Jenne

Per alcuni l’origine è latina in “ianua”, ovvero porta; per altri è la “Geenna”, ovvero l’inferno, senza però specificare meglio il contenuto

 

Tra Storia e Società                                                 Comune in pillole 

Araldo municipale

Il nome di Jenne (detto anche Gehenna) deriva dal termine inferno che ancora oggi rimanda alle belle grotte dell’Inferniglio, situate sotto il paese a circa  515 metri sul livello del mare; le grotte, esplorate da speleologi svizzeri, francesi ed italiani nei secoli, sono state oggetto di numerose leggende popolari, benchè siano facilmente raggiungibili attraverso la “Mola Vecchia“, un antico mulino costruito dai padri benedettini nell’ XI secolo in un punto in cui il corso dell’ Aniene forma un invaso naturale.

Jenne è un comune di origine medievale, molto tranquillo ubicato sulle pendici del monte Pratiglio, dentro il Parco Regionale dei Monti Simbruini; confina a nord con il comune di Subiaco, a nord est con Vallepietra, a sud con Arcinazzo Romano e Trevi nel Lazio, ad ovest con Subiaco e Arcinazzo Romano. Il suo fascino deriva quasi sicuramente anche dalla posizione topografica che la pone in un luogo scenografico, ricco di solitudine, silenzio e suggestione, tra cime di montane che d’inverno s’imbiancano di neve, dai lati montuosi ricoperti di boschi dove il silenzio è reso intenso dallo scrosciare lento e lontano delle acque del fiume, dal fruscio delle fronde e dal canto degli uccelli, immerso in una luce tenue quanto misteriosa che a tutte le ore del giorno e in ogni stagione, sollecita la riflessione e induce alla contemplazione. Di fronte a tanta generosità della natura, viene spontaneo accogliere certi fatti legati alla spiritualità (a Jenne nasce papa Alessandro IV e il romanzo “Il Santo” di Antonio Fogazzaro) come semplicemente normali.

Panoramica cittadina

Nella parte superiore del comune ci sono i resti del Castello costruito a dominio della Valle dell’Alto Aniene dall’abate sublacense Giovanni V dopo il 1060, mentre intorno al 1079, il castello fu oggetto di contesa fra esponenti della famiglia dei Conti di Tuscolo ed il monastero di Santa Scolastica il cui abate, dopo aver riconquistato Jenne e costruito un castello sul monte Porcaro (1082), li concesse in feudo al vescovo di Alatri. Un familiare di questi li diede ai Siniores Trebenses i quali li restituirono al monastero. Il feudo di Jenne fu nuovamente dato dall’Abate Simone nel 1176 a Filippo di Marano, proavo di Rinaldo 11, futuro Papa Alessandro IV, che nacque a Jenne attorno al 1187. Il grande pontefice, nipote di Gregorio IX, che aveva già diritti feudali su questo castello, protettore come lo zio dei francescani, concesse nel 1260 grandi indulgenze a quanti visitavano la cappella di S. Maria in Arce, dentro la Rocca. Nel 1639 Papa Umberto VIII Barberini concesse “in perpetuo” la proprietà del paese all’Abbazia di Santa Scolastica.

Demografia 

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Jenne messa sotto la lente di ingrandimento dei numeri che indicano l’andamento demografico, preoccupa e non poco! Infatti, è dagli anni 1950 che la popolazione sembra non riuscire più a trattenersi in questo grazioso comune dove l’aria che si respira è veramente allo stato puro ma forse non basta. Se nel 1951 gli abitanti erano 1.267 e nel 2008 appena 428 (ovvero un terzo!) ci sarà ben un motivo serio e allora pensiamo alla mancanza di lavoro e all’interesse predominante dei giovani verso occupazioni legate al Terziario, Terziario avanzato ovvero ai servizi in generale. Alla fuga dei giovani però, dovrebbe corrispondere sempre di più la tenacia degli adulti ai quali è ormai demandato il compito di custodire la cultura e le tradizioni locali, prima che il lavoro fatto proprio in tanti secoli, vada ora peduto per sempre.     

Da visitare. Del castello ora rimane la Cappella di Santa Maria in Arce con gli affreschi del ’200 ed una terracotta della Madonna del ’500; della Parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo (edificata nel 1834 con materiale della precedente chiesa) è aperto al pubblico l’affresco con la Madonna, San Rocco, Santo Stefano ed un crocifisso di legno del ’600. L’interno della chiesa della Madonna delle Grazie (del XIV e XVIII secolo) ha l’interno costruito su  2 navate. La Mola vecchia edificata nei pressi dove l’Aniene forma una conca paludosa (in località Inferniglio), dai Frati Benedettini nell’ XI secolo si possono ancora vedere la stanza della molitura e l’inferno del carcerario. Il mulino comunale risale all’inizio del ’900 ed è ancora aperto il primo lunedì del mese.

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Jenne fa parte della
X Comunità Montana dell’Aniene

Jenne: terreno fertile per la sperimentazione del “Borgocereativo”

Una prassi (indpensabile, suggerisce anche Lazionauta) per lanciare un messaggio con il quale attirare nuovo turismo eco-compatibile. E’ questo il principio fondante del “Borgocreativo” che si propone come un’attività nuova in grado di coinvolgere l’intero territorio Simbruino per costruire una rete coordinata ed omogenea di tipo Ecoterritoriale che permetta a tutti gli attori presenti nell’area del Parco (comuni, musei, associazioni, enti, soprintendenza, comunità montana, ecc.), di rafforzare la propria visibilità, sommando e moltiplicando le singole potenzialità, pur conservando la specificità e le autonomie giuridica ed operativa, proprie di ciascun sito territoriale e locale. Il BorgoCreativo è stato pensato per operare alla crescita della qualità della vita di Jenne, inventando ipotesi di lavoro per i giovani e, contemporaneamente, attirare turisti. Il progetto è in itinere, noi auguriamo a quanti sono coinvolti, una proficua crescita all’insegna della salvaguardia dell’ambiente e della natura in senso lato.

 
 
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Jenne sede del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, si estende per circa 30 mila ettari fra la Valle dell’Aniene, quella del Sacco, il confine abruzzese con i monti Simbruini d’Abruzzo, i monti Carseolani ed i monti Ernici; è un’area protetta degli Appennini ricca di faggete e ampi pianori carsici, con acque sorgive e vette che raggiungono i 2000 metri con alcuni piccoli centri abitati tutti ricchi di testimonianze storico-artistiche. Jenne si trova in una delle zone più incontaminate del Lazio; da lontano sembra un folto aggregato di case appese su una roccia, ed impressiona vedere nel versante a valle del comune, lo strapiombo che divide il paese dalla natura.  Infotel: 0774 – 827219 / 21 – e-mail: monti.simbruini@simbruini.it
 
 
 
 
Gastronomia ed altro ancora
Di Jenne sono molto apprezzati i dolci e il pane casareccio che normalmente preparano le donne utilizzando il forno a legna che il comune accende una volta alla settimana. Gustose sono le ricotte, le caciotte, le braciole di castrato e gli abbacchi messi in vendita dai pastori locali. Qui funziona ancora il mulino comunale dei primi ’900, che viene reso operativo ogni primo lunedì del mese, con le sue tramoggie in ferro e legno rappresenta inevitabilmente un prezioso quanto ormai raro  esempio di archeologia industriale.
Ma Jenne non è solo “peccati di gola”, infatti per i più sportivi e per gli amanti della speleologia, non possono mancare una visita alla “Grotta dell’Inferniglio”, con magnifiche stalagmiti questa cavità lunga più di 300 metri, con tre laghetti sotterranei e una caratteristica fauna entomologica propria, qui furono rinvenuti due particolari coleotteri cavernicoli. Nella stessa località ‘Inferniglio’, si può visitare la “mola vecchia”, un mulino costruito dai Padri Benedettini nell’ XI secolo, dove il fiume Aniene forma un invaso naturale; oggi sono visibili: “la stanza della molitura” e ” l’inferno del carcerario

La mappa dei piccoli comuni della provincia di Roma

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