Montebuono

“Monte” e l’aggettivo “buono”, si riferiscono con molta probabilità al paese 

Tra Storia e Società                                             Comune in pillole

Araldo municipale

Il Comune di Montebuono in molti lo considerano un “Museo a cielo aperto” per la densità dei beni artisti, storici e culturali che caratterizzano questo  municipio. Tra questi beni, una particolare importanza la ricopre la Chiesa San Pietro ad Muricentum o ad Centumuros (detta di San Pietro ai Muricento), come diverse fonti la definiscono, a causa delle enormi strutture appartenenti ad una villa rustica d’età romana che la circondano, vicino all’abitato di Montebuono su di un’altura che domina la valle del Tevere. Le prime notizie di questo luogo di culto, risalgono al luglio 1105 quando la struttura era parte integrante di una villa rustica di età romana definita: “Terme di Agrippa“, a causa di un frammento di epigrafe ritrovata tra le rovine, che ricordava il generale Marco Vipsanio Agrippa, genero dell’Imperatore Augusto

Chiesa San Pietro ai Muricento

 

Forse apparteneva o meno al grande generale di eta augustea, la villa ad un certo momento passò alla famiglia del Licini, come attestano le carte farfensi che dal 998 ricordano un Fundus Licinianus, mentre San Pietro restò il punto di riferimento della popolazione rurale fino alla fondazione di Montebuono, avvenuta – sembrerebbe – sullo scorcio del 200 fino ai primi decenni del 300, quando si riteneva importava riunire la popolazione che viveva sparsa avendo come punto di riferimento la sola Chiesa. Il castello di Montebuono  nel 300 e per un breve periodo di tempo, fece parte del Comitato di Tarano; sul finire del secolo fu occupato con violenza da Luca Savelli che fu poi costretto a restituirlo alla Santa Sede.
Nel 400 San Pietro era ancora la chiesa più importante di Montebuono; dopo il Concilio di Trento, probabilmente nel 1408 le funzioni di parrocchia furono trasferite alla Chiesa di Santa Maria Assunta (costruita nel Castello)  nelle vicinanze del palazzo comunale, mentre a San Pietro restarono le funzioni di Chiesa cimiteriale.
Nel 1817 con il definitivo riordinamento dell’assetto territoriale della delegazione di Rieti, Montebuono (che ormai aveva  500 residenti) fu inserito nel distretto di Poggio Mirteto, con gli apodiati di Cicignano, Collevecchio, Fianello, Foglia, S. Polo e Tarano entrò a far parte del governatorato di Calvi; poi Calvi fu separato dal distretto di Poggio Mirteto e passò sotto il diretto Governo di Montebuono.  

Tra le righe    

Il Borgo di Fianello

Fianello: vicino a  Montebuono c’era il castello di Fianello (diventato ora Borgo), il cui comprensorio nel 1817 venne accorpato con quello di Montebuono. Molti reperti archeologici di estrema importanza  come mosaici e satiri in basso rilievo, sono stati rinvenuti a Fianello durante alcuni scavi anche in epoca recente; sono stati  recuperati reperti  di grande interesse storico come decorativi in marmo, lucerna, piccola scultura che attualmente sono sposti al Museo Nazionale romano. Il Castello di Fianello lo troviamo per la prima volta agli inizi dell’XI secolo quando Berlengario Di Pietro concesse a Farfa la quota di sua pertinenza del Castello di Fianello; questi nel 300 si ribellò alla Chiesa ed il suo territorio fu messo al sacco nel 1352. Fianello nel 1817 con 146, abitanti era apodiato di Montebuono. 

Scorcio del paese

La chiesa di San Pietro fu costruita sui resti di un’antica villa romana che, a causa del ritrovamento di un frammento di una epigrafe dov’è  menzionato il generale Marco Vespasiano Agrippa - genero dell’imperatore Augusto – ha fatto supporre che la stessa villa appartenesse al generale. Una pianta topografica degli inizi dello scorso secolo, fa intuire l’ampiezza degli ambienti (“centomura” deriva da qui) che componevano la villa, sopravvissuta fino all’Ottocento. Sono comunque diverse le traccedi origine storica che ci portano a pensare che la maestosità di questo edificio di culto, presupponeva l’esistenza nel territorio circostante di una nutrita comunità religiosa tale da creare tra la stessa popolazione residente una forte coesione sociale indispensabile a fronteggiare gli atti barbarici di popolazioni in transito. La possibilità e veridicità di questa coesione, è riscontrabile anche attraverso la conservazione negli anni degli usi, costrumi e tradizioni che nel tempo hanno mantenuto la consuetà attualità.  
Il dominio della Santa Sede su Montebuono finì nel 1798, quando le truppe napoleoniche dopo aver fatto prigioniero Papa Pio VI (1775 – 1779), elevarono Magliano Sabina a capoluogo del circondario, assoggettando Montebuono e gli altri paesi circostanti. Nel 1817  Montebuono con i suoi 500 abitanti, sono inclusi nel distretto di Poggio Mirteto, sotto il governatorato di Calvi.
La Chiesa di Santa Maria Assunta si trova vicina al castello di Fianello, ha origini altomedievali e presenta diverse fasi costruttive dove si riscontra un particolare interesse nella cripta romanica dove, tra l’altro per la sua realizzazione, sono stati impiegati materiali di età romana.   

Demografia 

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Montebuono sono circa venti anni che insegue con successo il tentativo di recuperare nuovi “clienti” all’anagrafe con ottimi risultati. Il mix messo in piedi da cittadini ned amministratori locali nell’accoglienza, funziona e sono sempre di più quelli che cambiano residenza per venire a vivere proprio qui. Dopo il calo drastico avvenuto a metà dello scorso secolo ed un andamento demografico che è durato alcuni decenni tra alti e bassi, ormai Montebuono orienta sempre di più la propria cittadinanza mantenendola vicina e poco al di sotto delle mille unità. Un numero questo quindi congruo e importante se si pensa che a loro è affidato il compito importante di mantenere viva le tradizioni locali. Proprio per questo, lazionauta non esita di consigliarvi di trascorre almeno qualche ora, in questo comune dove il fascino si concilia con la meraviglia, mentre la storia le unisce entrambe.    

Come arrivare a Montebuono venendo da Roma? 

Percorrere l’autostrada Roma – Firenze ed uscire al casello “Magliano Sabina”; percorrere poi la Flaminia in direzione Civita Castellana per 3 km circa, poi al bivio per Torri in Sabina (seguendo la strada statale 657) girare a sinistra, continuate su questa strada fino a trovare alla vostra sinistra  un bivio per Montebuono.     

 

 

La mappa dei piccoli comuni della provincia di Rieti  

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