Poggio Nativo
Prima si chiamava Poggio Donadeo dove ”poggio” era podium (rialzo) dal latino, e si riferisce alla posizione geografica, mentre Donedeo era il proprietario fondatore del borgo. Il nome di ora si considera una “costruzione dotta”.
Tra Storia e Società Comune in pillole
L’origine medievale di Poggio Nativo è a tutt’oggi facilmente intuibile grazie al suo caratteristico impianto urbano così detto a ”spina di pesce”; qui, dove oltre ai suggestivi tortuosi vicoli si possono ammirare anche edifici di un certo pregio artistico e residenze nei secoli delle nobili famiglie che lo amministrarono. Molti storici attribuiscono la nascita di Poggio Nativo nel X secolo, anche se la scarsa documentazione del suo passato medievale, non permette di ricostruirne una cronologia sicura ed inequivocabile. L’etimologia della voce “Podium Donadei“, appellativo originario del borgo sabino, potrebbe derivare da Donadeo, o più precisamente da “donum Dei”, il nome del feudatario che lo avrebbe fondato. Le origini del castello di Poggio Nativo sono da collocare intorno al Mille. La prima menzione del castello è del 1055, il suo fondatore era stato Buonuomo, il cui figlio ed erede Donadeus aveva dato il nome all’insediamento fortificato. Donadeo ebbe fortissimi contrasti con l’abbazia di Farfa per il possesso di alcuni beni fondiari che si trovavano tra le pertinenze dei castelli di Fara e di Poggio Moiano e della Chiesa di San Pietro di Scandriglia, Donadeo era un vassallo dei conti di Sabina che poi divennero signori del castello. Nel 1159 l’ultimo loro discendente Rainaldo di Sinibaldo, donò Poggio Nativo a Papa Adriano IV. Nel territorio di Poggio Nativo esistevano anche altri due castelli, oggi scomparsi, Archipiglione e Santa Balbina. Le successive vicende storiche di Poggio Nativo sono alquanto intricate. Nel XIV secolo il castello subì una serie di complessi passaggi di proprietà tra le monache di San Paolo, Andreuccio da Palombara e Farfa, finchè agli inizi del Quattrocento, fu occupato da Paolo Savelli, che vantava un cospicuo credito con la santa sede. Dopo un lunga controversia che lo vide contrapposto all’abbazia di Farfa, il Savelli divenne l’incontrastato signore di Poggio Nativo.
Nel 1460, però, Giacomo Savelli si schierò contro il Papa ed appoggiò gli angioini nella lotta dinastica per il regno di Napoli contro Ferdinando d’Aragona. Qui si intreccia un’altra storia appassionante ovvero: poco distante dal centro abitato di Poggio Nativo c’è il complesso monastico di San Paolo, edificato nel XIII secolo, fortemente voluto dall’Abbazia di Farfa, dove furono ospitate fino al 1460 le monache benedettine. Per volere del Papa Pio II (1458 – 1464) le monache vennero trasferite poi a Roma, lasciando il monastero in stato di abbandono. Alle suore subentrarono i francescani che restaurano il convento, per stabilirsi definitivamente nel 1471. Proprio ai Francescani si deve la costruzione della nuova chiesa a navata unica con sei cappelle laterali, mentre la vecchia chiesa venne inglobata nell’impianto della nuova, e quindi poi trasformata; fu anche realizzato un monumentale altare maggiore decorato con marmi preziosi, ornato dalla statue di San Giacomo e San Francesco. Le cappelle laterali di proprietà delle varie famiglie gentilizie del luogo, sono decorate con affreschi e tele del’500 raffiguranti episodi della vita dei santi. Nelle lunette del chiostro del convento, sono invece dipinti, episodi della vita di San Francesco. Nel 1633 i Savelli oberati dai debiti, furono costretti a venderlo al Principe Marcantonio Borghese, per 105.000 scudi. La presenza di importanti edifici che ancora oggi si possono ammirare nel paese, testimoniano la potenza delle famiglie che vi abitarono e della floridezza economica raggiunta dalla comunità, qui nel centro cittadino è possibile visitare la chiesa della Santissima Annunziata, nata sui resti di un’antichissima cappella dedicata alla Beata Vergine Maria, consacrata dal Papa San Silvestro I (314- 335) nella prima metà del IV secolo d.C.. Della preziosa cappella rimangono oggi e sono visitabili sia il portale che la fonte battesimale; nel 1576 vennero eseguiti dei lavori di ampliamento e di restauro alla chiesa, per volere di Lucrezia e Bernardino Anguillara, mentre la campana dal peso di circa 280 libbre, fu un dono del Principe Borghese.
Molto difficile è ricostruire le iniziali vicende storiche di Poggio Nativo per l’esigua quantità di documenti nelle fonti medioevali. Particolarmente intensa fu nel XIX secolo la partecipazione degli abitanti di Poggio Nativo agli eventi nazionali che portarono all’avvento della Repubblica Italiana.
Tra le righe
Il complesso monastico di San Paolo che risale al XIII secolo, lo troviamo appena fuori il centro abitato; l’arredo del complesso ha magnifici scanni in legno intarsiato, proprio ben conservati, la chiesa che possiamo visitare ha un monumentale altare riccamente ornato di pregevoli marmi, è arricchito dalla presenza delle statue di San Giacomo e di San Filippo, ed è sormontato da una tela seicentesca rappresentante: “l’apparizione del Santissimo Sacramento e due frati Francescani”. Nell’unica navata di cui è dotata la chiesa, ci sono sei cappelle, concesse in patronato alle nobili famiglie del luogo, con gli stemmi gentilizi visibili negli archi. Nella terza cappella di sinistra possiamo vedere due bellissimi affreschi del 1560, raffiguranti San Biagio e San Giovanni Battista mentre nella terza cappella di destra è conservata una tela ovale con la Madonna con Bambino e tre Angeli. Il convento, ricostruito nel ’400, è stato ripetutamente rimaneggiato: l’ampio chiostro è decorato da lunette rappresentanti episodi della vita di San Francesco. Il portale della vecchia chiesa, conserva ai lati delle pitture murali rappresentanti la decollazione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro. La

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Chiesa della Santissima Annunziata. Alcuni storici condividono la tradizione secondo la quale questa chiesa sarebbe stata eretta in sostituzione di una antichissima cappella dedicata alla Beata Vergine Maria, e che la consacrazione sarebbe avvenuta per le mani dello stesso pontefice San Silvestro I; della primitiva cappella sono il portale e la fonte battesimale. Nel 1576, sotto il pontificato di Gregorio XIII, la chiesa fu ampliata e riccamente ornata da Bernardino e Lucrezia Anguillara; la campana da 280 libbre, donata dal principe Borghese, è visibile in tutta la sua maestosità . Nella Chiesa, quasi tutta restaurata dopo il terremoto del 1915, si può ammirare una importante tela di scuola umbro-romana della fine del XVI secolo rappresentante San Francesco di Paola.
Demografia
Poggio Nativo è un comune “Border line”, ovvero di confine (anche se in realtà il confine lo ha ben superato!) per Lazionauta che si occupa prevalentemente di comuni che non superano i duemila abitanti. Abbiamo comunque voluto parlare di Poggio Nativo per la bella e nobile storia vissuta da questo comune in periodi diversi della sua lunga storia. Ma poi anche per i successi che ha accumulato negli ultimi trentaanni, ovvero da quando il mix di ospitalità, tradizioni, cultura e buona gestione della cosa pubblica da parte degli amministratori locali ha riempito il comune di “clienti”, fino ad averne ben 830 in più. Vi sembra poco?
Complimenti quindi a Poggio Nativo.
Gastronomia (Lazionauta suggerisce) : coratella con i carciofi; fregnacce con le olive nere; gnocchi di patate al ragù di castrato; pappardelle al ragù di lepre; “Padellaccia” di maiale appena macellato, Grigliata d’agnello; “Scafata”con fave fresche e le ciambelle con l’anice o i biscotti con nocciole e mandorle.
Convento San Paolo – Complesso monastico, datato al XIII secolo con annessa Chiesa. E’ situato all’inizio del paese.





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