In dirittura d’arrivo la patata Igp dell’Alto Viterbese

Sta per partire la certificazione Igp della patata dell’Alto Viterbese: dopo l’approvazione all’unanimità del disciplinare di produzione avvenuta oggi durante una riunione alla presenza di due funzionari del Mipaaf, si è chiuso l’iter nazionale del nuovo marchio. Ora il disciplinare sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e, anche se dovrà partire per Bruxelles in attesa dell’approvazione da parte dell’Europa, trascorsi i trenta giorni destinati a ricevere eventuali osservazioni, i nostri produttori potranno iniziare ad avvalersi del marchio in ambito nazionale.

“Stiamo parlando di una produzione di oltre 40 mila tonnellate all’anno”, ha spiegato il presidente dell’Arsial, Erder Mazzocchi, “che riguarda circa 300 aziende sparse in nove comuni del viterbese, per un valore che supera gli 11 milioni di euro. La grande soddisfazione dimostrata oggi dai produttori, dai sindaci e dai rappresentanti delle associazioni di categoria”, ha aggiunto, “ci rende orgogliosi dell’egregio lavoro svolto dai nostri collaboratori, che hanno fornito l’assistenza tecnica per la stesura dell’intero dossier tecnico-scientifico-storico necessario alla presentazione della richiesta di riconoscimento al Mipaaf e alla Commissione europea”.

 

Concluso l’iter per il riconoscimento del marchio Igp Patata dell’Alto Viterbese

 
 

“È un grande risultato peril nostro territorio e per la promozione e valorizzazione dei prodottilocali”. Con queste parole il Sindaco di Acquapendente Alberto Bambini èintervenuto, lunedì 16 aprile al Teatro Boni di Acquapendente, durante l’incontroper esaminare la proposta di disciplinare di produzione del prodotto“Patata dell’Alto Viterbese” Igp. Alla riunione erano presenti ifunzionari del MiPAAF, il Direttore della Riserva Naturale Monte Rufeno MassimoBedini, il Presidente della Commissione regionale agricoltura FrancescoBattistoni ed un numeroso pubblico di produttori locali. Si è notata, invece,l’assenza dell’Assessore Provinciale all’agricoltura, dell’Assessore Regionalealle politiche agricole e dei rappresentanti di alcuni Comuni particolarmenteinteressati alla coltivazione.

“Il completamento dell’iterper il riconoscimento dell’Igp – ha proseguito il Sindaco – è di fondamentaleimportanza non solo per Acquapendente, che ospita l’impianto di trasformazionedella patata, ma per l’intero territorio interessato alla sua produzione. Conun lavoro costante e accurato viene finalmente riconosciuta la singolarità diuna produzione agricola che caratterizza le nostre terre e la nostra cultura,premiando l’impegno di chi da generazioni si dedica a questa attività. Inoltre,si tratta di un’ottima opportunità lavorativa che viene offerta sul territoriostesso”.

“La Riserva Naturale MonteRufeno ha seguito il procedimento Igp dal punto di vista tecnico – hadichiarato Massimo Bedini Direttore della Riserva -, elaborando le relazioninecessarie all’istruttoria, raccogliendo documentazioni storiche sul prodotto ei dati sulle produzioni e superfici coltivate forniti dalle cooperative locali.L’area protetta, con i propri tecnici, ha seguito le pratiche presso l’ARSIAL esuccessivamente presso il MiPAAF, per il raggiungimento dell’obiettivo diconferimento del marchio Igp alla Patata dell’Alto Viterbese”.

Per essere riconosciuto come taleil tubero deve possedere e rispondere a specifiche caratteristiche fisiche,chimiche e di qualità e soprattutto deve essere prodotto nei territori più anord del Lazio, compresi tra il Lago di Bolsena, l’Umbria e la Toscana. IComuni della Provincia di Viterbo sono: Acquapendente, Bolsena, Gradoli, Grottedi Castro, Latera, Onano, S. Lorenzo Nuovo, Valentano e Proceno.

Questi territori, così comeindicato nell’art. 3 del disciplinare, sono particolarmente vocati allacoltivazione di questo tubero perché sono di origine vulcanica, ricchi di potassioe con un microclima che risente degli influssi del Lago di Bolsena.

L’odore, il gusto e l’intensitàdel colore della polpa conferiscono l’appartenenza alla Igp Patatadell’Alto Viterbese.

L’impianto di trasformazionedella Patata dell’Alto Viterbese ha sede ad Acquapendente, zonaindustriale Campo Morino, ed è gestito dal CO.P.A.VIT (Consorzio PataticoloAlto Viterbese) a cui aderiscono il CCORAV (Coop. Onanese, Coop. Alta Tuscia,Coop. Coltivatori diretti, Coop. Colli Vulsini, Coop. Alto Lazio), la Coop.Etruria e la Coop. Centro Agricolo Alto Viterbese. Si tratta di un impianto trai più moderni d’Italia per tipologia di lavorazione, che permetterà ditrasformare un quantitativo annuo pari a 40.000 quintali di prodotto.All’interno della struttura le patate verranno lavorate per essere  trasformatein prodotti di IV gamma (in buste o vaschette di plastica, in acqua osottovuoto a seconda del processo di trasformazione).

L’impianto sarà il coronamentodel lavoro sinergico tra diverse realtà locali: Comune di Acquapendente,Riserva Naturale Monte Rufeno, CCORAV e Coop. Etruria di Grotte di Castro,Coop. Alto Viterbese di S. Lorenzo Nuovo, Banca Credito Cooperativo diPitigliano-Banca Agrolising e CO.P.A.VIT.

Il progetto è stato inseritodalla Regione Lazio tra quelli ammessi a finanziamento PSR nel pacchetto PIF(Progetti Integrati di Filiera). L’obiettivo è il completamento e la messa inopera di un impianto agroindustriale in grado di trasformare la patata fresca,proveniente esclusivamente da coltivazioni del territorio dell’alto viterbese,in patate pelate pretagliate e confezionate sotto vuoto (IV gamma), destinateprevalentemente alla ristorazione e grande distribuzione.

 
     
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