Latina. Le bugie e le gambe corte

“Abbiamo volutamente fatto trascorrere un certo lasso di tempo per replicare al Presidente Cusani, in merito alla ben nota vicenda Acqualatina-Consorzi di Bonifica, in quanto non abbiamo alcun interesse ad accendere sterili polemiche”. Inizia così la nota con la quale Saverio Viola e Carlo Crocetti, direttore e presidente della Coldiretti di Latina hanno inteso replicare alle dichiarazioni del presidente della Provincia di Latina di qualche settimana fa.

Vogliamo però ancora una volta ribadire che preferiamo rivolgerci al Presidente Cusani soprattutto nella sua qualità di Presidente della Provincia di Latina, e quindi anche delle 16.000 aziende agricole Pontine che si riconoscono nella Coldiretti, piuttosto che in quella di improbabile controfigura di Paladino di Acqualatina, veste che per la verità da sempre ha preferito calzare quando si è trattato di affrontare il delicato problema del contenzioso che vede ormai da tempo contrapporsi quell’Ente ai Consorzi di Bonifica “Agro Pontino”, “Sud Pontino” e “Pratica di Mare”.

E ci piace immaginarlo, il Presidente Cusani, mentre partecipa ai nostri presidi alla Pisana, a manifestare contro la Regione Lazio ed a suggerire ulteriori punti da inserire nella nostra piattaforma, sventolando fieramente la nostra bandiera alla stregua di tutti gli altri nostri associati.

Non ci convince invece quando a tutti i costi si intestardisce a cimentarsi nel difficile ruolo di avvocato difensore di Acqualatina, quando cioè è costretto a dire più di qualche bugia, pur di sostenere tesi che risultano chiaramente insostenibili, alla luce dei documenti ufficiali.

Ma veniamo ai fatti: nel suo intervento sulla stampa del 22 giugno scorso, il Presidente Cusani dichiara testualmente “io non voglio far pagare l’acqua più cara, sono loro (ndr noi della Coldiretti !!!) che pretendono di mettere in bolletta un balzello che farà aumentare la tassa anche agli agricoltori perché, questo va ricordato, i soldi non sono già compresi nelle attuali cartelle semplicemente perché la Conferenza dei Sindaci non ha mai autorizzato questo provvedimento perché ritenuto illegale”.

Non capiamo innanzitutto perché l’acqua debba costare più cara, a detta del Presidente Cusani, quando invece stiamo parlando di fognatura e reflui.

Non capiamo inoltre perché il Presidente Cusani utilizzi strumentalmente gli agricoltori, minacciando loro l’aumento di un qualcosa che definisce come una non precisata tassa se costretto a mettere in bolletta un altrettanto non precisato balzello.

Ma quel che per noi risulta ancor più incomprensibile è la bugia che obiettivamente trapela nella parte finale del suo discorso, alla luce, si ripete, della documentazione ufficiale.

Acqualatina, infatti, nel 2002, essendo risultata la presentatrice della offerta migliore tra quelle a suo tempo pervenute, firma la Convenzione per la gestione del Servizio Idrico Integrato nell’A.T.O. 4, alle condizioni indicate nella stessa.

All’art. 13 (Canone di concessione per i beni affidati al GESTORE) la convenzione stabilisce testualmente che:

“1. Il GESTORE corrisponderà annualmente, negli ammontari del PIANO ed eventuali successive modifiche, all’AUTORITÀ DI AMBITO il canone di concessione per le opere e beni affidati ai sensi del successivo articolo 19, in misura proporzionale alla popolazione residente nelle aree di cui il Gestore avrà acquisito la gestione del Servizio (come risultante dall’ultimo censimento dei comuni acquisiti), pro-rata temporis sulla base di 12 mesi.

2. Il canone dovrà essere versato, entro 15 giorni dalla approvazione da parte del Gestore del bilancio dello stesso relativo all’esercizio nel corso del quale è maturato, secondo le modalità indicate dall’AUTORITA’ DI AMBITO.

3. Il GESTORE corrisponderà il canone di concessione per i servizi ricevuti dalle opere di bonifica, nell’ammontare determinato ai sensi delle seguenti convenzioni:

- Convenzione ATO4 – Consorzio di Bonifica Agro Pontino, allegata alla voce F …

- Convenzione ATO4 – Consorzio di Bonifica di Pratica di Mare, allegata alla voce G

- Convenzione ATO4 – Consorzio di Bonifica di Fondi e Monte S. Biagio, allegata alla voce H”.

Come risulta evidente, Acqualatina sapeva sin dalla presentazione della propria offerta e dalla successiva sottoscrizione della relativa convenzione, che avrebbe dovuto pagare un canone annuale di concessione per i servizi ricevuti dalle opere di bonifica ed era perfettamente a conoscenza di come detto canone dovesse essere determinato.

A titolo di esempio, infatti, l’all. F alla Convenzione sottoscritta nel 2002 altro non risulta essere se non la Convenzione tra ATO 4 ed il Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino, convenzione sottoscritta il 23.08.2000.

La corresponsione del canone ai Consorzi di Bonifica veniva quindi stabilito con la sottoscrizione della Convenzione in parola, al punto 3 del predetto art. 13.

C’è di più: il già richiamato allegato F, dopo aver riportato tutta una serie di premesse che disciplinano l’argomento in questione – premesse che Acqualatina farebbe bene a ricordarsi dal momento che sono parte integrante del testo), all’art. 8 determina il Canone e così stabilisce:

“Il Canone è commisurato al costo annuo di gestione dei corsi d’acqua, canali, impianti e strutture di bonifica individuati e determinato come da documento tecnico estimativo Allegato B).

Il canone annuo dovuto risulta determinato in L. 2.600.000.000 (diconsi lire duemiliardiseicentomilioni).

(…)

Il canone sarà aggiornato ogni anno a decorrere dal 01 gennaio 2001, applicando il tasso di inflazione programmato per l’anno corrente.”

Seguono le norme per la modifica annuale del canone; a tal uopo viene chiaramente indicato che per far fronte a tale incombenza si deve provvedere alla modifica del documento tecnico–estimativo di cui all’all. B) della predetta convenzione. Addirittura sono previsti gli interventi straordinari e il relativo compenso!!!

Sempre nello stesso documento, all’art. 9 si disciplina infine le modalità di versamento del canone: “l’ATO obbligherà il soggetto gestore del servizio idrico integrato – è scritto testualmente – (…) a versare il canone (…) in due rate semestrali (…) a seguito di specifica richiesta del Consorzio di Bonifica”

Alla luce di quanto sopra è del tutto evidente come il gestore fosse pienamente consapevole delle somme che avrebbe dovuto versare ai tre summenzionati Consorzi di Bonifica sin dall’anno 2002; il resto sono soltanto chiacchiere, ed a nulla serve trincerarsi dietro al presunto ruolo vantato dalla Conferenza dei sindaci in ordine a competenze, quali quelle di ritenere illegali o meno simili provvedimenti, che espressamente non le sono attribuite.

E dovrebbe esserne informato anche il Presidente Cusani, che continua a tergiversare nonostante ci troviamo di fronte ad obblighi ben precisi con oneri certi e facilmente individuabili.

D’altro canto, qualora il Presidente Cusani senta l’esigenza di rinfrescarsi la memoria consultando i testi che abbiamo sinora citato, non deve fare altro che collegarsi … al sito ATO4LATINA (!!!), dove gli stessi sono tutti puntualmente e scrupolosamente pubblicati.

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