Montelanico

Deriva dal latino Metellanicus appartenente alla famiglia dei Metalli, divenne poi Montellanico

Tra Storia e Società                                              Comune in pillole

Araldo municipale

Di origine medievale, Montelanico come agglomerato di abitazioni è nato  tra il IX e il X secolo; le prime notizie sul Castello di Montelanico, (sorto con ogni probabilità intorno all’anno 1000), le abbiamo grazie ad una Bolla papale del 1154 ed una del 1182 dove figura tra le proprietà della giurisdizione vescovile di Segni. Nel 1189 il Castello di Montelanico fu ceduto ai Conti di Ceccano, fino a quando, nel 1428, passò ai Conti di Segni che ereditavano anche i limitrofi Castelli di Collemezzo, Pruni e Montelongo.

Nel periodo in cui fu retto dai Conti di Ceccano la terra di Montelanico fu terra di saccheggi e di rappresaglie da parte della Chiesa. Dunque, dal 1428 al 1640 il castello di Montelanico fu proprietà dei Conti di Segni e anche in questo periodo continuò ad essere luogo triste di saccheggi e distruzioni, prima per le lotte intestine fra dispotici feudatari, poi per gli attriti tra la nobiltà feudale per i diritti di successione. Nel 1640 Carlo Conti, erede universale del Duca Federico Conti, assillato dai creditori, fu costretto a vendere Montelanico ai Barberini con gli annessi castelli di Collemezzo, Pruni e Montelongo. Nel 1722, sotto il possesso di Don Camillo Pamphily Aldobrandini, Montelanico ebbe il suo primo statuto nel quale erano indicate le principali norme civiche che regolavano la vita della cittadinanza ed i suoi rapporti con il Principe.

Gli ultimi signori di Montelanico furono i Doria Pamphily fino a quando non divenne Comune autonomo dello Stato Italiano, nominando, nel 1871, come suo primo Sindaco, don Francesco Raimondi, sacerdote anticonformista, apertamente favorevole all’unità nazionale.

Il centro cittadino

Lazionauta vi suggerisce sommessamente di visitare questo bel comune, ricco di storia dal dolce sapore di una ospitalità di antica tradizione ma che ben si concilia con i nostri tempi. Ecco cosa potete vedere, partiamo quindi dall’antico borgo medioevale che troviamo in posizione più alta rispetto alla centrale Piazza Vittorio Emanuele II che, con le case che vediamo tutte intorno, rappresentano la parte nuova del borgo. La storia ricorda cinque importanti chiese mentre solo tre di queste sono oggi visitabili: la Chiesa di San Pietro Apostolo, la Chiesa Tigri e la Chiesa del Soccorso che sorge alle pendici orientali del paese, immersa tra verdi alberi di acacie, in prossimità del torrente Rio. La Chiesa di San Pietro Apostolo di tipo parrocchiale, si trova nel punto in cui anticamente si apriva la porta principale del Castello, al termine quindi della “Salita Muriglio“; dal lato opposto era attaccata al Palazzo Ducale. Questa chiesa ha un’unica navata con due cappelle per lato, mentre non possiamo dimenticare di ammirare il bellissimo quadro ad olio di Vincenzo Camuccini (pittore neoclassico 17711844) raffigurante la Madonna del Soccorso e sulla parete a destra dell’altare maggiore un artistico ciborio per Oli Santi, scolpito in pietra bianca dagli artisti della scuola di Mino da Fiesole. Sotto il pavimento della chiesa, ci sono ancora i resti delle antiche sepolture. Su piazza Vittorio Emanuele II fu costruita la Fontana bronzea dello scultore Ernesto Biondi di Morolo che poggia su un basamento di pietra calcarea, a sua volta incastonato in una vasca di forma ellittica con tre putti bronzei che, dagli atteggiamenti, dai gesti e dalle espressioni, sembra che stiano aspettando con ansia l’acqua cristallina che versa il bambino che emerge al di sopra del gruppo.

Importanti siti archeologici che Lazionauta suggerisce di visitare sono: la Domus, le Mura feudali poligonale ed il Castello di Collemezzo.

Demografia

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Montelanico dal punto di vista demografico per Lazionauta è “border line“, ovvero che sta ai limiti (ma per la verità è sulla “dead line” perchè anche se di poco, ha superato i duemila abitanti limite che si è posto questo media) di quello che è la propria mission. 140, è questa la breve sintesi dell’incremento di abitanti che questo grazioso comune ha avuto negli ultimi otto anni; un incremento quindi estremamente significativo e di grande interesse perchè dietro a questo numero apparentemente significativo ci sono tanti significati che coincidono prevalentemente tutti con il piacere di vivere qui per una serie di condizioni favorevoli che gli abitanti tutti sono riusciti a creare. Successo, sul successo quindi sia sul piano del benessere personale sia sul piano dell’ospitalità che – se fossimo a scuola – sarebbe a ben motivo degno di lode!  

Gastronomia: l’autunno a Montelanico colora la gastronomia con piatti succulenti conditi a base di funghi porcini e tartufo (per i buongustai consigliamo in particolare “j’appallocco“, una particolare polenta condita con fagioli, cotiche o con fave secche, che va servita calda con verdura cotta e salsicce), mentre per il dessert è d’obbligo degustare la castagna cruda, cotta o usata per fare dolci.

Primi o secondi piatti ma anche il dessert, acquistano una fragranza migliore se “annaffiati” con vino rosso locale. Buon apetito.

Montelanico: “Chilometro Zero, ante litteram” con Arrivano i corti.

Arrivano i corti“, il festival internazionale di cinema nato a Montelanico nel 1997 e che dedica la propria attenzione ai cortometraggi, segue, insegue e persegue da epigono la strada ideologica del “Glocal” ovvero pensa globale e opera locale considerando che …i cortometraggi sono realizzati da persone per le persone e non da case di produzione multimiliardarie“. Per questo anche il momento clou dell’iniziava si conclude con la premiazione che viene condivisa tra il pubblico che degusta buon vino rosso e prodotti della gastronomia tipica, rigorosamente locale e quindi a Chilometro Zero!

L’immagine della Madonna del Soccorso è custodita con molta attenzione nell’antico santuario, meta da sempre di pellegrinaggio; il culto per la Madonna del Soccorso qui a Montelanico è antico e si tramanda con immutata fede raggiungendo il massimo della fede la vigilia della terza domenica di settembre, il giorno della Festa del Patrono

La mappa dei piccoli comuni della provincia di Roma
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