrioni circolari, c’è la pittoresca Piazza San Nicolò: chiusa dalla composite architetture di una Fontana murale, con lapide commemorativa del Papa Pio VI, dalla Meridiana solare e dalla facciata centrale della Collegiata di San Nicola.

Nella bella passeggiata, non dimentichiamo però di gustare i famosi “Amaretti di Guarcino“, dal sapore indescrivibile, quindi un motivo in più per provarli!

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Guarcino fa parte della
XII Comunità Montana dei Monti Ernici 

 

 

 

 

Gastronomia:  

Tipici "Amaretti di Guarcino"

in Ciociaria i salumi vengono prodotti per lo piu’ in modo artigianale; intere famiglie si riuniscono per prendere parte alla lavorazione delle carni del maiale come se fosse una specie di festa dove si ripetono antichi riti con inalterato entusiasmo. Di particolare bontà sono i prosciutti della zona di Guarcino perchè vengono favoriti nella loro stagionatura, da un clima davvero ideale. Particolari qui sono anche le salsicce “secche”, se ne producono in abbondanza e si possono trovare stagionate all’aria, o conservate sott’olio. Il resto della salumeria è facile da trovare benchè nella produzione segue la tradizione nazionale.

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