Posta

Nei tempi antichi qui si fermavano i viaggiatori per fare il cambio dei cavalli

Tra Storia e Società                           Comune in pillole

Araldo municipale

Il grazioso comune di Posta è stato fondato dagli Angioini sull’antica via Salaria; il borgo fu fondato tra la fine del Duecento e i primi del Trecento nell’ambito della sistemazione dei confini del Regno Angioino e fu il risultato della ricostruzione del castello di Machilone, raso al suolo nel 1299 dagli aquilani. Del castello di Machilone si hanno notizie fin dal 1150; nel 1286 questo castello si sottomise a Rieti e gli abitanti ottennero l’autorizzazione a fondare un nuovo abitato lontano dall’insediamento fortificato di Machilone, contribuendo così a far nascere l’antico borgo di Posta. Comunque le antiche rovine di Machilone si vedono tuttora nella vicina località La Rocchetta. Dopo la fondazione, Posta fu inclusa nel territorio de L’Aquila e si trovò in continua contesa con Leonessa e Borbona, due paesi vicini. Nel 1535 il feudo fu dato allo spagnolo Ferrante Cornejo; poi passò sotto il dominio della potente famiglia Farnese. Incastonata nella verde Valle del Velino, Posta conserva nel suo territorio importanti tratti dell’antico tracciato della via Salaria, di recente restaurati. Nei dintorni sorge Santa Rufina, una bella ed interessante chiesa romanica. 

Tra le righe

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La Valle Santa è una pianura dalla forma quasi circolare, circondata lungo il perimetro da alture suggestive come colline e monti e tra queste anche dal Terminillo. In questo scenario ricco di elementi naturali (che quasi sicuramente hanno favorito San Francesco nel suo lungo pellegrinare e soggiorno in loco) , troviamo quattro Santuari francescani, che possiamo immaginare come ubicati alle quattro estremità di una croce. I paesi che troviamo lungo il percorso di questa Valle Santa, mantengono tutti i centri storici ricchi di storia medievale con viuzze che attraversano in nucleo centrale abitativo, attraversando piazzette dagli aspetti ospitali al punto da diventare o meglio ancora rimane nei secoli ritrovo preferito degli abitanti ma anche appassionanti luogi di relax per i turisti. Lungo il Cammino si incontrano quindi rispettivamente: Rieti, Cantalice, Poggio Bustone, Rivodutri, Greccio, Contigliano, il Monte Terminillo, e Posta.  Consigli pratici per il Cammino a piedi:

  • cammina leggero, porta con te solo l’indispensabile e scegli materiali leggeri.
  • Scegli le scarpe da trekking più adatte al tuo piede e al terreno e ricordati di non indossare scarpe nuove.
  • Scegli calzini traspiranti contro il sudore e correttamente imbottiti.
  • Scegli uno zaino proporzionato alla tua altezza ed ergonomico.
  • Bevi! Preparati al cammino bevendo almeno 2 litri d’acqua prima della partenza e continua a bere durante il cammino ogni 20 minuti circa. Sali minerali, vitamine e carboidrati: ecco la corretta alimentazione del camminatore e
  • porta sempre con te la borraccia piena di acqua. Lungo il cammino potrai sempre riempirla con dell’acqua fresca.

Il castagno di Favischio

Menzione a parte merita proprio il famoso Castagno di Favischio (Castanea Sativa Mill), alto oltre 18 metri, con una circonferenza di m. 6,10, all’interno è cavo, come è nei vecchi castagni; il nome deriva forse da Kastanea, regione della Tessaglia. Grande albero delle Cupulifere, elemento di base dell’economia delle montagne Italiane. Presente in tutta la zona Mediterranea, ma anche in Oriente e in America. Apparato radicale robusto. Grandi foglie lanceolate, dal margine seghettato. I fiori maschili sono riuniti in amenti penduli. I frutti sono racchiusi in un riccio e sono ricchissimi di amidi, zuccheri e proteine. Supera i 30 metri di altezza e gli 8 metri di circonferenza e raggiunge i 1000 anni. Il legno è resistente e durevole ed è ottimo per la costruzione di mobili. Particolarmente ricercate sono le varietà da frutto per la produzione dei marroni.

La Festa di Sant’Antonio Abate si celebra a Posta in gennaio, nel giorno dedicato al santo, il 17 di gennaio se non festivo, diversamente in quelli festivi immediatamente successivi. La festa è organizzata dalla Confraternita di Sant’Antonio una Associazione di confratelli, nata a Posta nell’800, che si cura di conservare e tramandare la tradizione dei festeggiamenti religiosi e civili in onore del Santo. I momenti salienti dei festeggiamenti civili sono: il taglio delle stanghe, l’accensione del fuoco, la sagra degli zampetti, la sfilata delle stanghe, la distribuzione della polenta. La festa religiosa si svolge con la celebrazione della Santa Messa e con la processione che, sfilando per le vie del paese, porta il Santo fino alla parte più alta dell’abitato per assistere ai “botti scuri”. I pomeriggi e le sere dei giorni della festa sono allietati da giochi popolari, musica e balli. 

Demografia  

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Posta, comune ricco di storia e di nobili quanto ricercate tradizioni, dal punto di vista demografico ci riserva più di qualche curiosità. Infatti le statistiche fornite dall’Istat ci mostrano (grazie all’elaborazione di Wikipedia) come i residenti dei primi anni del nuovo millennio siano ormai quasi un quarto rispetto a quelli che abitavano qui un secolo fa. L’emorragia che progressivamente ha fatto perdere “clienti” al comune si chiama “modernità”, ovvero la voglia di seguire ritmi diversi dettati dal rumore delle fabbriche e delle automobili comprese, piuttosto che il rumore del più genuino gallo che ci sveglia la mattina. Un cambio di identità quindi (anche però a causa della ricerca di un lavoro più stabile e sicuro quindi non proprio deprecabile) che però non ha intaccato lo spirito dei cittadini che mantengono vive le tradizioni che sostengono con forza, vigore ma anche tanto orgoglio!  

 Posta fa parte della IV Comunità Montana del Velino 

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Posta è situata al Km 125 della Via Salaria e dista 39 km da Rieti; la stazione ferroviaria più vicina è ad Antrodoco.

 

  

La mappa dei piccoli comuni della provincia di Rieti
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