Nemi

Nemi detto anche: “il paese dei fiori e delle fragole

Il nome ha origine dal latino nemus, ovvero bosco in memoria del nemus Dianae, bosco sacro a Diana (dea della caccia).

Tra Storia e Società                                      Comune in pillole

Araldo municipale

Nemi fin dal tempo dei romani, era famosa per la presenza nel territorio del Tempio dedicato a Diana che conferiva al territorio una sorta di carattere sacro che ha permesso nei secoli (soprattutto negli ultimi decenni, anche grazie alle tutele derivanti dall’appartenenza al Parco Regionale dei Castelli Romani) la conservazione dell’area boschiva. Questo aspetto legato alla tutela naturalistica, in realtà a Nemi ha origini antiche visto che l’Imperatore Caligola, per vietare la costruzione su quelle terre, fece realizzare sul lago due navi con funzioni di vere e proprie case galleggianti. Caligola qui costituì una comunità agricola chiamata Massa Nemus, che l’Imperatore Costantino assegnò in concessione alla Basilica  San Giovanni Battista di Albano. Nemi appartenne quindi ai Conti di Tuscolo, che la trasformarono in un Castrum, e ai Frangipane.

Solo sotto i monaci dell’Abbazia di San Paolo, Nemi divenne una comunità arroccata su uno sperone roccioso a picco sul lago; il Castello passò quindi ai Colonna, poi agli Orsini e agli Annibaldi finché, nel 1428, Prospero e Edoardo Colonna lo acquistarono definitivamente.

Panoramica cittadina

Palazzo Ruspoli, edificato nel medioevo dai Conti di Tuscolo con la  torre cilindrica attorno alla quale si sviluppa il palazzo baronale, sovrasta la cittadina tra le più alte dei Castelli romani; il nobile palazzo ristrutturato durante il Rinascimento, conserva a tutt’oggi antichi frammenti marmorei e apprezzate opere del pittore Liborio Coccetti vissuto nel XVIII secolo, consistenti in decorazioni a tempera realizzate in vari ambienti. L’immobile, che attualmente si trova in condizioni di preoccupante abbandono (mentre l’esterno è in buono stato di conservazione, l’interno non lascia ben sperare, trovandosi in condizioni estremamente preoccupanti) è circondato da un giardino pensile tra i più belli del territorio dell’area dei Castelli romani.

Il Lago di Nemi è di origine vulcanica, sulla cui sommità del cratere troviamo Genzano di Roma (comune con circa 24 mila abitanti, noto per la tradizionale Infiorata) e di fronte, Nemi, comune molto più piccolo e grazioso. Il lago è a 316 metri sul livello del mare, ha una superficie di 1,67 kmq, una profondità massima di 32 metri, lo specchio è lungo 1.800 metri e largo 1.300 mentre il perimetro è di circa 5 km e il dislivello dal paese è di 200 metri.

Demografia

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 Nemi ha un territorio piccolo ma una grande attrattiva abitativa! In questo delizioso comune dove le fragole (ma quelle buone!) sono di casa tutto l’anno, da 140 anni a questa parte della storia – demografica -, solo nel 1971 ha visto un calo demografico di appena 19 abitanti, mentre per tutto il resto del periodo, l’incremento abitativo è stato una costante. Sorprende una volta di più sapere che solo nei primi anni del nuovo millennio e quindi in soli otto anni, i nuovi citttadini di Nemi sono circa 160 proponendo un dato di stock che essendo di 1988 cittadini residenti, è proprio vicino ai duemila abitanti. Scherzando viene da pensare che le case di Nemi sono state costruite con manufatti di gomma che, all’occorrenza, si possono gonfiare per aumentarne la cubatura, visti i notevoli limiti posti in essere anche dal Parco dei Castelli Romani, nel piano edilizio.  

Sagra delle fragole.

E’ questa una tra le sagre più importanti di tutta l’area dei Castelli romani, si tiene ogni prima domenica di giugno ed è un appuntamento da non perdere. Tra le curiosità dobbiamo ricordare che nell’antica Roma – per tradizione – si mangiavano le fragole durante le feste in onore di Adone, alla morte del quale la dea Venere disperata pianse infinitamente che, giunte sulla terra, si trasformarono in piccoli cuori rossi che noi chiamiamo appunto le fragole.

Cineturismo.

Ma dal punto di vista turistico Nemi offre anche degli spunti considerevoli visto che proprio qui il Principe Antonio De Curtis ha girato diversi suoi film come “Totò, Peppino e… la malafemmina che ha visto numerosi cick proprio a Monte Cavo, e l’episodio La patente del film “Questa è la vita”, dove Totò vestiva i panni di uno iettatore. Altri film Totò li ha girati tra le caratteristiche viuzze di Nemi.

Il Museo delle Navi

Museo delle navi

Questo particolare quanto importante museo è stato appositamente costruito per ospitare gli scafi delle navi dell’imperatore Caligola, recuperate sul fondale del lago di Nemi, negli anni che vanno tra il 1929 e il 1932. Qui troviamo due imbarcazioni di oltre 70 metri di lunghezza che venivano utilizzate dall’imperatore come “location” di feste e ricevimenti galleggianti, come avveniva nell’antica Grecia.

Il Museo – che fu inaugurato nel 1939 – è costituito da due hangar in muratura messi a dura prova nel maggio del 1944 a causa di un incendio doloso che lo distrusse completamente. Il museo fu riaperto al pubblico nel 1953, con l’esposizione delle riproduzioni delle navi distrutte, realizzate in scala 1:5. Nel febbraio del 2001, questo tormentato museo è stato definitivamente restaurato e reso visibile al pubblico nella sua nuova veste dove solo l’hangar di sinistra (dove troviamo alcuni tipi di ancore, riproduzioni di attrezzature di bordo, reperti di carpenteria navale, ceramiche, alcuni elementi decorativi superstiti delle imbarcazioni ma anche alcuni oggetti votivi) è dedicato alle navi, mentre in quello di destra troviamo le testimonianze provenienti dal territorio più prossimo quindi con materiali relativi alla protostoria del comprensorio nemorense e dell’area albana; per l’età del Bronzo, quelli provenienti da un castelliere individuato sul Monte Artemisio vicino a Velletri e di un villaggio palafitticolo; per l’età del Ferro, i materiali provenienti da due necropoli rinvenute rispettivamente tra i comuni di Colonna e Ciampino. Ii Museo si trova in Via Diana, 15, il telefono risponde al numero: 06 – 9398040 e le visite sono previste tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00, mentre il museo è chiuso il 1 Gennaio, il 1 Maggio e il 25 Dicembre

Recentemente una serie di campagne di scavi condotte dagli Istituti Nordici di Archeologia ha riportato alla luce, sulle pendici meridionali del cratere, in località s.Maria, un imponente impianto residenziale costruito in età tardo-repubblicana, il quale ha subito rifacimenti nel I sec. d.C. Forse era questa, la villa di Cesare; o forse era quella sul ciglio del cratere, in località le Piagge, ancora da riportare alla luce.

Come raggiungere Nemi da Roma? Il percorso è proprio facile da raggiungere: da Roma, bisogna percorrere il grande raccordo anulare, per uscire sull’Appia Antica, poi percorrere la strada statale 217 Via dei Laghi per 15 km; da Roma Nemi dista 33 Km,  da Marino 14 Km e da Genzano appena 4 Km.

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