Prossedi
Evoca il nome di persona Praxedes, benche non ci sono certezze (in dialetto locale la pronuncia corretta del nome è Prùssedi) e si trova sui Monti Lepini
Tra Storia e Società Comune in pillole
Prossedi è stato fondato nel VII Secolo d.C., da un gruppo di abitanti dell’antica Privernum che si rifugiarono lì dove ora troviamo il grazioso paese che lazionauta vi invita a visitare non necessariamente durante il fine settimana. Della sua nascita così remota nel tempo, ne abbiamo una puntuale testimonianza scritta nel libro “La Regia, & antica Piperno” di Fra Teodoro del 1673 dove si legge che di conseguenza alla distruzione della antica città – che si trovava in pianura – i suoi abitanti si divisero formando nuovi nuclei e così nacquero in collina i paesi di Maenza, Roccagorga, Prossedi, Sonnino e Asprano. Anche la storia di Prossedi – come spesso avveniva all’epoca -, è stata segnata da continui passaggi di proprietà tra le famiglie importanti del circondario. Nel 1125 troviamo Prossedi tra le proprietà di Papa Onorio I; poi seguirono nel passamano: i Conti di Ceccano nel 1128, nel 1391 è posseduta da Raimondo De Cabanis, nel 1425 ritorna alla famiglia Conti, nel 1534 è proprietà dei Chigi di Siena. Passa a Luca De Massimi nel 1544; Anna De Massimi lo lasciò in eredità a suo nipote il Cardinale Lorenzo Altieri e nel 1726 è del Marchese Livio De Carolis. Nel 1746 Nicola De Carolis lo alienò al Marchese Girolamo Belloni, nel 1750 è tra le proprietà di Girolamo Altieri e, per ultimo nel 1758 al marchese Angelo Gabrielli.
La Chiesa di San Nicola è di origine gotico-cistercense con l’interno a croce greca con ampia cupola centrale, sul portone di ingresso c’è una cantoria in legno con organo mentre il rosone che si trova sulla facciata, ritrae i caratteristici archetti intrecciati. Di diverso destino è stata invece la Chiesa di San Michele Arcangelo, distrutta da un fulmine nel 1919. Il Palazzo Baronale dotato di quattro bastioni ed un ampio cortile interno, domina l’abitato con la sua possente mole. La Fontana dei Papi fu fatta erigere dal Marchese Livio De Carolis a ricordo della visita di Papa Benedetto XIII, il 23 maggio 1727. La fontana in marmo bianco fregiata del nobile titolo pontificio è collocata all’ingresso del paese.
La chiesa di Santa Agata Vergine e Martire; questo importante edificio di culto, risulta già dai più antichi documenti custoditi nell’Archivio parrocchiale di Prossedi da dove si certifica l’appassionato culto e la venerazione cittadino per la Santa catanese. Infatti ad essa è dedicata la chiesa parrocchiale che troviamo a dominio del piccolo centro lepino in risalto rispetto alle umili case che la circondano. Costruzione maestosa con facciata in pietra calcarea nuda ed una grande porta d’ingresso che si affaccia su Piazza XI Febbraio, ricordiamo che la sua costruzione è iniziata nel 1779 ed è terminata nel 1829, dedicata a Santa Agata Vergine e Martire nel 1847 è stata in seguito sottoposta a diversi restauri. L’interno è a croce greca, con absidi e cappelle negli angoli della croce, quattro grossi pilastri con eleganti capitelli ionici ed un ampia cupola centrale. L’altare centrale in marmo, che contrasta con i colori della restante parte, è un elemento che è stato aggiunto in uno dei restauri sostituendo un grosso altare in legno alle spalle del quale troviamo il coro con 13 stalli in legno. La grande pala dietro l’altare rappresenta il martirio di Sant’Agata nel momento in cui le vengono amputati i seni con dei forbicioni; di scuola romana, la tela è stata donata da Pio IX che visitò Prossedi nel 1856. Sopra la porta d’ingresso c’è un soppalco in legno dove troviamo l’organo a canne costruito nel 1861 da Pietro Pantanella. All’interno della Chiesa possiamo vedere varie statue di Santi; il busto di Sant’Agata in legno scolpito e dipinto, alto 64 cm sotto il quale c’è il reliquiario dove è custodito un pezzo d’osso della Santa, è datato fine XVII - inizi XVIII secolo. Nel 1987 è giunto da Catania un pezzettino d’osso che è conservato in un reliquiario dorato. Nella cappella alla sinistra dell’altare c’è il dipinto dell’annunciazione di Carlo Maratta del XVII secolo; alla destra, sull’altare del Santissimo Sacramento c’è un dipinto della scuola napoletana con la Madonna del Rosario, San Domenico, Santa Caterina da Siena e i Misteri del Rosario, tutti del XVIII secolo.
Demografia
A Prossedi la storia è proprio di casa. Secoli di alterne vicende, hanno forgiato il carattere forte ed ogoglioso degli abitanti mettendo in luce la loro grande passione per le tradizioni che però – alla luce di quanto ci ricorda l’Istat, in questo caso con l’aiuto nella grafica di Wikipedia – ora sappiamo che è minaccata dalla mancanza di risorse umane. Ciò per dire che purtroppo anche a Prossedi, dal 1951 – anno che segna la svolta per molti cittadini di tutta la regione che abbandonano la provincia per un futuro migliore da ricercare non più nelle fabbriche ma nel terziario – si registra un calo progressivo dei residenti, che sembra ora essersi fermato. Infatti l’ultima rilevazione ci prospetta un recupero sulla precedente di sette anni prima, di 25 nuovi residenti, sperando che anche questi riescano a consolidare la tradione e lasciare vivo il ricordo anche ai turisti dell’importanza nella storia di questo grazioso comune che lazionauta vi invita a visitare.
La festa di San Rocco ricade il 16 agosto e nell’occasione, durante la processione vengono offerte ai partecipanti le cosiddette “pagnottelle di San Rocco”.
La mappa dei piccoli comuni della provincia di Latina


30/04/2013 










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