Lazio. Arriva il calendario venatorio 2012 – 2013

Calendario venatorio: Legambiente: rispettare i periodi di migrazione e sospendere la caccia alla Starna. A rischio col calendario venatorio 2012/2013 Alzavola, Canapiglia, Codone, Folaga, Germano Reale, Beccaccia, Cesena, Tordo bottaccio, Tordo sassello e Starna.

Sul calendario venatorio 2012/2013 della Regione Lazio, pubblicato oggi, Legambiente rinnova le richieste già presentate in forma di osservazioni al Comitato Tecnico Faunistico Venatorio. In particolare, va almenolimitato per alcune specie il periodo di caccia al 10 e al 20 gennaio2013, anziché al 31 gennaio, e fermata la caccia alla starna. “Anche quest’anno la discussione sulla caccia è stata molto arretrata, nel Lazio manca da tempo una vera politica di gestione della fauna e sitira a campare su qualche specie cacciabile in più o in meno e suiperio di per sparare – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio -. Avevamo chiesto limitazioni ai periodi di caccia soprattutto per le specie più a rischio, secondole linee guida dell’ISPRA, ma ben poco è cambiato rispetto all’anno scorso e soprattutto più dettato dalla paura di blocco della stagione venatoria, viste alcune recenti sentenze del Tar, che per mettere in atto una seria politica digestione della fauna nel Lazio. Ora ci auguriamo che non si stiano anche preparando insensate preapertureo posticipi del periodo di caccia o deroghe alle specie e ai periodidi caccia, né in Regione né nelle Province. Dopo un periodo disiccità e incendi così devastante si dovrebbe valutare con serietàdi rinviare l’apertura della caccia, vista la situazione moltocritica della fauna, della vegetazione e la scarsità di acqua.”

Per Alzavola (Anas crecca), Canapiglia (Anas strepera), Codone (Anas acuta), Folaga (Fulica atra) e Germano Reale (Anas platyrhynchos), Legambiente chiede la chiusura della caccia entro il 20 gennaio, per l’inizio del periodo di migrazione prenuziale, mentre per la Beccaccia (Scolopaxriusticola), Cesena (Turduspilaris), Tordo bottaccio (Turdusphilomelos) e Tordo sassello (Turdusiliacus) la caccia andrebbe fermata almeno entro il 10 gennaio. Per l’inizio del periodo di migrazione prenuziale come consigliato dalle linee guida per la stesura dei calendari venatori dell’ISPRA. Legambiente chiede anche l’eliminazione dall’elenco delle specie cacciabili della Starna (Perdixperdix),visto che già da due stagioni è soggetta a verifiche delleProvincie per appurare la stabilizzazione della popolazione che non risulta essere però mai avvenuta in alcun territorio del Lazio.

“Per alcune specie va alleggerita la pressione venatoria nel periodocritico invernale quando il cibo è molto scarso, per altre vaimpedita la caccia quando inizia il periodo di migrazione prenuziale-conclude Cristiana Avenali-. Le linee guida per la stesuradei calendari venatori dell’ISPRA consigliano con chiarezza questestrategie, nonrispettare e tutelare questi cicli di riproduzione potrebbe avereconseguenze disastrose sulle specie. Sono osservazioni fatte più epiù volte, andrebbero semplicemente seguite e applicate senzaderoghe.”

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3 Risposte a “Lazio. Arriva il calendario venatorio 2012 – 2013”

  1. Legambiente ed Arcicaccia nn ci provassero, il calendario venatorio laziale è tutto normato secondo Legge 157/92, Legge Comunitaria e Kc Ispra vogliono, è a prova di ricorso al Tar Lazio.

  2. Condivido gianni al 100%. Il vero problema e che Legambiente e Arcicaccia sono la stessa cosa. Questo calendario che reputo ottimo ed equilibrato va di traverso a qualcuno che voleva passare “estati”tranquille sui calendari venatori nazionali. Ma ha preso un secondo ( il primo lo ha incassato lo scorso anno ) schiaffone politico e culturale in merito a questo Calendario Laziale.
    Ringrazio tutta la giunta, l’Assessore e tutte quelle persone che hanno lavorato duramente e in silenzio per questo calendario venatorio.

  3. la regolamentazione dei calendari venatori
    ormai deve attenersi all’Europa scelta molto più sensata che ai soliti intrallazzi dove pessima politica e pseudo ambientalisti convivono per fini diversi a quella che deve essere una gestione corretta della fauna e del territorio.