Mecenatismo, fiore rarissimo in Ciociaria

Mecenatismo, fiore rarissimo in Ciociaria che in certe contrade non ha trovato il terreno idoneo per attecchire, ancora: del mecenatismo, cioè di quei personaggi o sodalizi che, di propria tasca, si preoccupano e godono che gli altri, la comunità dei cittadini, abbia di che gratificarsi e di che trovar piacere nell’osservazione e nella contemplazione di un’opera d’arte o nel compimento di studi e ricerche artistiche o di altre iniziative artistiche, sempre e solo a vantaggio della collettività. Basti rammentare che in alcuni paesi al di là delle Alpi e anche dell’Oceano, tutti se non la maggior parte dei Musei e istituzioni artistiche e culturali hanno avuto, come regola, quale fulcro iniziale, il lascito e la donazione da parte di un mecenate. Anche in Italia in certe regioni. Ma qui nella Terra di Ciociaria, e penso a Frosinone e provincia, tale fiore non trova il suo humus. Cioè, fino ad oggi, non esiste la possibilità non dico l’abitudine, che un cittadino lasci o leghi un’opera d’arte ad una struttura pubblica a godimento dei cittadini. Anche perché, somma onta, la struttura pubblica per accogliere un’opera d’arte non esiste!

Ed ecco le belle notizie: si è costituito già da tempo un piccolo nucleo di ciociari frusinati che si è proposto di intervenire a proprie spese al restauro di quel capolavoro di scultura di Amleto Cataldi che si chiama ‘Fontana della Ciociara’ e che si leva davanti alla Casina Valadier sul Pincio a Roma, nel posto più suggestivo di Roma antica. Hanno preso tutti i contatti con la Sovraintendenza Romana competente, sono stati fatti i rilievi scientifici iniziali e redatto il preventivo di spesa che prevede anche il restauro del dito medio sinistro mancante che un qualche bipede malato di mente ha spezzato anni addietro. Anzi in merito invitiamo qualche mecenate potenziale che volesse partecipare alla iniziativa, di farsi parte attiva. E quindi quanto prima, restando l’entusiasmo sempre attivo, si procederà all’inizio dell’opera.

L’altra bella notizia è di un altro comitato che si è da tempo costituito per ottenere, di concerto possibilmente col Comune di Frosinone e di Morolo, che quella eccezionale scultura di Ernesto Biondi nota come i ‘Saturnali’ che da oltre settanta anni è chiusa e interdetta al pubblico nella Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, venga affidata ai Ciociari frusinati e collocata, per esempio, nel parco della Villa Comunale di Frosinone. In merito va fatto presente che tale entusiasmo è diventato contagioso: infatti si è costituito un altro comitato che intende portare i ‘Saturnali’ a Cassino, nel parco della città: Cassino è pur sempre la Porta del Sud della Ciociaria. Vedremo chi avrà la meglio in questa felice competizione, che ci dobbiamo augurare venga conclusa al più presto. Infatti nel Giardino Botanico di Buenos Aires, immerso nel verde, si trova il secondo esemplare de i ‘Saturnali’ con sommo piacere degli argentini. Noi invece l’abbiamo relegata e chiusa da oltre mezzo secolo!

Dopo aver fatto presente che di opere di Amleto Cataldi sparse in tutta Roma, al Pincio, al Quirinale, al Senato, alla Sapienza, nei musei e in altri luoghi pubblici ve ne sono almeno quaranta, tempo addietro parlammo di un mecenate che aveva provveduto di propria tasca al restauro dei gruppi di atleti maestosi al Villaggio Olimpico. E vogliamo illustrare da vicino l’episodio altamente stimolante.

La Signora Eugenia Matteucci, moglie del Senatore Gen. Luigi Ramponi, era una appassionata cultrice e conoscitrice delle opere di Amleto Cataldi e in particolare amava e apprezzava i quattro giganteschi gruppi di atleti che si levano negli spazi del Villaggio Olimpico. Ho avuto il piacere di leggere le sue osservazioni e commenti su questi gruppi e quanto mi ha molto colpito sono state le osservazioni in merito alle posizioni e posture degli atleti (lottatori, pugilatori, podisti, calciatori) che tutte evidenziavano e rimarcavano l’assoluta compostezza e civiltà e dei comportamenti e dei gesti, improntati al rispetto completo delle regole e dei canoni sportivi: i gomiti, osservava la Signora Ramponi, non servivano a colpire l’avversario, ma venivano tenuti bassi lungo il corpo!

Visto lo stato di abbandono in cui versavano le opere, si era interessata vivacemente a sollecitarne il restauro dagli organi responsabili. Dopo una serie prolungata di incontri, spesso assai frustranti, dal momento che per quanto riguarda la responsabilità e la manutenzione delle opere d’arte, incidono un numero elevato di enti diversi, ottenne che venisse effettuato il restauro di uno dei quattro Gruppi cioè quello dei Lottatori in Via Unione Sovietica.

Purtroppo successivamente la Signora Eugenia passò a miglior vita.

Ora il Senatore Ramponi, in memoria della diletta moglie, ha voluto proseguirne di tasca propria l’opera iniziata, procedendo dunque al restauro degli altri tre gruppi di concerto con gli uffici competenti. Operazione che si è conclusa felicemente in queste ultime settimane. Ora, restaurati e ripatinati, i gruppi di atleti di Amleto Cataldi si stagliano di nuovo possenti nel cielo di Roma, grazie a questo puro e raro episodio di mecenatismo, a godimento e contemplazione dei visitatori e degli abitanti. Si trovi il tempo e il piacere di recarsi ad ammirarli. Michele Santulli

lazionauta ringrazia l’autore di questo importante contributo e suggerisce di leggere anche gli altri pregievoli contributi offerti dal Professor Michele Santulli, ai lettori

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