Nerola
Di origine incerta, Nerola per alcuni deriva dal latino nero o nerio per dire: “forza”; per altri è legato a Nerulum località situata in Lucania
Tra Storia e Società Comune in pillole
Il Borgo di Nerola – arroccato su un suggestivo colle - deve la sua origine, alla sua notevole strategica posizione geografica. Infatti, alla fine del X secolo i Crescenzi Stefaniani, Signori di Palestrina, che intendevano controllare militarmente il territorio, intrapresero la costruzione del Castello, dotandolo di una torre e di un circuito murario difensivo di dimensioni molto minori rispetto a quelle che ora possiamo vedere. Tra il XII e il XIII secolo i Conti di Palombara, costretti invece ad aumentare le difese sul territorio a causa delle continue minacce, costruirono la Rocca vera e propria nel lato sud-est dell’originaria cinta muraria che – nel corso dei secoli - ha subito notevoli cambiamenti, per giungere fino a noi in tutto il suo imperioso aspetto di roccaforte militare. Nel 1470 furono costruiti i quattro torrioni; quello che possiamo vedere sul lato meridionale, fu inserito nella possente costruzione della poderosa torre circolare, decorata da merli e da un ampio sporto, che le fecero assumere la configurazione di un mastio.
Trovandosi sulla via Salaria, una delle strade principali che nel medioevo venivano percorse dai pellegrini, che si recavano a Roma in occasione dei giubilei, Nerola fu sede di un ospedale dei pellegrini, un’istituzione benefica che prestava soccorso e conforto ai fedeli nel loro lungo viaggio.
Delle diverse chiese e cappelle che sorgevano nell’abitato di Nerola vengono ricordate solo la Chiesa di Sant’Antonio Abate e quella di San Giorgio.
La chiesa di Sant’Antonio Abate che è di origini molto antiche, si trova al di fuori delle mura castellane a settentrione. La sua facciata attuale è frutto di vari restauri che hanno completamente cancellato ogni traccia del passato, conferendole un aspetto architettonico totalmente moderno. Era composta in origine da tre cappelle e da un altare principale dedicato a Sant’Antonio Abate. Una delle cappelle non aveva l’altare e aveva però una botola che ricopriva la fossa sepolcrale dei pellegrini; all’esterno della chiesa sul lato sinistro, c’era il cimitero del piccolo borgo. Nel 1550 la chiesa di Sant’Antonio perse il titolo di chiesa parrocchiale che venne conferito invece alla chiesa all’interno delle mura, dedicata a San Giorgio. La complicata vicenda della costruzione della Chiesa di San Giorgio, è strettamente legata all’evoluzione della costruzione del Torrione principale delle mura della fortezza; questa chiesa, voluta dagli Orsini, fu costruita nel XV secolo al posto delle scuderie di famiglia, quasi all’interno del castello, a ridosso delle mura; essa era composta da sette altari con abside centrale semicircolare, l’altare maggiore era dedicato all’incarnazione della Beata Vergine.
Il terremoto del 1915 arrecò gravi danni alla chiesa, i cui lavori di ristrutturazione terminarono nel 1924.
Demografia
269. Un solo numero quello appena pubblicato (269 appunto) a dimostrazione – molto probabilmente – di come si vive bene in questo Borgo ricco di storia e di gentili tradizioni culturali. 269 sono appunto gli abitanti in più che l’Istat ha censito come variazione tra il 2001 e il 2008 e quindi in soli sette anni. Mentre gli anni precedenti erano caratterizzati da una grande stabilità numerica, ora all’anagrafe il livello del gradimento a vivere qui ha assunto lo stesso livello che avevamo nel 1951, periodo in cui si stava bene ma con un occhio si guardava la grande città come polo di attrazione per il lavoro, ma anche per la modernità che i grandi agglomerati promettevano. Qui il ritorno alle cose vere e semplici è ormai una parola d’ordine per molti che hanno scelto di viverci. Il dato quindi è piacevolmente acquisibile e fa piacere sapere che ora – più di prima – ci sono molte occasioni in più per conservare la storia, le abitudini ed in particolare la cultura cittadina con la memoria verso le feste tipiche che qui non mancano. Andando quindi a Nerola, Lazionauta vi suggerisce di commettere anche un peccato di gola, degustando sia le: “Stracciose” che le “Cellei”, a chi piace il piccante, la porzione va chiesta doppia e Buon appetito!!!
La mappa dei piccoli comuni della provincia di Roma



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