Orvinio
Orvinio (che fece parte dello Stato Pontificio) ricorda l’antico centro di Orvinium che sostituì il precedente che era “Canemorto” distrutto prima dell’anno mille
Tra Storia e Società Comune in pillole

Sono diversi gli storici che concordano nel dire che il nostro grazioso “Orvinium” (di cui Dionisio di Alicarnasso cantava le lodi), è stato fondato dai Siculi; lo storico romano Marco Terenzio Varrone (detto il Reatino, nato a Rieti o in alta sabina nel 116 a. C. da una famiglia di nobili origini, ricco possidente terriero in Sabina, dove fu educato con disciplina e severità) affermò che venne completamnte distrutto prima dell’anno mille. Per molti secoli rimase sotto il dominio dei monaci Benedettini di Santa Maria del Piano, nel XVI secolo divenne prima feudo della famiglia Orsini e poi della famiglia ducale dei Muti. Dopo il 1625 passò al casato dei Borghese. Nell’800 Orvinio fece parte dello Stato Pontificio e fu sede di Governo e residenza del Governatore.Cambiò poi nome in Canemorto fino al 1863 quando fu assegnato l’attuale nome Orvinio; per secoli fu amministrata dai Monaci Benedettini di Santa Maria del Piano e nel XVI secolo divenne feudo delle famiglie Orsini , Muti ed poi dei Borghese. Orvinio faceva parte del Stato Pontificio e fu sede di Governo e residenza del Governatore.
Tra le righe il sorriso dei Monti Orvinio (che si trova a 843 metri sul livello del mare, a circa 20 Km da Rieti e a un’ora circa di percorrenza in macchina), è il più alto borgo medievale – tra i più belli del nostro Belpaese – abitato del Parco dei Monti Lucretili; questa é una zona di notevole interesse storico e naturalistico e si trova su un colle vicino al maniero del Casato dei Marchesi Malvezzi Campeggi.Il borgo medievale, da cui si accede attraverso
il grande arco che si affacciaa sulla StradaStatale 314 Licinese, contnua ancora a mantenere fresco il suo antico fascino.
Il castello. Le sue fondamenta sembrano poste su un antico tempio romano dedicato a Minerva; alla fine del Medioevo, molti manieri della Sabina furono restaurati e trasformati in palazzi baronali o anche in residenze signorili. La stessa sorte toccò anche al castello di Orvinio (palazzo baronale tardo-rinascimentale), che conserva un aspetto imponente ed è circondato da un lungo muro di cinta, dotato di una serie di torri che scandiscono le mura perimetrali. Il grande portale dà accesso ad un ampio parco, mentre una poderosa torre cilindrica centrale domina l’intero complesso. I suoi più recenti proprietari sono stati: Giuseppe Todini nel 1912 e fino al 1918-19, Salvo Parodi armatore genovese, la Ditta “La Lattifera Umbra” di Rieti, dopo l’amministrazione giudiziaria del 1924-25 il marchese Annibale Berlingieri fino al 1934, il senatore Filippo Cremonesi già governatore di Roma morto nel 1942 ed infine il Casato dei Marchesi Malvezzi Campeggi. Lo stesso borgo medievale si sviluppa su un colle attorno a questo castello e si arriva attraversando un arco, dalla Strada Licinese. Da qui si possono raggiungere mete di interesse geologico come: grotte, caverne e pozzi ma anche luoghi importanti dove possiamo ammirare inestimabili resti di ville e case di varie epoche.
Demografia
Questo grazioso borgo di origine medievale vicino sia a Roma che a Rieti, dal punto di vista demografico presenta qualche lemento di curisità. Possiamo dire che ha trovato un proprio equilibrio negli ultimi quaranta anni, ma in effetti il proprio “esodo” è inizito nel 1911 ed è durato circa sessanta anni durante i quali (come ben sappiamo) è accaduto proprio di tutto. Passata la bufera quindi, dal 1981 Orvino ha trovato un proprio equilibrio con in media circa 445 abitanti, che tengono in piedi le nobili e orgogliose tradizioni del passato. Lazionauta non ha proprio dubbi nel suggerire una gita in questo comune così delizioso e pittoresco dove la storia si unisce alla gentilezza dei modi degli abitanti rendendo una semplice vacanza un vero e proprio evento da non dimenticare.
Gastronomia: questa è meta interessante anche per gli amanti della buona cucina: quin da non perdere tra i piatti tipici ci sono i “cecamariti”, la “padellaccia”, il “polentone”, le “sagne al farro e sugo all’aglione” e anche la stupenda tipica pizza bianca da gustare anche da sola. E buon appetito!
La mappa dei piccoli comuni della provincia di Rieti


26/04/2013 










Nessun commento... Lascia per primo una risposta!