Nespolo

Deriva dal latino mespilius per il nome della pianta del nespolo

Tra Storia e Società                                  Comune in pillole

Araldo municipale

Nespolo è proprio un gazioso piccolo comune costituitosi intorno al XIII secolo sulla parte più alta di un colle, con l’unione di alcuni villaggi che all’epoca erano sparsi. Secondo notizie raccolte direttamente sul luogo (ma anche grazie ad altri siti internet dedicati a Nespolo), le più antiche notizie riguardanti questo paese sono del 1024 quando l’abate di Farfa, Ugo I, avrebbe affittato a Crescenzio di Rattone alcuni beni posseduti in “aquam nespuli“. Sempre in questo luogo tra il XV ed il XVI secolo si sarebbe riunita la popolazione di tre borghi limitrofi (ovvero Castello, San Bernardo e Serrone), a scopo difensivo e, per indicare il nuovo paese, sarebbe stato coniato il nome Nespolo che, secondo alcuni, di derivazione dal greco per nea polis. Un’altra testimonianza farebbe derivare il nome di Nespolo dal termine inest polo, denominazione usata nelle carte vaticane per indicare le postazioni lungo il confine; ed in effetti il confine tra lo Stato pontificio ed il Regno borbonico passava per la ”Fonte della Seleva“, una località vicina al luogo dove troviamo Nespolo. Però si pensa anche che al momento del nuovo insediamento esistesse già proprio lì una struttura conventuale dove si venerava – probabilmente – San Sebastiano il Santo protettore contro la peste e le epidemie ed esattamente dove oggi troviamo la chiesa e dove fino a qualche tempo fa erano ancora visibili alcune strutture murarie (parte di questo complesso venne poi inserito nell’edificio dell’attuale canonica). Una conferma a questa ipotesi può essere fornita dalla constatazione che il luogo in cui sorgeva l’antica chiesa parrocchiale di Nespolo, non corrisponde a quello attuale, ma era situato al centro di uno dei due colli compresi, già anticamente, nella topografia di fondazione. Un’altra testimonianza raccolta sul luogo farebbe invece risalire la nascita di Nespolo a dei briganti e a dei mercenari sbandati, che si sarebbero riuniti proprio lì per evitare azioni di polizia o improbabili rappresaglie da parti degli abitanti dei luoghi circostanti. Stando però all’epigrafe di fondazione che troviamo incisa sull’architrave della porta del campanile, la chiesa annessa al citato complesso conventuale, sarebbe stata edificate nel 1357 e restaurata nel 1521; è qui che – anche in questo caso probabilmente – avrebbe predicato Padre Leonardo da Porto Maurizio nel 1750.

Fino al 19 dicembre del 1817, ovvero quando venne affrancato dal principe Francesco Barberini che rinunciò ai propri diritti su questa baronia, Nespolo fece parte della baronia di Collalto; nel 1853 sembra essere attestata una bottega di merci, un’altra di pellame e quella di un setacciaro fra le attività commerciali ed imprenditoriali più importanti del paese. Tra il 1861 ed il 1870 Nespolo fu coinvolto solo marginalmente dagli episodi di brigantaggio che interessarono in particolare la zona di Collato e del carseolano. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 il paese vide lo svolgersi occasionale di azioni partigiane, mentre alcuni abitanti vennero imprigionati e morirono nell’eccidio delle fosse ardeatine.

Tra le righe

La Chiesa di San Sebastiano costruita nel XV secolo e restaurata nel 1521, conserva e si può vedere un dipinto della Scuola Fiamminga del XVI secolo che rappresenta il martirio di San Sebastiano il Patrono del paese.

Avvistamento UFO a Nespolo nei primi giorni di Giugno 1993 nelle vicinanze della Riserva del Monte Cervia e Monte Navegna a circa un chilometro e mezzo a Nord-Est da Nespolo tra le ore 14 e le ore 16,00. Per consultare alcuni dati sugli avvistamenti Ufo all’anno 2003 nella nostra regione, clicca qui di seguito: dati_ufo.  

 Demografia 

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Nespolo ha aperto il nuovo millennio festeggiando simbolicamente il rientro a casa di una cinquantina circa di concittadini! Dopo diversi anni (ma più che anni, denenni!) di fuga da Nespolo iniziati nel lontano 1921, solo ora qui vediamo la curva che rappresenta l’andamento delle iscrizioni all’anagrafe risalire la china, dopo aver fatto un balzo che simbolicamente e numericamente possiamo dire che era rappresentato da circa 500 abitanti. Una perdita di “clienti” per il comune considerevole (Lazionauta si preoccupa per la conservazione delle attività culturali locali, cosa alla quale sono deputati i cittadini quando ci sono…)  che ora è in fase di recupero, infatti nei primi anni del nuovo millennio una cinquantina di nuovi concittadini hanno scelto di vivere qui per le caratteristiche socio economiche e per la genorosità trovata in questo paese ricco di storia e di buone maniere.    

 Gastronomia: “Tagliolini al profumo di bosco”

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Ingredienti per 6 persone: quattro uova; 150 gr. di farina di castagne; 200 gr. di farina bianca; 3 funghi porcini di medie dimensioni; molto prezzemolo tritato; 1 spicchio d’aglio; olio di oliva, peperoncino, pepe rosa in salamoia, sale e parmigiano grattugiato a piacere.

Fare la fontana: preparare la sfoglia impastando le due farine con le uova ed un pizzico di sale, lavorarla fino ad una consistenza elastica, poi farla riposare in frigorifero avvolta nella pellicola. Nel frattempo pulire i funghi, tagliarli a fettine, e sofriggerli in poco olio caldo con aglio, paprika, meta’ del prezzemolo e il pepe rosa schiacciato con lama di un coltello. Tirate la sfoglia non troppo sottile, quindi passatela nella macchina o sulla chitarra per fare i tagliolini, Lessateli in acqua bollente salata (cuociono in un minuto al massimo), scolarli e farli  saltare in padella con i funghi. Fateli insaporire per qualche istante prima di aggiungere ancora prezzemolo e parmigiano grattugiato

Agli amanti della buona cucina consigliamo alcuni piatti tipici come i cecamariti, gli “gnocchetti con i fagioli, le sagne strappate e nel periodo natalizio il caratteristico dolce serpentone. 

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La mappa dei piccoli comuni della provincia di Rieti

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