Montasola

In passato era chiamato Monte Asulae per l’unione di “Monte” e “ansilla” (dal latino piccola ansa), perchè riferito ad una piccola curva

Tra Storia e Società                                  Comune in pillole

Araldo municipale

Montasola, grazioso comune che si trova a poco più di 600 metri sul livello del mare, arroccato su un crinale che da occidente lambisce la mole del Tancia – nei Monti Sabini - vanta importanti radici storiche. Il comune infatti ha delle evidenti caratteristiche architettoniche, che risalgono sicuramente al periodo medievale – ma alcuni storici non hanno problemi a far risalire la nascita della zona popolata al periodo imperiale romano – mentre è di alcuni letterati l’attribuzione della città di Lauro, proprio in questa zona, un lugo questo unico per molti aspetti non ultima la folta vegetazione con numerose piante di alloro usato in altri tempi come emblema per coronare i trionfi. Alcune autorevoli fonti testimoniano la fondazione di Montasola ad opera di Celestino III nel 1191, mentre  il comune fu lungamente dominato dai Savelli, dagli Orsini e anche dalla Santa Sede.

Panoramica cittadina

Il nostro comune ha numerosissime tracce storiche con frammenti archeologici che testimoniano la lunga storia del paese; qui sono stati rinvenuti: reperti di origine romana (colonne, lapidi, capitelli), ruderi di antiche ville ma anche tombe e decorazioni. Nel centro storico sono tuttora visibili le numerose incisioni che ripropongono sia date che simboli; di enorme valore è la culla di preziosi tesori artistici come la Cappella dell’Oratorio dell’Opera Pia Cimini, parte del plesso dell’ex Ospedale, fondato dal benefattore Francesco Cimini nel 1712, dove spicca il meraviglioso altare con il dipinto della Concezione, intercambiabile con un crocifisso ligneo che vengono attribuiti alla scuola di Antonio Gherardi (famoso pittore reatino vissuto dal 1638 al 1702, era solito usare la moglie Porzia Albertelli, come modella dei suoi celebri lavori); statue e gruppi marmorei completano l’insieme della chiesetta. Notevole anche l’affresco rappresentante Gesù e Maria in trono con San Francesco e San Pietro ubicato nella chiesa parrocchiale dedicata a San Pietro e Tommaso risalente al 1300 dove merita particolare attenzione un secondo altare con una Via Crucis intagliata in legno ed in originali riquadri. In campagna esiste il rudere della Chiesa di Sant’Antonio ed il magnifico edificio della Chiesa di Santa Maria Morella il cui frontale è costellato di capitelli ricavati con probabilità da una villa della “Cità” d’epoca romana. Inoltre sono visitabili la Chiesetta del Monte nella radura antistante la pineta dell’omonimo Parco Comunale, quella di San Michele Arcangelo nel centro storico e la serie di antiche edicole situate agli incroci di tante strade di campagna (come ad esempio Sant’Eusebio, San Francesco. Il centro storico conserva tuttora la tipica struttura medievale con la grande porta d’ingresso sormontata da un architrave in legno; le vie a spirale che portano in cima alla “Rocca”, considerato a ragione il punto più alto della Bassa Sabina. Tutto il patrimonio storico e naturalistico che troviamo a Montesola  tra l’Aia e il crinale del monte Porco, è da considerare unico ed esclusivo; per questoLazionauta invita i propri lettori a trascorrere qui una pur breve vacanza  per respirare un’aria pura e raffinata che odora di storia, natura, cibi genuiti e tanta ospitalita!.

Tra le righe

Montasola è un tipico “Paese sul cucuzzolo“, che si può visitare (finalmente!)solo a piedi! Qui le stradine sono strette e in gran parte costruite a gradinata; spesso sono sormontate da archi che servono per sostenere le case mentre troviamo ancora resti di mura e di torri difensive – ormai in parte ricostruite – a testimonianza della sua origine medievale.

Panoramica cittadina

Tranne le frazioni di Montatola e Forcella, qui troviamo una moltitudine di residenze (quelle tipiche di campagna con i locali sotto a mò di magazzino o anche per il ricovero degli animali e l’abitazione sopra al primo piano) costruite fuori da un vero e proprio progetto urbanistico con le case sparse verso la direzione dell’Aia; nelle altre direzioni troviamo spesso piccole e graziose case con campi recintati di siepi sempre verdi (mentre i muretti a secco sono sempre più difficili da trovare), coltivati a cereali o destinati a pascoli; spesso troviamo anche filari di viti, piante di ortaggi e alberi da frutto destinati ad uso domestico. Verso la frazione di Montatola (quindi ad est), troviamo il bosco ceduo e una consistente parte degli edifici di proprietà della Curia.

Demografia

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 Montasola ha festeggiato il nuovo millennio con un bel goal, ritrovando all’anagrafe poco più di trenta iscritti. Il dato sembra scarno e povero ma sinceramente non è proprio così, anzi, per un comune che negli ultimi decenni ha visto perdere sempre più “clienti” all’anagrafe per cause diverse (il lavoro in primis), ritrovare la fiducia e ripopolare le strde e la piazza, non è cosa da poco. Questo segnale infatti è incoraggiante e di buon auspicio, va proprio nella direzione sperata dove troviamo risorse umane a sufficienza per conservare nel migliore dei modi usi, abitudini e costumi ed in particolare le tradizioni che da queste parti sono ancora fonte di orgoglio e di grande coesione sociale. Per questi motivi e ciò che di bello ed importante rappresenta alla collettività ed in particolare ai nostri lettori, Lazionauta suggerisce una gita qui per capire meglio la nostra storia anche negli aspetti che non conoscevamo e non sapevamo di appartenerci.       

Montasola è il più alto dei Comuni della Sabina e domina il paesaggio circostante da Terni fino alla valle del Tevere e a Roma 

La mappa dei piccoli comuni della provincia di Rieti
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