Polizia penitenziaria: necessita una vera ristrutturazione
“Manna, speriamo in una nuova primavera di condivisione delle problematiche”. ”La Polizia penitenziaria potrebbe assumere un ruolo di custodia e vigilanza anche per i condannati che scontano la loro pena con misure alternative al carcere”. E’ quanto affermato dal capo del Dipartimento di amministrazione penitenziaria, Giovanni Tamburino, in merito al ruolo della Polizia penitenziaria rispetto alle nuove misure alternative al carcere proposte dal Governo. Anche in questi casi, ha sottolineato Tamburino, ”ci sono esigenze di controllo e vigilanza e bisogna valutare se questo compito potrebbe essere svolto dalla Polizia penitenziaria o dalle forze di polizia sul territorio. A ciò interviene Mirko Manna segretario Generale del Libero Sindacato appartenenti polizia penitenziaria (Lisiapp), che sottolinea come da tempo non si vedeva un intervento in favore del Corpo o quanto meno una condivisione delle problematiche che affliggono i poliziotti penitenziari a cominciare dalla proposta avanzata dal capo Dap fino ad arrivare a riconoscere gli episodi di suicidi come riconducibili ad una serio disagio che il personale vive sulla propria pelle. È un piccolo segnale – continua il leader Lisiapp – ,quello del pres. Tamburino, purtroppo siamo davanti ad un ventennio dalla riforma di smilitarizzazione del 1991’ che il Corpo attende una vera ristrutturazione intesa come istituzione del dipartimento della
Polizia penitenziaria e un capo della Polizia penitenziaria proveniente dai ranghi del Corpo come accade per altre forze di polizia. Piccoli passi – conclude Manna – sono stati fatti in questi anni , ma ciò non basta, ci vuole come denunciamo da anni una vera ed esclusiva posizione di merito sulle problematiche di tutte le donne e uomini della Polizia penitenziaria.
Li.Si.A.P.P. – LIBERO SINDACATO APPARTENENTI POLIZIA PENITENZIARIA
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16/04/2012 







La Polizia Penitenziaria dovrebbe essere amministrata e diretta separatamente rispetto al D.A.P.,con un proprio Capo,una propria Direzione Generale autonoma,che risponda unicamente al Ministro in sede centrale,all’Autorità Giudiziaria e all’A.di P.S.in sede Regionale,Provinciale e Locale per le competenze di Polizia Penitenziaria,ossia la prevenzione,il controllo,la Sicurezza e l’Ordine all’interno e all’esterno degli Istituti in materia specifica di Polizia Penitenziaria, è assurdo che il Poliziotto Penitenziario debba rispondere nell’espletamento dell’attività di servizio riferita agli atti di P.G. e di P.S.,a dei funzionari”estranei” al Corpo,ed altretanto assurdo che un Capo Dipartimento, dichiari di voler andare a patti con i detenuti,come dire che il Capo della Polizia di Stato Direttore Generale della Pubblica Sicurezza,dichiari di voler stringere un patto con chi delinque o chi stravolge l’ordine pubblico,in modo che quotidinanamente non si superi la soglia stabilita nella stipula, dei reati giornalieri commessi, al fine di evitare l’intasamento delle Questure,dei Commissariati o Caserme dell’Arma. Mi viene un brivido pensare di essere Amministrato da un Capo, che da una parte Comanda un Corpo di Polizia dello Stato, dall’altra,stipula patti con chi delinque, affinchè i detenuti “da lui amministrati” non siano particolarmente violenti nei confronti degli operatori,in forza nella propria Amministrazione!