Ippica. Corse clandestine e dopping

Dichiarazione di Walter Caporale, Presidente Associazione “Animalisti Italiani Onlus” www.animalisti.it : “Ci si richiama ad un recente comunicato dell’agenzia ASSI (Agenzia per lo Sviluppo del Settore Ippico) ex-UNIRE, datato 2 luglio 2012, nel quale si evidenzia l’impegno di monitorare e reprimere il triste nonché remunerativo fenomeno del doping nel settore dell’ippica. Nello specifico, il comunicato riportava dati relativi ai test antidoping effettuati dall’agenzia, dai quali risulterebbe che soltanto l’1,2 % dei cavalli sottoposti a prelievo è risultato positivo ai test. Si rimane alquanto perplessi in merito a questa percentuale riferita al 2011, in quanto i dati estrapolati sono stati evinti da una percentuale di poco superiore al 10% del totale dei cavalli considerati ”partenti”; volendo fare un parallelismo, è un po’ come se, durante uno spoglio elettorale, ci si fermasse al dieci per cento proclamando il o i vincitori.  Fra l’altro, per cavalli partenti si intendono non soggetti sempre diversi, bensì sempre i medesimi che a rotazione ed in tempi brevissimi si alternano nelle competizioni; pertanto un cavallo risultato positivo al test, a seconda della casualità può essere ricontrollato oppure lasciato libero di competere per settimane, indisturbato. Si comprende pertanto che questo ”accavallarsi” di controlli effettuati con modalità non eccessivamente cristallini, può portare ad interrogarsi sulla loro bontà e riteniamo sia il caso di modificare qualcosa nel modus operandi dell’ASSI. Oltretutto, se esiste davvero una volontà da parte dell’agenzia preposta alla vigilanza sulle attività ippiche, sarebbe opportuno evidenziare (per motivi di trasparenza), le professionalità degli accertatori oltre che le metodologie di accertamento”.

Dichiarazione di Michele Di Leva, Animalisti Italiani Onlus Torino: “In attesa di una cortese risposta e di un intervento deciso sui controlli antidoping, sottoponiamo all’ASSI il preoccupante fenomeno delle corse clandestine che da sempre prosperano nella città di Palermo, nonostante le numerose operazioni delle forze dell’ordine atte a reprimerne lo sconcertante fenomeno criminoso. Chiediamo all’ASSI sia spiegazioni in merito ai 25 trottatori sequestrati e reperiti in una stalla abusiva – invece di essere ricoverati e reperibili presso una struttura autorizzata, così come le normative impongono – sia una maggior vigilanza tenuto conto che 20 erano regolarmente iscritti alle corse dell’ippodromo di Palermo, altri 5 no. (Il Giornale di Sicilia, 29.06.2012)”.

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