Latina. Strade colabrodo

E’ imbarazzante constatare lo stato delle strade in un Paese che è diretto erede della Civiltà Romana, che sulle strade e sui ponti aveva gettato le basi per il suo sviluppo. Gli oltre 450.000 Km della rete primaria nazionale, dove circolano oltre 42 milioni di veicoli, sono in molti tratti ampiamente sotto al limite della sicurezza e di una normale mobilità. La situazione della nostra rete stradale locale riflette la situazione della rete nazionale, essendo in continuo peggioramento. Ogni giorno dobbiamo fare i conti con veri e propri percorsi minati e strade colabrodo che mettono a repentaglio la nostra incolumità. Buche e voragini sono diventate ormai una consuetudine anche nella rete viaria urbana e con le piogge il fenomeno diventa ancora più insidioso, poiché l’acqua ricopre le buche e diventa ancora più difficile evitarle.

Ma a destare preoccupazione è anche la cattiva manutenzione e a volte l’assenza della segnaletica orizzontale e verticale.

Il quadro è ampio e preoccupante e coinvolge tutti gli utenti della strada. Il sistema di protezione e sicurezza delle strade, soprattutto per quanto riguarda le barriere di protezione, è tale da contribuire più che al contenimento, all’aumento della gravità degli effetti degli incidenti, in modo particolare per i motociclisti, che costituiscono la prima categoria a rischio.

In un paese nel quale viaggia su gomma il 90% del traffico interno e il 62% di quello merci complessivo, la situazione sta degenerando verso un abbattimento qualitativo della mobilità con conseguenze evidenti e pesanti per l’economia e per il turismo. Eppure i cittadini, fra tasse, imposte e accise pagano già allo Stato e agli enti territoriali locali una cifra vicina a 60 miliardi di euro l’anno, ai quali si devono aggiungere i proventi derivanti dalle multe. Possibile non avere un adeguato e decente ritorno di investimenti per la messa in sicurezza delle strade? I tagli alla manutenzione sono tali da non garantire nemmeno parametri minimi di ordinaria manutenzione, per non parlare delle strade comunali e provinciali, diventate ormai percorsi di guerra. Con gli ulteriori tagli che si prospettano, adottati in sede di manovre di contenimento della spesa pubblica, fra alcuni anni le strade attuali saranno considerate addirittura un sogno.

Nonostante la gravità della situazione, nei programmi e negli interventi pubblici degli esponenti politici non c’è traccia di proposte in grado di contrastare lo stato di abbandono delle arterie stradali.

Delle Cave Giovanni (Papà di Eros) Vice Presidente Nazionale Associazione Europea Familiari e Vittime della Strada onlus

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