Onano

 Di incerta origine e significato
 Tra Storia e Società                                   Comune in pillole

Araldo municipale

Onano è un importante quanto grazioso piccolo comune (nel senso inteso da Lazionauta, ovvero con meno di duemila abitanti), e presenta al suo interno alcuni elementi dubbi sul piano della storia. Infatti di Onano non si sa esattamente se questa zona fu popolata dagli Etruschi e dai Romani; i primi indizi (o magari anche tracce vere e proprie) del paese risalgono al medioevo quando, gli abitanti di quattro villaggi della zona, decisero di aggregarsi per creare insieme un unico borgo per motivi difensivi. Onano subì diverse vicissitudini a causa del conflitto fra Guelfi e Ghibellini, e fu anche aspramente contesa fra i signori locali e la Chiesa per la sua posizione strategica fra Lazio e Toscana. Va qui ricordato che Onano nel primo millennio dell’era volgare iniziò ad acquisire le forme di un vero castello medievale, mentre dominava sulle nostre terre la famiglia feudale degli Aldobrandeschi, che si trovò nella diocesi di Sovana, appena a questa le furono definiti i confini, anche se durante il medioevo rimase alle dipendenze di Orvieto. In ogni caso la prima testimonianza ufficiale di Onano risale al XII secolo in un documento che indica il borgo e l’appartenenza al Conte Marcantonio di Montemarte; il contesto stocico (come abbimo già detto) storico a questo punto non era di così facile approccio visti gli accadimenti legati al conflitto tra Guelfi e Ghibellini. Infatti nel 1215 i Visconti di Campiglia diedero il maniero in pegno a Orvieto e per lungo tempo fu conteso fra la stessa ghibellina Orvieto e il papato. Nel XIII secolo Onano tornò sotto la protezione di Roma grazie al riassetto e al consolidamento dello Stato della Chiesa, portato avanti dal cardinale spagnolo Egidio di Albornoz. Nel 1355 Papa Innocenzo VI concesse per dieci anni metà dell’abitato a Pietro Farnese e a Albertozzo Ricasoli, lasciando il restoalla Santa Sede; questa situazione durò fino alla fine del 1300, quando poi subentrarono definitivamente i Monaldeschi della Cervara, famiglia questa di origine francese. Nell’anno 809 d.C. quattro fratelli di questa famiglia, giunsero in Italia con Carlo Magno: due si stabilirono a Firenze, uno a Siena e uno ad Orvieto dove andò Ermanno, uomo astuto e prudente che diventò uomo di spicco e di rispetto nella città umbra di Orvieto, diventando però anche padrone della metà del feudo di Onano (in realtà ricevette la parte in enfiteusi da Papa Benedetto XII, per alcuni favori ricevuti) mentre la restante metà apparteneva alla Camera Apostolica. Ermanno morì nel 1337 lasciando quattro figli ricchi e potenti ma anche litigiosi in particolare tra loro medesimi al punto che si divisero, costituendo quattro diverse famiglie: Monaldeschi della Cervara, del Cane, della Vipera e dell’Aquila, ognuna col proprio stemma gentilizio.
Corrado, figlio di Ermanno, ereditò il feudo di Onano e in seguito alla divisione della famiglia adottando lo stemma della Cerva, a Orvieto si macchiò di omicidio per l’uccisione di Napoleuccio di Pietro Novello (rivale politico di Ermanno); dovette così rifugiarsi a Onano per sfuggire alla vendetta dei suoi avversari. Stabilì qui a Onano la sua residenza, nonostante le notevoli proprietà nella zona, fece poi edificare un palazzo a dimora e difesa dove sorge il castello, anche se quello che vediamo oggi fu fatto edificare nella prima metà del Quattrocento, dai nipoti Corrado e Luca (al quale spettò il titolo di Conte di Onano), figli di Bernardo. Nel 1404 Corrado e Luca da Papa Bonifacio IX, ebbero in vicariato la metà di Onano; nel 1411 Papa Giovanni XXIII (antipapa) confermò la metà di Onano a Corrado e Luca che morirono rispettivamente nel 1417 1421, lasciando eredi del castello Paol Pietro (da parte di Corrado) e Gentile (da parte di Luca). Paol Pietro morì di peste a Bolsena il 20 gennaio 1449, lasciando eredi tre figlie femmine, estinguendo il ramo maschile della famiglia mentre Gentile che morì nel 1450, lascò quattro figli maschi e l’eredità del castello (di Onano) spettò al secondogenito, Luca II dei Monaldeschi della Cervara, che fu l’ultimo discendente dei Monaldeschi a regnare a Onano. Le vicende storiche molto ricche di dettagli e di momenti coinvolgenti proseguono nei secoli con grande pathos che possiamo anche avvertire ancora, passeggiando per le viuzze del paesino.

Panoramica cittadina

Il 7 ottobre 1561 Papa Pio IV concedeva al cardinale Giulio Ascanio Sforza, per sé e per i suoi successori “usque ad quartam generationem” il castello di Onano che rimane di loro proprietà fino al 1712, anno in cui morì il Duca Federico; il 22 ottobre 1712, il Commissario Apostolico Pietro Conestabile riprese reale possesso di Onano per conto della Camera Apostolica; da quel periodo in poi si alterneranno qui e per tutta la prima metà del Settecento, ì vari affittuari. Nella seconda metà del Settecento la nave battente bandiera inglese Victory, di proprietà dell’armatore irlandese Giuseppe Denham, si arenò nel porto di Civitavecchia perdendo il prezioso e costoso carico di tele d’Olanda destinate alla Camera Apostolica di cui la stiva era colma. Il danno riportato da Denham fu gravissimo ed egli per del tempo fece inutilmente intendere le sue ragioni. Dopo alcuni anni la Camera Apostolica concesse a Denham l’enfiteusi di Onano, Proceno e Torre Alfina come risarcimento del danno subito. Giuseppe Denham impiantò ad Onano diversi telai per confezionare tessuti di lino e di tela; alla sua morte il feudo tornò alla Camera Apostolica che lo affittò di nuovo al miglior offerente, e tra questi ci fu Carlotta Denham, figlia e ormai orfana di Giuseppe. La nuova castellana prese subito possesso del maniero desiderosa di riportarvi l’antico splendore dei Monaldeschi della Cervara. Carlotta sposò (grazie all’intercessione della Sede Apostolica) il famoso medico Antonio Bosquet, chirurgo dentista alla corte del re di Francia. In questo periodo il castello venne soprannominato Palazzo Madama, per come Carlotta veniva chiamata dagli abitanti di Onano. Alla morte di Carlotta il feudo andò in successione per linea maschile agli eredi Bosquet. Dopo l’Unità d’Italia, nel 1870, in un’ala del castello si stabilì la famiglia Pacelli, tra questi, don Giuseppe (Pacelli), prelato della Camera Apostolica, acquistò parte del castello, ed Eugenio (divenuto poi Papa Pio XII), soggiornava qui tutte le estati, fino al 1908, quando anche quell’ala tornò di proprietà dei Bosquet. Attualmente il Castello è sede del Comune di Onano.

A scandire le epoche di questo comune che Lazionauta vi invita a visitare per ammirarne le peculiarità (ivi comprese le famosissime lenticchie!), ovvero alcuni monumenti storici che ne scandiscono la storia. Tra i momenti storici rilevanti dobbiamo ricordare l’importante Chiesa di Santa Maria della Conciliazione che fu costruita su un precedente edificio romanico del 1784 è conserva al suo interno, le urne dei protettori di Onano ovvero San Trifone e Santa Colomba. Il Palazzo Madama è una elegante e maestoso castello medievale, realizzato intorno all’anno 1350; “accidentalmente” distrutto dall’incendio appiccato con rabbia dai Lanzichenecchi nel 1527, fu poi ricostruito da Corrado della Cervara; Ll’importante Chiesa della Madonna delle Grazie è in stile romanico ed è stata rimaneggiata e impreziosita nel XIV secolo e da sola merita una gita ad Onano per ammirare (nel silenzio religioso che il luogo impone), i bellissimi quanto unici affreschi che la Scuola Senese ha lasciato nel nostro comune; di ineguagliabile valore qui è anche il dipinto che ritrae l’immagine della Vergine con Bambinello. Il comune fu dominato dalle nobili famiglie dei Monaldeschi prima e dagli Sforza dopo che rimasero qui per tutto il periodo rinascimentale, ottenendo fra gli altri anche il titolo di Duca d’Onano. Onano rimase agli Sforza anche nel XVI secolo nonostante i tentativi dei Farnese di annettere il borgo al loro ducato di Castro. Tornato alla Chiesa nel Seicento, nel 1871 entrò nel Regno d’Italia. Qualche anno prima, aveva lasciato il paese per Roma, Marcantonio Pacelli, nonno del futuro Papa Pio XII che trascorse qui le vacanze estive della sua infanzia. Un altro personaggio celebre di Onano è la cantante lirica Lina Cavalieri, bellezza del primo Novecento ribattezzata come la “donna più bella del mondo“.

Tra le righe

Il centro storico

La lenticchia a cinque stelle. Se a Onano la storia che ha contribuito a fare grande il nostro Paese la si può respirare camminando tranquillamente per il centro storico, ad un certo punto dobbiamo proprio fermarci perchè arriva (l’immancabile) l’ora che “porta al desio” e qui il sinonimo di desio è LENTICCHIA! Oltrettutto la manifestazione goliardica più importante è appunto la: ” Sagra della lenticchia” che si tiene durante l’estate e che ormai consolidata nella sua tradizione, funziona da ottimo catalizzatore di turisti che giungono qui non solo dal circondario. Qui la lenticchia viene lavorata e preparata secondo un metodo usato da secoli, è particolarmente gustosa nel sapore, ha delle propietà organolettiche importanti, è facile da cuocere ed è unanimamente considerato dai più esperti, un ottimo legume. Piccola (quanto basta), tonda e saporitissima questa lenticchia viene coltivata nelle nostre terre oltre ad una proprio piccola parte dei territori confinanti; peraltro la coltivazione vanta una proprio antichissima tradizione, infatti se ne hanno delle prove già negli “ Ordini, statuti, leggi municipali della comunità e popolo di Onano ” del 1561. Giulio Andreotti, assiduo frequentatore di Onano negli anni’50, ha dedicato un aneddoto su Papa Pio IX e la lenticchia Onanese nel suo volume: “La sciarada di Papa Mastai” ricordando che alla vigilia del 1871, in seguito alla perdita del potere temporale, il Papa si consolava con il fatto che il giorno dopo avrebbe avuto a tavola un saporito piatto di lenticchie Onanesi omaggio del cardinale Prospero Caterini. “Ecco a cosa Papa Pio IX poteva paragonare il potere perduto - dice Andreotti -, ad un piatto di lenticchie, di Onano però!”. Numerosi sono stati anche i riconoscimenti dati a questo legume nostrano negli anni e nel mondo come accaduto a: Roma e Buenos Aires nel 1910, Londra e Parigi nel 1911. Per questo prodotto, la Comunità Montana, ha registrato il relativo marchio nella qualità di: “Prodotti tipici dell’ Alta Tuscia” alla Camera di Commercio di Viterbo. Da non perdere. Il 14 agosto c’è la tradizionale ”Processione della Vergine Assunta” con la partecipazione delle quattro confraternite di Onano e con i bambini che portano al collo (a seconda del sesso), cavallucci e pupe fatte con la pasta dolce.

 Demografia

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Onano nel 1911 (lo dice la rilevazione decennale Istat che Wikipedia ci aiuta a leggere attraverso l’elaborazione grafica delle tabelle che leggiamo sulla nostra sinistra) aveva tre volte gli abitanti che ha scoperto di avere quasi cento anni dopo, ovvero nel 2008! Una scoperta ragguardevole che sorprende perchè sembra proprio inarrestabile quanto costante negli anni; pochi scossoni improvvisi ma una sorta di stillicidio che priva questo graziosissimo comune fatto di vera storia importante a fare i conti con una realtà che cambia pelle. Guelfi e Ghibellini ora non contano più tanto, anche se qui hanno lasciato le loro tracce che Lazionauta vi invita caldamente a visitare; qui centra più che altro l’economia che cambia: ovvero la voglia di trovare un nuovo posto di lavoro che fornisca maggiori garanzie occupazionali e quindi anche di durata nel tempo. Mentre però sono finiti i tempi in cui ci si accontentava di “due cuori ed una capanna”, non sono finiti i tempi dove la storia sazia appieno la crescente voglia di cultura e a Onano, veramente, di storia possiamo farcene una vera e propria scorpacciata a tavola, in compagnia anche di un bel piatto di lenticchie fumanti che qui sono non solo di casa ma anche tra le migliori d’Italia (ma forse anche d’Europa)!      




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