Licenza

Prende il nome dal Licenza, il fiume che scorre lungo la vallata

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Tra Storia e Società                                    Comune in pillole

Araldo municipale

Seguendo l’Aniene prima di arrivare a Vicovaro, sulla destra una strada risale la gola del torrente Licenza (un affluente dell’Aniene) che scorre in una pianura fiancheggiata dal Monte Mandela a occidente e del Monte Gennaro a oriente. Questo territorio è ricco di storia testimoniata dagli antichi insediamenti che dominano il fondovalle; i reperti archeologici rinvenuti nel versante orientale del monte Gennaro – nella zona compresa tra i comuni di Roccagiovine, Licenza, Percile e Mandela -, testimoniano che la regione fu abitata continuamente durante il periodo Paleolitico, Neolitico, Eneolitico e l’Età dei Metalli! È però soprattutto durante l’epoca romana che Licenza, prende il nome dal torrente.

Orazio, uno dei massimi poeti dell’antica Roma (65 a.C.), aveva proprio in questa zona una suntuosa villa avuta in dono da Augusto (o da Mecenate) nel 32 a.C.; un luogo dove il poeta, rifiutando incarichi amministrativi, preferì il godere della semplicità offerta: “dall’acqua chiara di quel fiumicello con i pochi iugeri di bosco” dedicandosi così alla meditazione, alla filosofia, alla lettura, alla poesia e al benessere lontano dai incarichi particolari.

Panoramica cittadina

Orazio, nella lettera a Quinzio (Epistolarum, 1- XVI) descrive la sua villa come segue: “Forse ti piacerebbe sapere ottimo Quinzio, se il mio fondo e terra arabile o se abbondi di oliveti o di frutti, di prati oppure d’olmi rivestiti di viti; te ne voglio descrivere bene il luogo e la natura. Immagina profili ininterrotti di monti, separati da una valle oscura che riceve alla mattina sul fianco destro il sole e sul sinistro i raggi del tramonto vaporoso. Il clima è buono; i vespri generosi producono nocciuole e prugne rosse; querce e lecci dilettano di ghiande il bestiame e di molta ombra il padrone. Diresti che sia stata trasportata Taranto qui vicino a frondeggiare. E c’è una fonte, che dovrei chiamare ruscello, tale che più freddo e limpido non è l’Ebro che scorre per la Tracia: utile al mal di stomaco e di testa. Dolce rifugio e bello, mi puoi credere, che mi conserva sano nell’autunno“. Nella lettera a Lollio (Epistolarum. 1- XVIII) Orazio immortala anche il paesaggio circostante: “Ogni volta che mi ristora l’acqua del gelido rivo Digentia che bagna Mandela, paese intirizzito dal freddo, cosa pensi che provi ?“… Nell’ode XIII del III libro Carminum Orazio, canta la fonte Bandusia, diversamente individuata con la Fonte Ratini, il Fonte Bello o con la Fonte di Campitello: “O fonte di bandusia chiara più del cristallo, di dolce vino amica e di fiori… domani la prole del gregge lascivo tingerà di sangue i tuoi gelidi rivi… tu porgi la tua grata frescura ai buoi stanchi del vomere, alle mandrie della serra erranti. Sarai una fonte nobile per me che canto la foresta di querce alta sul monte ove sgorga tra i sassi la tua onda sonora.“.Nella lettera al fattore della sua villa (Epistolarum, 1-XVIII) Orazio ricorda anche la vicina Varia (l’odierna Vicovaro). Dopo il VII-VIII secolo la furia devastatrice delle invasioni barbariche si abbatté anche nella valle del Licenza, scompare così il ricordo della Villa del poeta romano; gli abitanti degli antichi centri si rifugiarono in zone inaccessibili e meno soggette alle devastazioni, così i nomi antichi delle località furono dimenticati o deformati secondo il linguaggio locale. Il nome del torrente Digentia divenne Licenza, il nome di Mandela fu trasformato in Bardella, l’oppidum di Varia divenne al vicus Varie, per poi prendereil nome di Vicovaro.

Il paesaggio

Licenza nel Medioevo, ebbe una storia legata alle famiglie feudatarie; il castello anticamente apparteneva agli Orsini (il primo documento che lo nomina come feudo di questa famiglia, è dell’anno 1275). Con istrumento Belgi e Nuccola del 17 agosto 1632, Mario, Carlo e Ettore Orsini vendettero 2/3 di Licenza al principe M. Antonio Borghese; nel 1687 Giulio Orsini proprietario di un terzo del castello, fu autorizzato da Innocenzo XI a riprendere dai Borghese 1/3 di Licenza, dando loro in cambio 1/3 di Roccagiovine. Nel 1761 Roberto Orsini, proprietario di 2/3 di Licenza, vendette a Camillo Borghese. proprietario dell’altro terzo, la quota di famiglia. Da quella data Licenza rimase sempre ai Borghese fino all’abolizione della feudalità. L’antica Villa di Orazio, ormai dimenticata dopo tanti secoli di vicende, venne inutilmente cercata da vari archeologi in diverse zone; solo recentemente un accurato riscontro con la toponomastica antica, ha riportato alla luce i resti.

Demografia

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Licenza nel 2008 ha festeggiamo un bellissimo evento che – come comune - lo ha riportato a quasi quaranta anni indietro; si tratta del raggiungimento dell’obiettivo dei mille abitanti! Infatti nel 1971 gli abitanti di questo grazioso comune erano ben 1109, e da quell’anno sono progressivamente diminuiti fino a raggiungere il minimo storico nel 1991 con 955 residenti. Nel 2001, a Licenza ci sono stati due abitanti in più ma il grande passo in avanti è stato fatto subito dopo facendo registrare nel 2008 ben 1001 abitanti, un vero e proprio successo per il consolidamento dei residenti nelle loro tradizioni più sentite e storiche. Chissà però – viene da chiedersi – cosa ci riserverà il prossimo futuro? Vedremo, intanto Lazionauta augura a tutti una Buona Licenza!

Il gallo, come simbolo di Civitella l’antica fortezza militare, strategicamente collegata alla Abbazia di Farfa fino al 500

Al tempo in cui si decise di stabilire la linea di confine tra il comune di Licenza e la frazione Civitella di Licenza, gli abitanti – di comune accordo – decisero di svegliarsi il giorno dopo al canto del gallo per incamminarsi gli uni verso gli altri; lì dove si sarebbero incontrati, veniva così tracciato il confine.

I licentini premiarono in anticipo il proprio gallo, facendolo mangiare a sazietà, mentre i civitellesi preferirono lasciare il loro a “stecchetta”, sperando che i morsi della fame durante la notte, lo inducessero a cantare prima del solito. Il giorno dopo il gallo civitellese si svegliò all’alba e gli abitanti si avviarono subito, giungendo sulla sommità del paese fin sotto le mura del castello Orsini, senza neanche vedere l’ombra dei licentini. Dopo una disputa, si stabilì il confine all’altezza di dove si trova ora il cimitero di Licenza; così i civitellesi, in omaggio al loro galletto, lo adottarono come mascotte del loro paese. Da qui a tuttora la storia del gallo per sottolineare come i civitellesi siano più furbi dei licentini.

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Licenza fa parte della
X Comunità Montana dell’Aniene
e del Parco Regionale dei Monti Lucretili (che è Certificato ISO 14001:2004), comprende tredici comuni con una presenza  che possiamo paragonare ad un museo storico-naturalistico a cielo aperto, comprendendo alcuni centri storici medievali con importanti castelli ubicati in zone esclusivamente accessibili a piedi e dove quindi le macchine sono bandite.

In questo Parco bellissimo, si vivono i sapori di un tempo grazie alla sensibilità di una moltitudine di cittadini che ha saputo mantenere in piedi le antiche abitudini e tradizioni di cui ormai solo i cittadini più anziani possono essere veri testimoni di tanta autenticità.

La mappa dei piccoli comuni della provincia di Roma

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