Poggio San Lorenzo

“Poggio” deriva dal latino podium (altura) per la posizione geografica, e il nome del patrono del paese

Tra Storia e Società                                            Comune in pillole

Araldo municipale

Il centro abitato di Poggio San Lorenzo, paesino grazioso che lazionauta vi invita a visitare ma anche a degustare le specialità gastronomiche locali, si caratterizza come un tipico borgo sabino. Qui troviamo vicoli stretti che si aprono improvvisamente su deliziose piazzette caratteristiche che – a tratti – ci sorprendono con splendidi scorci di campagna e di boschi.

Panoramica cittadina

Le notizie sul Castello di Poggio San Lorenzo risalgono al 1198, quando Innocenzo III concedette a Farfa un privilegio di conferma di tutti i suoi beni. Nell’elenco veniva registrato subito dopo il castello di Capofarfa, il castello di Poggio Sanorenzo con la chiesa dedicata allo stesso santo. La fondazione sembra quindi risalire al 1150 circa per controllare l’antico tracciato della Salaria che, nelle carte medievali, si era ormai trasformata in strada romana. Il castello si articolò su due nuclei ben distinti, la zona fortificata vera e propria e il borgo e, pur subendo l’egemonia di varie famiglie baronali romane, restò costantemente sotto il dominio farfense. Nel 1817, in base al decreto del Cardinal Consalvi di riorganizzazione dello stato della Chiesa, Poggio San Lorenzo fu appodiato di Monteleone.

Tra le righe

Poggio San Lorenzo è 494 metri sul livello del mare, a cavallo del colle che – percorrendo la nuova Salaria in direzione Rieti – si trova sul lato destro, poco prima di giungere a Ornaro.

Il leccio centenario

Le antiche mura presenti nel paese, testimoniano l’epoca romana in cui sono state costruite, l’area era infatti un “castrum romanum grazie al quale si vigilava e si proteggeva il transito sulla via del Sale. Nella zona che guarda a mezzogiorno, si possono ammirare le mura con arcate realizzate con quadretti in pietra bianca, posizionati l’uno accanto all’altro con la tecnica ad opus reticolatum. Terrazze coltivate ad olivo e fitti boschi di lecci, roverelle, olmi, cerri e ornielli arricchiscono ulteriormente un paesaggio riposante e ricco di verde, fonte di tanto relax. In località Valle Gemma, troviamo un particolare interessante per gli amanti della storia ed in particolare della natura; vicino ai resti di quelle che secondo alcuni furono le Terme dell’imperatore Tito, proprio qui troviamo maestoso un leccio secolare la cui immensa volta ombrosa invita a trascorrere al fresco i caldi pomeriggi estivi. Parco Faunistico di Piano dell’Abatino. Il Parco svolge una serie di attività in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, Enti pubblici e con associazioni ambientaliste; si trova vicino a Poggio San Lorenzo ed è particolarmente sensibile  allo sviluppo di una cultura eticamente corretta, nel rapporto tra uomini ed altri animali. Realizza ricerche nel campo dell’etologia comportamentale, in collaborazione con Istituti di ricerca ed Università; promuove e diffonde la conoscenza dei processi evolutivi, attraverso l’osservazione diretta degli animali e ospita animali in difficoltà, permettendone il recupero e, dove è possibile, favorendone anche  l’inserimento nel loro ambiente naturale. Contatti: Associazione Giardino Faunistico di Piano dell’Abatino Via Capo Farfa, 50 – Poggio San Lorenzo 02030 (Rieti) Telefono e fax. 0765 884472  – 3492360510/1/2/3 – e-mail: ass.gfpa@virgilio.it

Vicus Nerva. Molti centri della sabina furono fondati soprattutto in relazione alla propria posizione strategica, costruiti per lo più a difesa e a controllo delle più importanti vie di comunicazione dell’impero romano. Anche Poggio San Lorenzo è nato per questo scopo come castrum romanum denominato Vicus Nerva in onore dell’imperatore Nerva. Sono ancora oggi visibili nella zona a mezzogiorno del paese, resti di mura del castrum in opus reticolatum; e in località Valle Gemma, le rovine delle terme cosiddette di Tito; con la caduta dell’impero romano e il relativo abbandono di queste zone, il piccolo centro subì il fenomeno dell’incastellamento, e nel 700 venne denominato Castel di Pece, dal nome del nobile che vi fece costruire il castello. Poi gli abitanti cambiarono il nome in Poggio San Lorenzo, dedicando il paese all’omonimo martire. La prima notizia certa relativa all’insediamento del Castello di Poggio San Lorenzo, è del 1198, quando Papa Innocenzo III (1198 – 1216) riconobbe all’Abbazia di Farfa tutti i suoi possedimenti. Agli abitanti del luogo piace pensare che quello è uno dei più vecchi paesi d’Europa.

Demografia

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Poggio San Lorenzo piace, anzi… piace sempre di più! A dirlo con gesta concrete sono i nuovi “clienti” del comune, ovvero i nuovi iscritti all’anagrafe che ormai da circa venti anni dimostrano un forte radicamento nel territorio. Dopo il calo significativo avuto negli anni 1950 durato però per circa un ventennio, poi ha iniziato una risalita con una ricetta che hanno confezionato i residenti tutti con gli amministratori. La ricetta sembra proprio avere una forte base di ospitalità, mista con il rispetto della propria storia e quindi con le rievocazioni che periodicamente vengono svolte con molto interesse degli organizzatori che ne vanno fieri. Anche per questo (oltre che per la bellezza del comune) lazionauta invita i propri lettori a fare una gita a Poggio San Lorenzo, il comune con le antiche mura romane.

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